Stellantis
Dichiarazioni shock del CEO Stellantis: "le auto elettriche ci vengono imposte, qualcuno fallirà"
di Massimiliano Zocchi pubblicata il 02 Dicembre 2021, alle 16:38 nel canale Mercato
Il CEO di Stellantis Carlos Tavares ha rilasciato dichiarazioni pesanti contro l'elettrificazione imposta. I costi aumentano ma non possono essere assorbiti dal cliente finale. Alcune case rischiano il tracollo
361 Commenti
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a me rimarrebbe solo da citare dostoevskij, ma temo di non essere paraculato come te con i moderatori
Circa l'acqua ( pesante o leggera che vuoi) è talmente pericolosa proprio nella gestione e moderazione della fissione che le centrali di 4 generazione la abbondoneranno in favore del sodio liquido ( centrali autoalimentate o autofertilizzanti che dir si voglia).
Vedi, io sono un estimatore del nucleare, ma tutte le centrali moderne le vedo piene di compromessi ed a elevato rischio, anche se reputo le autofertilizzanti promettenti, ma che abbiano bisogno di ulteriori studi e miglioramenti per essere davvero utili con l'imprescendibilità di poter costruire microcentrali sparse piuttosto che megacentrali e passare da una cestione centralizzata ad un grid interconnesso e distribuito.
Lo scrivo chiaro:
non sono un no-nucleare talebano, quanto piuttosto un suo estimatore che considera la tecnologia attuale poco ecologica, economica e dall'elevato rischio intrinseco ( cioè non eliminabile nonostante le innumerevoli rassicurazioni che alla fine si riduce in un perentorio: ma non può accadere, quando invece esiste la possibilità teorica che ciò accadda).
Forse tra 50 anni avremo conoscenza e tecnologie sicure ( e da qui il mio rammarico per i cessati finanziamenti alla ricerca italianac al nucleare)
Sì, ma per riprocessare plutonio per ordigni nucleari servono centrali abbastanza diverse da quelle energetiche e richiederebbero una frequente sostituzione di combustibile per favorire Pu239 invece dell'instabile 240 comunque presenti in quantità abbastanza basse per un ordigno.
Il rischio 0 è praticamente irraggiungibile ma non mi riferisco al nucleare, bensì ad ogni tipologia di attività. La diga cinese di Banquiao provocò più 20000 morti sulla carta (conoscendo il governo cinese chissà quanti furono in realtà
Quindi non vedo come ci si possa aspettare un rischio ancora più basso.
Chiedere finanziamenti per la ricerca ma impedire la costruzione di nuove centrali è come chiedere a Bosch di studiare un catalizzatore per l'Euro8 quando ormai tutti sembrano voler forzare il passaggio all'elettrico.
Perché dovrei finanziarti una tecnologia sulla quale non farai mai economia di scala perché non vuoi costruirla?
Aspettare la soluzione perfetta mi sembra più una scusa.
Potrei applicare lo stesso ragionamento a qualunque tecnologia. Pensa se dopo il primo volo la gente avesse detto: No, è troppo pericoloso, costa troppo e se cade siamo tutti spacciati...
Oppure: Non mi fido dei ponti, metti che crollino.
Uno è crollato e si è portato dietro 43 persone. Che facciamo? Non passiamo più sui ponti? Considera che in meno di un minuto ha fatto circa il 10% di tutti i morti noti a causa di incidenti nucleari in 60 anni...
Preferisco sentirmi dire: ho paura/preoccupazione e non lo voglio.
l'acqua con la temp. vaporizza, perde l'effetto raffreddamento, e questo aumenta ultimamente la temperatura distruggendo l'impianto. Oltre al fatto che si innescano reazioni chimiche che portano alla scissione dell'acqua in H2 e O, che come noto (vero?) insieme fanno un gran botto.
Catena di eventi che per inciso è proprio quella verificatasi tanto a Chernobyl che a Fukushima.
auto-stabilizzarsi un par de palle.
Mi spiace deluderti ma nelle centrali moderne funziona esattamente così. Fukushima è più vecchia di Chernobyl e a Chernobyl direi che ci sono stati ben altri problemi...
Oggi le quantità di acqua e combustibile utilizzate fanno sì che l'effetto moderatore dell'acqua si riduca con la temperatura al punto di sfavorire le fissioni. Per quanto riguarda la densità, più lontani sono gli atomi minore è la probabilità di fissione.
falso.
svariate tipologie si prestano.
