Incentivi per le pompe di calore senza sostituire la caldaia, sì con il Conto Termico 3.0
di Massimiliano Zocchi pubblicata il 27 Febbraio 2025, alle 14:45 nel canale Energie Rinnovabili
Il nuovo Conto Termico 3.0 permette di avere importanti incentivi sull'installazione delle pompe di calore add on anche senza sostituire la caldaia a gas
Da tempo chi vuole installare una pompa di calore gode di agevolazioni statali di vario genere, come l'ormai quasi sorpassato Superbonus, passando per Ecobonus o Bonus Ristrutturazione. Ciò che tutte queste possibilità hanno in comune sono regole ferree sul miglioramento energetico dell'edificio in oggetto, e la detrazione fiscale in rate annuali per la durata di 10 anni.
C'è però un'altra possibilità che sta per diventare attiva, che permette maggiore flessibilità, e soprattutto incentivi consistenti recuperabili in pochi anni. Si tratta del Conto Termico 3.0, una misura alternativa alle detrazioni fiscali, che nella nuova versione introduce importanti novità.
Innanzitutto la versione 3.0 incentiva anche i lavori su immobili ad uso abitativo, ed in particolare gli interventi sugli impianti di climatizzazione invernale. Per la prima volta poi il testo parla di sistemi "add on", ovvero in aggiunta, senza necessità di sostituire la tipica caldaia a gas.
Dunque l'impianto di riscaldamento resterebbe lo stesso, basato su caldaia e termosifoni, con il supporto di pompe di calore aria-aria, comunemente chiamate climatizzatori. Queste hanno funzionamento reversibile, e possono quindi raffrescare in estate e riscaldare in inverno, con buona efficienza, e l'utente può così ridurre l'uso della caldaia, sfruttando invece energia elettrica e buona efficienza, soprattutto nelle mezze stagioni.
Con questi apparecchi, ed il Conto Termico 3.0, si potrà avere un rimborso fino al 65% della spesa sostenuta, ed in sole due rate annuali, riducendo di ben 8 anni il tempo di rientro rispetto alle detrazioni fiscali dei vari bonus.
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