Il ministro Urso apre alle auto cinesi prodotte in Italia, ma con due (impossibili) condizioni

di pubblicata il , alle 14:49 nel canale Auto Elettriche Il ministro Urso apre alle auto cinesi prodotte in Italia, ma con due (impossibili) condizioni

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy apre alla produzione delle auto cinesi in Italia, ma pone due condizioni fondamentali

 

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso è tornato a parlare della possibilità che le case automobilistiche cinesi producano auto nel nostro Paese, e lo ha fatto a margine dell’inaugurazione della Casa del Made in Italy a Catania.

Sappiamo da qualche mese infatti che il governo vorrebbe attirare produttori cinesi in Italia, per integrare i numeri del settore, ormai considerati troppo bassi per ciò che porta Stellantis. Urso ha confermato che l'esecutivo è favorevole all'arrivo delle case cinesi, ma questa volta ha parlato di condizioni fondamentali.

"Devono produrre in Italia con componenti italiane e non assemblare", ha spiegato Urso, che ha aggiunto anche che le parti "intelligenti" di ogni vettura devono essere realizzate nel nostro Paese sotto il controllo della Golden power italiana.

Adolfo Urso

Come riporta Ansa, il ministro ha aggiunto: "Noi siamo aperti alle case automobilistiche cinesi, che hanno una tecnologia all’avanguardia nel settore della transizione energetica, e al fatto che vengano a produrre in Italia, ma solo a queste due condizioni e lo abbiamo detto chiaramente a loro. Anche perché a quel punto anche queste auto potrebbero essere definite sotto tutti i punti di vista auto italiane".

Ovviamente Urso e il governo non possono obbligare un costruttore a seguire queste linee guida, che però sarebbero vincolanti nel caso i costruttori cerchino degli sgravi fiscali in accordo con il nostro Paese. Il rischio è che possano tutti declinare l'offerta, e decidano di rivolgersi altrove, come già fatto da BYD e dalla stessa Stellantis, che assemblerà i kit Leapmotor in Polonia.

83 Commenti
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gomax30 Maggio 2024, 14:57 #1
Certamente, devono assemblare in Italia i ben noti
componenti della tecnologica filiera italiana. Tutti invidiano i nostri italianissimi motori elettrici, le nostre batterie, le nostre Gpu, i nostri Lidar.

Ciao
Strato154130 Maggio 2024, 15:11 #2
Parafrasando : " non potete fare i furbi, aggirare i dazi e assorbire incentivi senza lasciare un margine reale qui".
Da parte di un Ministro direi che è più che ragionevole.
Ovviamente qui ci sarà la curva SUD di Pechino che si metterà a piangere, ma tant'è, questa volta forse abbiamo qualcuno che seppure marginalmente e in ritardo sta pensando all'industria nostrana..
Massimiliano Zocchi30 Maggio 2024, 15:16 #3
Originariamente inviato da: Strato1541
Parafrasando : " non potete fare i furbi, aggirare i dazi e assorbire incentivi senza lasciare un margine reale qui".
Da parte di un Ministro direi che è più che ragionevole.
Ovviamente qui ci sarà la curva SUD di Pechino che si metterà a piangere, ma tant'è, questa volta forse abbiamo qualcuno che seppure marginalmente e in ritardo sta pensando all'industria nostrana..


Sì, ma non puoi fare proposte del genere senza che siano suffragate da cose tangibili. Quale sarebbe la componentistica italiana? Oppure, hai masi sentito di aziende italiane leader nella produzione di chip o di SoC per tablet (perché questo andrebbe montato su auto moderne)? Urso deve rendersi conto che chi è venuto prima di lui (parlo di tutti i colori politici) ha distrutto l'industria italiana, e che tutti devono per forza usare componenti cinesi.
Saturn30 Maggio 2024, 15:18 #4
Originariamente inviato da: Massimiliano Zocchi
Sì, ma non puoi fare proposte del genere senza che siano suffragate da cose tangibili. Quale sarebbe la componentistica italiana? Oppure, hai masi sentito di aziende italiane leader nella produzione di chip o di SoC per tablet (perché questo andrebbe montato su auto moderne)? Urso deve rendersi conto che chi è venuto prima di lui (parlo di tutti i colori politici) ha distrutto l'industria italiana, e che tutti devono per forza usare componenti cinesi.


