Tesla
Le vendite di Tesla crollano in Europa: il "fattore Musk" mette in crisi il colosso dell'auto elettrica
di Lorenzo Tirotta pubblicata il 25 Febbraio 2025, alle 11:54 nel canale Auto Elettriche
Il comportamento controverso di Elon Musk e la crescente concorrenza nel mercato dei veicoli elettrici stanno causando un drastico calo delle vendite di Tesla in Europa, aprendo opportunità per i rivali.
39 Commenti
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Tuttavia è possibile che i malati di mente adepti all'ambientalismo-progressista ragionino in maniera irrazionale.
Ad ogni modo, la nuova Model y non è disponibile per i primi mesi dell'anno, dunque perché comprare la vecchia ?
Stai parlando di un azienda che senza i crediti sulle emissioni non sarebbe andata da nessuna parte. È praticamente sopravissuta per anni su quella forma di finanziamento deciso dai politici (e pure adesso una grossa fetta degli introiti viene da li).
Poi avere come uomo immagine quel simpaticone di Capitan Ketamina che la butta in politica a sproposito, non è il massimo della neutralità politica.
Probabilmente nessun cliente di Volkswagen sa chi sia l'AD di quel produttore, idem per Ford, Toyota e compagnia bella. Per Tesla però non è così: tutti i clienti e non clienti di quel produttore associano il marchio al personaggio pubblico Musk, che è probabilmente una delle persone più note e più sovraesposte nel mondo. La percezione del marchio è spesso determinante per orientare la scelta nell'acquisto di beni come l'automobile.
Non è una novità che Musk sia un sociopatico, ma nel corso degli anni ha intrapreso un percorso esponenziale di intervento attivo nella politica del paese che lo ospita, e di tanti altri, mostrando sempre più apertamente una deriva estremistica, fino alle recenti esternazioni esplicitamente filonaziste.
In generale per un imprenditore così strettamente legato all'immagine del marchio del suo business non è una buona idea schierarsi politicamente, e ancora meno fare politica attiva su posizioni estremistiche, perché questo comporta giocarsi almeno la metà dei potenziali clienti. Nello specifico di Tesla poi, il prodotto è certamente più vendibile ai consumatori con orientamento progressista, più sensibili ai temi della sostenibilità, e meno facilmente vendibile ai consumatori di orientamento conservatore o addirittura reazionario come sono in larga prevalenza i petrolhead e no-watt vari; perciò l'esposizione politica di Musk così brutale e dissonante rispetto al prodotto che vende e al suo target di mercato è veramente demenziale dal punto di vista del business.
Per cui sì, è ovvio che il tracollo delle vendite di Tesla (mentre le vendite complessive di elettriche crescono) è dovuto in gran parte allo schifo che la persona che la rappresenta oggi suscita in gran parte dei suoi attuali e potenziali clienti. Musk è superintelligente e non può non averlo previsto, ma ormai è così preso dal suo delirio di onnipotenza planetaria (e oltre) che la prospettiva di perdere buona parte del valore del suo patrimonio azionario non lo frena nemmeno un po'. Il titolo Tesla oggi perde più dell'8%, mentre ha perso il 37% dal massimo del 17 dicembre, pari a 73 miliardi di dollari di svalutazione del pacchetto azionario di Musk.
Può darsi che per Tesla sia solo l'inizio dello sgonfiamento, dato che il titolo è ancora estremamente sopravvalutato sulla base dell'attesa di profitti fortemente crescenti, profitti crescenti che fra il crollo delle vendite delle auto e la prospettiva di riduzione a breve anche delle vendite dei crediti di emissione sembra ormai poco realistica. C'è sempre la famigerata questione della guida autonoma che dovrebbe far esplodere i profitti a livelli stellari, ma quella è una chimera sventolata e rimandata da non si sa più quanti anni, e Musk potrà eventualmente forzarne l'autorizzazione prematura solo in USA, facendo licenziare tutti i dipendenti della NHTSA, ma non potrà comunque obbligare gli statunitensi a comprarla, o a usare i suoi futuribili "robotaxi".
Mediaticamente sul marchio si sta abbattendo una tempesta di merda di dimensioni epocali, basta cercare "swasticar" per rendersene conto.
Del titolo personalmente mi frega poco, l'ho eliminato per tempo dal portafoglio, ma mi spiacerebbe per l'azienda se andasse a rotoli, perché il prodotto Tesla è tecnologicamente ancora anni e anni avanti rispetto agli aborti elettrificati della concorrenza (salvo forse qualche prodotto cinese), e sarebbe un peccato se venisse marginalizzato a causa dell'impresentabilità conclamata del personaggio Musk. Tesla per continuare a prosperare dovrebbe liberarsi di quella zavorra, ma la vedo dura. Probabilmente Musk preferirebbe farla fallire piuttosto che mollarla.
Tra l'altro non sono solo i clienti a lasciare il marchio, ci sono anche dirigenti e dipendenti di talento che lasciano l'azienda, e sempre meno loro pari disposti a entrarci.
Non è una novità che Musk sia un sociopatico, ma nel corso degli anni ha intrapreso un percorso esponenziale di intervento attivo nella politica del paese che lo ospita, e di tanti altri, mostrando sempre più apertamente una deriva estremistica, fino alle recenti esternazioni esplicitamente filonaziste.