Oggi le quantità di acqua e combustibile utilizzate fanno sì che l'effetto moderatore dell'acqua si riduca con la temperatura al punto di sfavorire le fissioni. Per quanto riguarda la densità, più lontani sono gli atomi minore è la probabilità di fissione.
sui coefficienti di vuoto o di temperatura si è già scritto tutto ed il contrario di tutto. E cmq stiamo andando troppo OT
O in ogni caso è parecchio più sicura contro questa eventualità delle centrali "occidentali" di praticamente ogni tipologia.
il sodio è ancora peggio. E cmq se non erro tutti i progetti che usano (ed hanno usato) sodio usano anche acqua.
la 4° gen è solo una dicitura [U]pubblicitaria[/U] per far credere che idee vecchie di decenni (e piuttosto fallimentari) siano nuove...
Si, come no:
le centrali di chernobyl ( pryat) sono sicure nell'immediato ( riferito alla fissione incontrollata ed imminente) ma ancora oggi non sappiamo gli elementi che si sono formati nel nocciolo fuso ( solo teorie) e nemmeno sappiamo quanto trizio si sia formato causa infiltrazioni, o plutonio 240 o polonio.
Purtroppo la fisica nucleare da risultati certi in laboratorio, in situazioni controllate e solo con specifici elementi pressocche puri.
Per il sodio:
Serve da interscambio di calore tra il nocciolo e l'acqua che fa girare le turbine ( sostituisce l'acqua che raffredda il nucleo) per quanto ne so:
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Questo è lo schema tipo di una centrale ad acqua leggera al quale il sodio si va a sostituire. indubbiamente il sodio non è facile da trattare, ma molto più stabile e controllabile dell'acqua per svariati motivi fisici.
Il rischio 0 è praticamente irraggiungibile ma non mi riferisco al nucleare, bensì ad ogni tipologia di attività. La diga cinese di Banquiao provocò più 20000 morti sulla carta (conoscendo il governo cinese chissà quanti furono in realtà
Quindi non vedo come ci si possa aspettare un rischio ancora più basso.
Chiedere finanziamenti per la ricerca ma impedire la costruzione di nuove centrali è come chiedere a Bosch di studiare un catalizzatore per l'Euro8 quando ormai tutti sembrano voler forzare il passaggio all'elettrico.
Perché dovrei finanziarti una tecnologia sulla quale non farai mai economia di scala perché non vuoi costruirla?
Aspettare la soluzione perfetta mi sembra più una scusa.
Potrei applicare lo stesso ragionamento a qualunque tecnologia. Pensa se dopo il primo volo la gente avesse detto: No, è troppo pericoloso, costa troppo e se cade siamo tutti spacciati...
Oppure: Non mi fido dei ponti, metti che crollino.
Uno è crollato e si è portato dietro 43 persone. Che facciamo? Non passiamo più sui ponti? Considera che in meno di un minuto ha fatto circa il 10% di tutti i morti noti a causa di incidenti nucleari in 60 anni...
Preferisco sentirmi dire: ho paura/preoccupazione e non lo voglio.
Mi piace l'accostamento dell'aviazione al nucleare: tremendamente più pertinente di quello che si crede:
1) la pelle la rischiavano ( e rischiano tuttora) i temerari e i collaudatori
2) quando si scoprì che il rumore dava fastidio gli aereoporti furono sposti fuori dai centri abitati
3) quando si scoprì che comandi sdoppiati non erano sufficienti si passio al doppio o triplo backup
4) quando ci si rese conto che gli aerei precipitavano anche sui centri abitati si fecero dei corridoi di volo che li evitassero.
5) quando si scoprì che un aereo avrebbe potuto fare migliaia di morti a causa di interventi esterni si presero precauzioni.
6) vari ed eventuali
Ma stiamo parlando di un mezzo che ha oltre un secolo di vita e che tratta fisica macroscopica ( molto più semplice da studiare, riprodurre e controllare), mica di centrali atomiche:
Prova ad immaginare un software difettoso ( boeing 777) ad una centrale che potrebbe di colpo non causare 400 morti, ma rendere inabitabile ( per secoli) mezza Italia.
Infine prova a porti questa domanda:
Ci sono evidenze scientifiche/archeologiche di fissioni nucleari spontanee rinvenute in miniere di uranio ( e a tutt'oggi non del tutto certo le cause e come si sia innescata ed alimentata) ti fa ancora affermare che la fissione nucleare sia un processo sicuro a causa della sua estrema prevedibilità in ogni condizione?
