Tesla ha chiesto un "riscatto" a un cliente in cambio di più autonomia? Ecco cos'è successo
di Massimiliano Zocchi pubblicata il 27 Luglio 2022, alle 09:46 nel canale Auto Elettriche
Un cliente americano, proprietario di una Model S usata, si è visto sottrarre parte dell'autonomia via software, e avrebbe dovuto pagare per tornare allo stato precedente. Un pasticcio causato da un errore passato
Rimbalza sui social la storia di un cliente americano, proprietario di una Tesla Model S usata, a cui la casa automobilistica ha chiesto quello che è stato definito "un riscatto", per avere indietro parte dell'autonomia della vettura bloccata via software. Per capire cosa sia realmente successo è necessario fare alcuni passi indietro.
L'auto in oggetto era nata in un periodo in cui Tesla vendeva vetture con diversi tagli di batteria, ma che in realtà avevano la stessa capacità nominale, che poi veniva bloccata via software per creare diversi livelli di autonomia. I clienti potevano in un secondo momento pagare una quota una tantum per sbloccare l'autonomia residua.
Il cliente di cui sopra è diventato il terzo proprietario di una vecchia Tesla, nata originariamente come Model S 60, ovvero con 60 kWh, ma a un certo punto, a causa di un guasto la batteria era stata sostituita con un nuovo pacco da 90 kWh, poiché il taglio più piccolo non era più in produzione. L'auto però all'epoca venne restituita all'allora proprietario come una Model S 90 a tutti gli effetti, con più autonomia e tanto di targhetta identificativa.
E così pare sia rimasta fino ad oggi, momento in cui il nuovo proprietario l'ha portata al service di zona per farsi installare il nuovo modem 4G, a causa della dismissione della rete 3G su cui le vecchie auto si appoggiavano per la connettività remota. Il cliente è stato dunque avvisato di un "errore" sulla sua auto, e che un aggiornamento software forzato avrebbe risolto la questione. Peccato che una volta tornato in auto abbia scoperto che l'errore, secondo Tesla, era la capacità della batteria, e che l'aggiornamento aveva privato l'auto di circa 80 miglia (128 km) di autonomia.
Non c'è una dichiarazione ufficiale in merito, ma ciò che sembra chiaro è che l'analisi dell'auto abbia rivelato la vecchia - e inusuale - trasformazione, richiedendo che la capacità tornasse quella originaria, proprio come avveniva con le auto di una volta, bloccate via software. E sempre come i vecchi modelli, al cliente sono stati chiesti 4.500 dollari per avere indietro l'autonomia sottratta. Le spiegazioni dell'accaduto sembra siano state inutili, con l'azienda di Elon Musk assolutamente inflessibile.
È a questo punto che lo sfortunato proprietario, che aveva acquistato l'auto come una 90 kWh, ignaro della storia passata, si è rivolto al famoso hacker Jason Hughes, per chiedergli di restituirgli con metodi più o meno leciti la capacità della batteria. Hughes non è stato in grado di bucare i blocchi Tesla, ma i suoi post sulla storia, grazie alla sua popolarità, sono diventati virali in poco tempo. Tanto diffusi da essere arrivati fino a Tesla, che ha quindi ricontattato il cliente offrendo il ripristino.
Difficile dire di chi sia la responsabilità in questa strana vicenda. Perché una Model S 60 era diventata una S 90, con addirittura nuove targhette? L'errore fu del primo service che aveva fatto un favore al primo proprietario? Quel che è sicuro è che la soluzione attuata oggi è stata maldestra, e che il nuovo cliente aveva pagato per una Model S 90, inconsapevole e incolpevole del passato dell'esemplare, così come probabilmente aveva fatto anche il secondo proprietario. Senza l'intervento di un personaggio pubblico come Hughes, Tesla sarebbe comunque tornata sui suoi passi?
50 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoPerchè caricare al 100% in pratica significa caricare al 66% la batteria da 90kWh (quindi senza mai stressarla minimamente), e una perdita di autonomia si dovrebbe iniziare ad avere solo quando questa dovesse perdere ben un terzo di capacità...
La cosa peggiore è ch le prestazioni sono minori anche di una 60 perchè ti porti dietro il peso di una 90.
Secondo me le cose cambiano in virtù di questo.
Se l'ha presa dal secondo proprietario e questo ha cambiato le targhette senza spiegargli nulla e l'acquirente non ha nemmeno fatto una ricerca per approfondire lo stato e la storia dell'auto, si tratta di una mezza truffa e di un acquisto incauto allo stesso tempo, inoltre spiegherebbe perchè Tesla non voglia metterci mano.
Se invece l'ha presa in concessionaria, le cose sono molto diverse perchè se sulla fattura c'è una Model S90, quella mi devi dare.
Lo dice un personaggio pubblico ed allora Tesla torna sui suoi passi.
2 pesi e 2 misure, non mi piace per nulla questa politica!
So che in occasione di un evento climatico (uragano?) di qualche anno fa hanno sbloccato a tutti via software (in maniera temporanea) l'autonomia extra inutiilizzata. Ma che senso ha portarsi dietro del peso senza utilizzarlo?
Un po' come comprare una vettura 4 cilindri, ma ti installano il 6 cilindri e ti riducono via centralina la potenza erogata. Se vuoi più cavalli, un aggiornamento te li rende tutti disponibili. grazie, ma io intanto ho pesi e consumi extra.
I dispositivi connessi hanno vantaggi, ma anche evidenti svantaggi (penso a certi prodotti per la smart home: una volta che il costruttore decide di non supportarli più o magari fallisce, ti ritrovi dei costosi soprammobili).
Purtroppo è una pratica che diventerà sempre più usata dai costruttori di auto, BMW da quest'anno su tutte le auto installerà i sedili riscaldati, solo che per poterli utilizzare si dovrà pagare un abbonamento annuale.
BMW ha iniziato con il riscaldamento dei sedili e non credo che si fermerà solo a questo e gli altri produttori non rimarranno a guardare.
quello che (personalmente a me) non torna, è che tesla sia stata così magnanima da sostituire la targhetta dell'auto.
anche perchè nel menu di bordo, l'auto risultava una 60 o una 90???
a me puzza più di service che si è dimenticato di bloccare via software la batteria a 60 quando è stato fatto il cambio in garanzia + chi gliel'ha venduta che ha fatto il furbo spacciandola per una 90.
BMW ha iniziato con il riscaldamento dei sedili e non credo che si fermerà solo a questo e gli altri produttori non rimarranno a guardare.
Tra tutto "che bel futuro maleodorante di letame" ci attende...
Non saremo più proprietari di nulla.
E c'è chi lo chiama "progresso"
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