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Dacia Sandriders, incontro con piloti e navigatori dopo un anno di successi (e carburante alternativo)

di pubblicata il , alle 17:18 nel canale Motorsport Dacia Sandriders, incontro con piloti e navigatori dopo un anno di successi (e carburante alternativo)

Ad un anno esatto dalla presentazione del progetto, Dacia ci ha accompagnato in un resoconto di 12 mesi, in compagnia di Cristina Gutiérrez, Édouard Boulanger e Pablo Moreno

 

Da parecchio tempo ormai Dacia ha abbracciato un immagine del marchio votata all'outdoor. Mezzi semplici ma cool, rugged quanto basta, accessori per la vita all'aria aperta e alimentazioni alternative. Un anno fa il marchio del Gruppo Renault ci aveva presentato il culmine della filosofia outdoor, ovvero partecipare alla Dakar e ai rally raid.

Allora avevamo avuto l'occasione di chiacchierare con Sébastien Loeb, mentre oggi, dopo 12 mesi di gare e di duro lavoro, abbiamo fatto il punto della situazione con la pilota Cristina Gutiérrez, e con i navigatori Pablo Moreno e Édouard Boulanger (fresco di titolo mondiale).

Nonostante fosse un team completamente nuovo, e con un veicolo ancora da mettere alla prova in gare reali, i Dacia Sandriders hanno ottenuto subito risultati di rilievo. Una doppietta nella gara di esordio in Marocco, e poi ancora vittorie ad Abu Dhabi e in di nuovo in Marocco, con in mezzo ottimi piazzamenti in Portogallo, e un podio sfiorato alla prima Dakar.

Dacia Sandriders 2026

Nell'incontro odierno Boulanger e Moreno ci hanno spiegato nel dettaglio cosa significa essere copilota e navigatore nella Dakar e nei raid, senza possibilità di ricognizione, e con la tecnologia (i tablet di bordo) che ti bombardano di informazioni sul percorso, che devi spiegare al pilota in pochi secondi. Il tutto con temperature proibitive, e con sollecitazioni al corpo non indifferenti, per cui oltre all'allenamento fisico serve anche un controllo mentale di livello superiore.

Ma il lavoro dei copiloti non finisce qui. Sulle loro spalle pesa anche la comunicazione con il team, i briefing, la preparazione di cibo e bevande a bordo, e ultimo, ma non per ordine di importanza, il compito di riparare meccanicamente il veicolo in caso di imprevisti. E se ancora non bastasse, c'è la bivalenza del campionato, che si districa tra prove in territori desolati, come sulle dune del deserto, ma anche su strade che rendono le gare più simili al WRC, come in Portogallo. Territori diversi che richiedono approcci totalmente diversi per il lavoro del navigatore.

Cristina Gutiérrez dopo averci descritto il duro allenamento a cui si deve sottoporre un pilota di rally raid, ci ha mostrato le novità del veicolo Dacia per la stagione 2026. I pannelli carrozzerie sono più leggeri, per migliorare l'agilità, e il box per i ricambi, che era montato al posteriore, è stato sostituito sfruttando una sezione bassa e laterale: il baricentro così si sposta più in basso e al centro. Ci sarà una nuova presa d'aria con versione snorkel corta progettata specificamente per la Dakar, una griglia anteriore più protetta dalla sabbia, e nuove e più potenti ventole.

Dacia Sandriders 2026

Si è poi lavorato alle prestazioni, con bracci superiori rinforzati per maggiore durata, nuovo design dell'albero di trasmissione anteriore per una migliore resistenza delle scanalature, nuove bielle omologate FIA per migliorare l'affidabilità del motore, e aggiornamenti software del motore per ottimizzare l'erogazione di potenza entro i limiti FIA e ridurre il rischio di sovrapotenza. Qualche novità anche pensando al comfort dei piloti in situazioni estreme, con sistema opzionale di raffreddamento del casco e nuove telecamere interne.

Per finire con la classica ciliegina sulla torta, le ambizioni di Dacia aumentano per il 2026, e gli equipaggi schierati diventano quattro, con l'aggiunta di uno dei migliori piloti, Lucas Moraes, e del copilota Dennis Zenz. Vanno quindi ad aggiungersi a Nasser Al-Attiyah / Fabian Lurquin, Sébastien Loeb / Édouard Boulanger e Cristina Gutiérrez / Pablo Moreno.

Come avevamo spiegato un anno fa, il veicolo Dacia Sandrider è stato creato come laboratorio su quattro ruote, soprattutto per la filosofia del marchio nel proporre nuove motorizzazioni e alimentazioni. Proprio come sulla gamma di veicoli stradali, che include ibrido, elettrico, GPL, e ora anche ibrido-GPL, il Sandrider utilizza un carburante alternativo, creato da biomassa, e con un impronta di carbonio del 50% inferiore rispetto ai normali combustibili.

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