Circa la sicurezza delle centrali esse sono sicure soltando per quando l'esperienza ci ha preparato, per sistuazioni non contemplate in fase di progetto e realizzazione, non possiamo esporci e fukushima ne è l'esempio classico:
Uno tsunami con onda così alta non era stato contemplato come anche altri migliaia di eventi che possono accaddere ma che per la loro estrema scarsa probabilità vengono classificati da altamente improbabili ad impossibili.
circa i 450 morti:
di la verità hai preso un vitalizio dal pcus ( si scherza):
https://www.gqitalia.it/news/article/chernobyl-quanti-morti-ha-fatto-il-disastro
Oppure basta usare san google e cercare:
https://www.google.com/search?q=liquidatori+chernobyl+morti&rlz
per capire che 25, 450, 4000, 100000 o 1milione sono cifre prive di significato se non contestualizzate alla cusalità, perchè un disastro nucleare uccide anche a distanza di qualche decennio
6) è il mezzo che fa meno incidenti, ma quando li fa sono belli grossi.
a me questa uscita europea di annoverare il nucleare tra le fonti di energia verdi lascia un po' da pensare.
posto che non è ecologico e nemmeno rinnovabile, non mi stupirei se qualcuno avesse fatto i conti e si fosse reso conto che, se si vuole rinunciare ai combustibili fossili, proprio non se ne può fare a meno.
Tutto il discorso legato alla transizione energetica ne è un esempio lampante. Se le centrali nucleari fossero la scelta migliore in assoluto lato ambiente, comunque sarebbero contrari alla tassonomia così come è stata proposta, per il semplice fatto che loro quelle centrali le stanno dismettendo. E più in generale, basta vedere le scelte adottate dai tedeschi negli ultimi mesi riguardanti le politiche energetiche di transizione in quest'ultimo anno, in particolare quelle sui gas naturali, di cui Notturnia più volte ci ha parlato.
Infatti il motivo è proprio quello. Oltre al fatto che adesso ci cono i verdi al governo, che "ovviamente" sono contrari a prescindere al nucleare.
Ma, come dicevo, la Germania può strillare e indignarsi, perché tanto l'alternativa al nucleare ce l'ha in casa, ed è pure molto a buon mercato: il carbone. Che ha ricominciato a usare proprio per far fronte alla crisi energetica.
Su Chernobyl si è detto di tutto e di più. Il fatto che sia l'evento più pubblicizzato dipende da molti fattori, ma è pur vero che è anche l'incidente ad una centrale nucleare più grave in assoluto che sia mai accaduto, con conseguenze che ci porteremo avanti ancora per molto tempo, un numero di morti e malati di tumori che neanche si riesce a stimare in maniera precisa ed esempio pratico di quanto vasta può essere l'area colpita dagli effetti di un evento del genere.
Va pur sempre riconosciuto che si è verificata una concausa di condizioni affinchè avvenisse tale incidente, pur sempre possibile ma con probabilità decisamente basse, al di là poi del motivo meramente fisico che ha portato all'esplosione vera e propria.
Come va pur sempre evidenziato che incidenti gravi ci sono stati anche altrove; io ricordo sempre ad esempio l'incidente di Three Mile Island, sul quale gli americani furono molto abili a contenere la diffusione di notizie. Altro articolo QUI, ma se ne trovano diversi in rete.
Quella degli americani mi sembra la fiera delle minchiate / incapacità / incompetenza.
Ricorda molto Chernobyl, con la differenza che gli americani hanno avuto una tremenda botta di culo.
Ma oggi scenari del genere non sarebbero più possibili.
Se scrivi minchiate non ci posso fare niente: ti rispondo su quelle.
La prossima volta articola meglio il tuo pensiero, e riceverai adeguate risposte.
CVD. Quando ti fa comodo le riporti, però.
E solo per far dispetto al resto d'Europa che è il suo principale mercato, rischiando di sfasciare l'UE in cui ha un ruolo egemone?
Francamente, mi pare senza senso.
Perché non cogli tutti gli elementi che Notturnia riporta.
Ciò che ha scritto ha trovato puntuale conferma. Anche sulla vendita del metano da parte dei tedeschi.
Seveso l'ho riportato io qualche post addietro, come esempio di pericoloso incidente industriale che non avesse nulla a che fare col nucleare.
Infatti.
Evidentemente o hanno tutti problemi a capire, o sei tu che non ti fai capire. Io propendo per la seconda.
a me rimarrebbe solo da citare dostoevskij, ma temo di non essere paraculato come te con i moderatori
E' il suo tipico comportamento, che esercita sul forum da quando ci ha messo piede: t'insulta quando non è in grado di continuare una discussione, specialmente su argomento che gli sta a cuore.
Non è un caso che sia elettore di una certa parte politica.
Per il resto forse i moderatori lo tengono come giullare del forum, perché ne spara tante che allieta le giornate di chi lo legge.