Amen e straquoto !
Strato154130 Maggio 2024, 15:24 #5
Originariamente inviato da: Massimiliano Zocchi
Sì, ma non puoi fare proposte del genere senza che siano suffragate da cose tangibili. Quale sarebbe la componentistica italiana? Oppure, hai masi sentito di aziende italiane leader nella produzione di chip o di SoC per tablet (perché questo andrebbe montato su auto moderne)? Urso deve rendersi conto che chi è venuto prima di lui (parlo di tutti i colori politici) ha distrutto l'industria italiana, e che tutti devono per forza usare componenti cinesi.


Queste sono questioni tecniche che devono discutere, ma il monito è : non puoi prendere una vettura completamente cinese, con componenti prodotti interamente in Cina , assorbire gli incentivi statali assemblarla in italia e venderla al doppio del suo valore spacciandola per italiana.
Ciò che anche in Francia si sono accorti accadeva anche con Dacia Spring, di fatto il rebrand di una cinese da meno di 8000 euro venduta a 23-24 mila in suolo europeo!
Freghi lo stato, freghi i contribuenti e anche gli acquirenti!
Quindi ben venga se queste operazioni vengono sventate prima di iniziare!
ferste30 Maggio 2024, 15:35 #6
Pura sparata elettorale senza costrutto.

Non esiste nessuna filiera interamente italiana nell'automotive e i CinCin non avrebbero nessuna convenienza a soddisfare questi irrealistici requisiti.
benderchetioffender30 Maggio 2024, 15:43 #7
Originariamente inviato da: Strato1541
Queste sono questioni tecniche che devono discutere, ma il monito è


ora, benissimo scorporare gli incentivi statali da queste situazioni, ma coi moniti non si fanno affari

gli affari (giusti) si fanno dentro la casistica win-win, pretendere la luna (la notissima alta tecnologia informatica 100% made in Italy) che non esiste, non è una questione tecnica, è proprio un freno a mano su qualunque investimento estero.

poi vorrei capire che avrà di speciale l'auto "made in italy", non è che ci siamo proprio distinti sui marchi da "grossi volumi"....
o stiamo asserendo che il marchio Ferrari ha proprietà transitive?

no perchè in US, il marchio FIAT è sinonimo di Fix It Again, Tony. tanto per dire...
Darkon30 Maggio 2024, 15:47 #8
Originariamente inviato da: ferste
Pura sparata elettorale senza costrutto.

Non esiste nessuna filiera interamente italiana nell'automotive e i CinCin non avrebbero nessuna convenienza a soddisfare questi irrealistici requisiti.


Più che nessuna convenienza è proprio impossibile soddisfare tali requisiti perché anche volendo non esiste il prodotto.

Sostanzialmente è come se tu fossi un produttore di energia che fa fotovoltaico e io ti dicessi per me va bene che fai energia sul mio territorio ma devi anche produrmi il reattore Arc di Tony Stark.

I cinesi quale componentistica elettronica italiana dovrebbero installare che non esiste una componentistica elettronica italiana? La creano dal nulla?

Andrà a finire come sempre che produrranno sempre in Europa ma in paesi come Polonia e simili e noi rimaniamo col cerino in mano.
guru ces30 Maggio 2024, 15:51 #9
E' l'evoluzione del protezionismo idealistico di destra, dall'iperuranio scolastico-fascista a quello liberal-sovranaro.

I risultati saranno gli stessi, ma la Brexit a quanto pare non ha insegnato niente ai sovranari.
ionet30 Maggio 2024, 15:52 #10
Originariamente inviato da: Strato1541
Parafrasando : " non potete fare i furbi, aggirare i dazi e assorbire incentivi senza lasciare un margine reale qui".
Da parte di un Ministro direi che è più che ragionevole.
Ovviamente qui ci sarà la curva SUD di Pechino che si metterà a piangere, ma tant'è, questa volta forse abbiamo qualcuno che seppure marginalmente e in ritardo sta pensando all'industria nostrana..


non dovrebbero(fare i furbi) ma appunto Possono, quindi le parole del ministro servono solo a strapparti una risata(isterica) o in alternativa a strappare un'altra bustina di maloox

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