In generale per un imprenditore così strettamente legato all'immagine del marchio del suo business non è una buona idea schierarsi politicamente, e ancora meno fare politica attiva su posizioni estremistiche, perché questo comporta giocarsi almeno la metà dei potenziali clienti. Nello specifico di Tesla poi, il prodotto è certamente più vendibile ai consumatori con orientamento progressista, più sensibili ai temi della sostenibilità, e meno facilmente vendibile ai consumatori di orientamento conservatore o addirittura reazionario come sono in larga prevalenza i petrolhead e no-watt vari; perciò l'esposizione politica di Musk così brutale e dissonante rispetto al prodotto che vende e al suo target di mercato è veramente demenziale dal punto di vista del business.
Per cui sì, è ovvio che il tracollo delle vendite di Tesla (mentre le vendite complessive di elettriche crescono) è dovuto in gran parte allo schifo che la persona che la rappresenta oggi suscita in gran parte dei suoi attuali e potenziali clienti. Musk è superintelligente e non può non averlo previsto, ma ormai è così preso dal suo delirio di onnipotenza planetaria (e oltre) che la prospettiva di perdere buona parte del valore del suo patrimonio azionario non lo frena nemmeno un po'. Il titolo Tesla oggi perde più dell'8%, mentre ha perso il 37% dal massimo del 17 dicembre, pari a 73 miliardi di dollari di svalutazione del pacchetto azionario di Musk.
Può darsi che per Tesla sia solo l'inizio dello sgonfiamento, dato che il titolo è ancora estremamente sopravvalutato sulla base dell'attesa di profitti fortemente crescenti, profitti crescenti che fra il crollo delle vendite delle auto e la prospettiva di riduzione a breve anche delle vendite dei crediti di emissione sembra ormai poco realistica. C'è sempre la famigerata questione della guida autonoma che dovrebbe far esplodere i profitti a livelli stellari, ma quella è una chimera sventolata e rimandata da non si sa più quanti anni, e Musk potrà eventualmente forzarne l'autorizzazione prematura solo in USA, facendo licenziare tutti i dipendenti della NHTSA, ma non potrà comunque obbligare gli statunitensi a comprarla, o a usare i suoi futuribili "robotaxi".
Mediaticamente sul marchio si sta abbattendo una tempesta di merda di dimensioni epocali, basta cercare "swasticar" per rendersene conto.
Del titolo personalmente mi frega poco, l'ho eliminato per tempo dal portafoglio, ma mi spiacerebbe per l'azienda se andasse a rotoli, perché il prodotto Tesla è tecnologicamente ancora anni e anni avanti rispetto agli aborti elettrificati della concorrenza (salvo forse qualche prodotto cinese), e sarebbe un peccato se venisse marginalizzato a causa dell'impresentabilità conclamata del personaggio Musk. Tesla per continuare a prosperare dovrebbe liberarsi di quella zavorra, ma la vedo dura. Probabilmente Musk preferirebbe farla fallire piuttosto che mollarla.
Tra l'altro non sono solo i clienti a lasciare il marchio, ci sono anche dirigenti e dipendenti di talento che lasciano l'azienda, e sempre meno loro pari disposti a entrarci.
tutto sto pippone quando è palese chi vuole tesla sta aspettando il restyle di model y.
sulla guida autonoma guarda fsd 13.2.8 sul tubo, ci sono parecchi video
A livello prodotto vendono ancora tanto, e sono curioso di vedere cosa succederà ora che tutte le Model Y sono ordinabili. Difficile secondo me che diventi ancora la più venduta in assoluto, perché hanno perso troppe settimane del 2025, però potrebbe anche stupire vendendo tantissimo e recuperando il tempo perso.
Parliamo sempre di una casa che vende quasi 2 milioni di veicoli, il 90% dei marchi sul mercato vorrebbe fare altrettanto.
Quando Jobs morì, molti furono dubbiosi sul futuro di Apple, ed in effetti all'inizio ci fu un po' di difficoltà. Ma poi Cook ha trovato la quadra, ed ha fatto forse ancora meglio di Jobs. Se Musk venisse estromesso da Tesla cosa accadrebbe? Difficile dirlo, molte idee sono sue, e molte sicuramente sono non sue.
in cina tra pochi giorni è disponibili e l'anno scorso ha venduto quasi il 50% delle model y mondiali. mi pare pure l'anno scorso si sia partiti in sordina per problemi di approvigionamento. non escludo quest'anno si venderanno più di un milione di model y, non credo chi la voglia abbia problemi ad aspettare qualche settimane. il vero dubbio è se si presenteranno criticità, se dalle prime recensioni dovesse saltarnre fuori qualcuno allora è dura.
c'è anche da dire i rivali sono 3 auto toyota che si cannabilizzano (rav4, corolla, corolla cross) tra di loro le vendite (a cui posso ipotizzare un calo fisiologico nel 2025 a causa delle BEV) facendo il gioco di model y
si, come essere in macchina con mia nonna...
Nonna portami al mare e forse dopo non so quante ore ci arriva !
https://www.autoevolution.com/news/...ads-247569.html
"This is not an autonomous driving system, this is a driver assistance system, don't get the wrong idea."
Quindi la guida autonoma non centra per niente !
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