Vertiporto, turismo e droni: la scommessa di Varese che anticipa la mobilità del futuro
di Manolo De Agostini pubblicata il 30 Gennaio 2026, alle 11:11 nel canale Mobilità Elettrica
Varese si candida a ospitare uno dei primi vertiporti italiani: un hub di mobilità integrata per droni elettrici, pensato per turismo sostenibile, collegamenti rapidi e servizi essenziali. Il progetto punta su rigenerazione urbana, emissioni zero e un orizzonte operativo di circa cinque anni.
Il concetto di vertiporto sta iniziando a uscire dalla dimensione puramente teorica anche in Italia, e Varese si propone come uno dei primi casi concreti di sperimentazione.
Durante l'incontro dedicato alla urban mobility del futuro, organizzato da ADI Lombardia al Salone Estense, è stato presentato il progetto di un'infrastruttura pensata per ospitare velivoli elettrici a decollo verticale, comunemente definiti "taxi-droni". Ne parlano Varesenews e malpensa24.
Il progetto porta la firma dell'architetto e progettista Giancarlo Zema ed è stato sviluppato per FS Sistemi Urbani, società del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane. L'area individuata si trova in prossimità della stazione ferroviaria di Varese, oggi in parte adibita a parcheggio, e rientra in una più ampia visione di rigenerazione urbana e integrazione multimodale.

L'idea alla base del vertiporto non è quella di introdurre un nuovo livello di congestione nello spazio aereo urbano, bensì di creare collegamenti selettivi e a basso impatto ambientale. I velivoli ipotizzati sono droni elettrici per il trasporto di persone, con una capacità compresa tra due e quattro posti, caratterizzati da emissioni locali nulle e da una rumorosità significativamente inferiore rispetto agli elicotteri tradizionali.
Secondo Zema, il valore aggiunto di Varese risiede nel contesto paesaggistico, con laghi e aree naturali che si prestano a un modello di turismo aereo esperienziale. I voli sarebbero pochi, su corridoi prestabiliti, studiati per ridurre al minimo l'impatto su fauna e flora locali, puntando su un'offerta di alto profilo piuttosto che su un servizio di massa.
Il vertiporto è concepito come un vero e proprio Mobility Hub, in linea con i modelli MaaS (Mobility as a Service). Oltre alla mobilità aerea, la struttura integrerebbe trasporto ferroviario, mobilità su strada e soluzioni di mobilità dolce, diventando un nodo strategico per gli spostamenti locali e sovralocali.
L'infrastruttura potrebbe inoltre rafforzare i collegamenti con l'area metropolitana milanese, il Canton Ticino e l'aeroporto di Malpensa, configurandosi come stazione intermedia per il trasporto rapido di persone e, in prospettiva, anche di merci leggere.
Dal punto di vista normativo, i tempi non sono immediati. Le stime indicano un orizzonte di almeno cinque anni prima di vedere i primi voli operativi in Europa, a causa della necessità di definire regolamenti, certificazioni e standard di sicurezza. Enti come ENAC, ENAV ed EASA avranno un ruolo centrale nella gestione dello spazio aereo e nelle autorizzazioni.
Proprio per questo, il progetto di Varese punta ad anticipare i tempi sul piano urbanistico e infrastrutturale, avviando fin da ora il dialogo con le istituzioni e preparando il territorio a una tecnologia che, se e quando sarà matura, potrebbe trovare applicazione rapida.
Oltre al turismo, il vertiporto potrebbe avere ricadute economiche e industriali rilevanti. Attualmente non esistono costruttori italiani di velivoli eVTOL pienamente operativi, e il progetto viene visto anche come un'opportunità per rilanciare competenze legate all'aeronautica, storicamente radicate nella provincia.
Non va infine trascurato l'aspetto dei servizi essenziali: l'impiego dei droni per il trasporto rapido di farmaci e materiali sanitari è già oggetto di progetti pilota in collaborazione con Regione Lombardia, SEA e ASST Sette Laghi, a dimostrazione di come la mobilità aerea elettrica possa trovare applicazioni concrete anche al di fuori del trasporto passeggeri.










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