Produrre pompe di calore in Cina costa la metà, ma non grazie a fabbriche e manodopera

di pubblicata il , alle 11:32 nel canale Energie Rinnovabili Produrre pompe di calore in Cina costa la metà, ma non grazie a fabbriche e manodopera

La Cina si sta imponendo anche nel settore delle pompe di calore, ma il costo nettamente più basso non dipende da fabbriche e manodopera

 
51 Commenti
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sbaffo19 Febbraio 2025, 15:39 #51
Originariamente inviato da: azi_muth
Ripeto qui c'è da ripensare completamente la politica industriale dove strumenti come il protezionismo più o meno celato possono essere utilizzate se però c'è un piano di sviluppo verso una direzione, perchè alla fine sono STRUMENTI che però hanno senso solo se c'è una idea di futuro.
si, certo, sono solo un tassello di una strategia, senza il resto diventano solo assistenzialismo, come è stato per la Fiat nel secolo scorso... con risultati discutibili. Però non vanno demonizzati a priori, gli altri li usano con profitto.
Se poi gli industriali pensano solo al dividendo di fine anno non servono se non a far sopravvivere un cancro più a lungo per salvare i dipendenti, sappiamo tutti a cosa mi riferisco...

Mi pare che questo non ci sia non solo in Italia, cosa che non mi sorprende pechè che ormai è in coma almeno dagli anni '90, ma non c'è nemmeno a livello europeo.

Siamo di fronte ad un altro momento epocale come la crisi petrolifera, l'ingresso nell'euro, l'ingresso della Cina nel WTO ma mi sembra che si dormino sonni tranquilli e si prentende di fare tutto come prima.
Ma non è così.
Esatto, mancanza di visone complessiva, mancanza di azione, sembra gente azzimata che va a farsi vedere alla prima della Scala, a farsi bella con discorsi fumosi e ideologicamente impeccabili, ma chiusi in una torre d'avorio scollegati dalla realtà.
Resta poi il fatto che ognuno in realtà pensa al suo orticello, quello che Draghi in questi giorni chiama frammentazione (più diplomaticamente ).

La commissione come minimo doveva virare di 180° rispetto alle politiche green adottate che non hanno economicamente alcun senso.
Potevano essere un'opportunità se coordinate con lo sviluppo europeo del settore, se invece si danno soldi a piaggia per comprare pannelli fv che sono quasi tutti cinesi (è solo un' esempio) è ovvio che solo la Cina se ne avvantaggia.

C'è proprio adesso l'altra news sulle "quote made in UE" (una forma di protezionismo), che finalmente si sveglia e dice le stesse cose , ma con vent'anni di ritardo...

da quella news rubo il link messo da Alex ad un articolo molto interessante del 24Ore, che evidenzia nella realtà pratica i concetti appena detti: https://www.ilsole24ore.com/art/pan...he-cina-AFd3TRi
[I]L’Unione europea e l’Italia hanno fissato target ambiziosi per lo sviluppo di fonti di energia rinnovabile ma le filiere necessarie per le tecnologie chiave di decarbonizzazione sono concentrate al di fuori del continente europeo, principalmente in Cina (in media per il 65% del totale). E questo rappresenta sia un rischio di dipendenza da tecnologie energetiche importate sia [U]un’opportunità[/U] per sviluppare a livello locale filiere strategiche.
[U]Il terreno perso[/U]
Aver perso terreno mentre la Cina costruiva una leadership globale nelle tecnologie green ha determinato una serie di svantaggi competitivi...[/I]

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