6) è il mezzo che fa meno incidenti, ma quando li fa sono belli grossi.
Sì, ma numeri alla mano il nucleare ha fatto di gran lunga meno morti di altri impianti per le fonti energetiche.
posto che non è ecologico e nemmeno rinnovabile, non mi stupirei se qualcuno avesse fatto i conti e si fosse reso conto che, se si vuole rinunciare ai combustibili fossili, proprio non se ne può fare a meno.
E' proprio questo il punto, che ripeto da tempo. Si vuole tanto arrivare a tagliare la CO2 per limitare l'effetto serra, ma senza una valida fonte energetica che garantisca continuità operativa alle nostre industrie e, in generale, alla nostra civiltà, non si va da nessuna parte.
Ricorda molto Chernobyl, con la differenza che gli americani hanno avuto una tremenda botta di culo.
Chernobyl è stata una concatenazione di diverse cause, e tra queste la mancanza di conoscenze (sia fisiche del processo che tecniche dell'impianto) ed esperienza, come nel caso americano.
Una delle differenze sostanziali è che i reattori RBMK costruiti fino a quel momento e pressochè tutti nella U.R.S.S. avevano un "difetto" progettuale (mantenuto per scelta fino a quel momento essenzialmente per i 2 motivi che spingono le scelte umane fin dall'alba dei tempi: i soldi nello specifico il risparmio, e la testardaggine nello specifico l'omertà del sistema comunista del paese) che poi si rivelò fatale, mentre nel bene o nel male l'impianto americano era costruito con maggior rispetto per la sicurezza e tecnicamente in modo diverso tale per cui alcuni scenari catastrofici semplicemente non erano possibili.
Nessuno può dirlo, si possono fare solo ipotesi, ma è possibile che se ci fossero stati tecnici americani a gestire Chernobyl saremmo comunque andati incontro a quel che è successo. Quello che forse sarebbe cambiato maggiormente è la gestione del disastro.
Prima di tutto perchè col nucleare devi mettere anche in conto le conseguenze da radiazione che non procura morti, o comunque nell'immediato. Chi si ammala gravemente di tumori, che comporta anche l'incapacità di procreare nelle donne in diversi casi, non rientrano nelle statistiche dei morti; ma sono vittime, sono molto probabilmente più numerosi dei morti stessi, possono anche se in forma lieve passare questa loro condizione ai figli e il più delle volte si ritrovano a vivere un'esistenza che non auguro a nessuno. A livello statistico andrebbe poi considerato il fatto che il numero di vittime andrebbe rapportato anche al numero di centrali: se nel mondo hai (numero a caso per far capire il concetto) 1 centrale nucleare ogni 10 di qualunque altra, chiaramente nel secondo caso hai molte più possibilità che avvenga un incidente mortale. Infine va ricordato che una centrale nucleare viene comunque costruita intrinsecamente molto più sicura di un'altra centrale, e nonostante questo avvengono incidenti gravi. Tanto per capirci: se tutte le centrali di produzione elettrica al mondo avessero lo stesso livello di protezione di una centrale nucleare ci sarebbero molti meno incidenti: una centrale elettrica potrebbe anche saltare per aria e probabilmente la detonazione rimarrebbe isolata all'interno di una struttura in cemento armato senza procurare danni alle persone.
Fare i conti su chi ha fatto più danni in senso assoluto lascia il tempo che trova, sono solo numeri per portare acqua al proprio mulino ma non apportano nulla alla discussione o ai ragionamenti che vengono fatti. Oltretutto i numeri sul nucleare sono estremamente incerti, proprio perchè calcolare con una certa precisione tutte le vittime (non solo i morti) è molto complicato, per non dire impossibile. Per cui il solo tentativo di raffronto è puramente ipotetico, per non dire fantasioso.
Chernobyl stesso è un esempio lampante in tal senso: https://www.wired.it/scienza/medici...-persone-morte/
Solo per gli effetti a lungo termine si stima un numero di vittime tra i 4000 e i 9000. E questo considerando solo i "morti" per gli effetti a lungo termine, ovvero non considerando tutti coloro che si sono ammalati ma che in qualche modo sopravvivono e tutti i morti "immediati" (65). Poi a seconda delle fonti trovi stime talmente distanti tra loro che neanche riesci a paragonarle. Questo, peraltro, senza neanche considerare come la vita viene condizionata pesantemente in chi in un modo o nell'altro non ha subito effetti dalle radiazioni, perchè inevitabilmente tutta l'area attorno alla centrale, per decine se non centinaia di chilometri, viene considerata per ovvi motivi da evacuare.
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