Sequestrate 6.885 false e-bike: per la Procura erano motorini elettrici non conformi

di pubblicata il , alle 10:11 nel canale Mobilità Elettrica Sequestrate 6.885 false e-bike: per la Procura erano motorini elettrici non conformi

La Guardia di Finanza ha sequestrato 6.885 veicoli importati dalla Cina e commercializzati come biciclette a pedalata assistita, ma ritenuti non conformi alle normative europee. L'inchiesta ipotizza un sistema di certificazioni false che avrebbe consentito l'immissione sul mercato di mezzi per un valore stimato di circa 5 milioni di euro.

 

Un'operazione della Guardia di Finanza ha portato al sequestro di migliaia di veicoli elettrici importati dalla Cina e commercializzati in Italia come biciclette a pedalata assistita. Secondo quanto emerso dall'inchiesta coordinata dalla Procura di Palmi (Reggio Calabria), i mezzi sarebbero stati immessi sul mercato sulla base di documentazione ritenuta falsa e non rispetterebbero i requisiti di sicurezza previsti dalla normativa europea e italiana.

Il provvedimento, disposto dal Gip di Palmi, è stato eseguito dai finanzieri del Comando provinciale di Palermo con il supporto dei reparti di Calabria, Campania, Puglia, Lombardia, Sardegna e Toscana, interessando magazzini di grossisti e punti vendita al dettaglio distribuiti in diverse regioni italiane.

Nell'indagine risultano coinvolti un imprenditore palermitano e una società, nei cui confronti vengono ipotizzati i reati di frode in commercio e falso in atto pubblico. Le attività investigative, condotte dal Primo Nucleo Operativo Metropolitano di Palermo con il supporto del Gruppo di Gioia Tauro, si sono concentrate sulla documentazione utilizzata per attestare la presunta conformità delle e-bike importate.

Secondo gli investigatori, dal 2023 sarebbero stati importati almeno 6.885 veicoli accompagnati da certificazioni che ne attestavano il rispetto dei requisiti richiesti per le biciclette a pedalata assistita. Tale documentazione sarebbe stata presentata agli uffici doganali durante le procedure di sdoganamento e di immissione in libera pratica, consentendo il rilascio delle autorizzazioni necessarie alla commercializzazione. Il valore complessivo dei mezzi coinvolti è stimato in circa 5 milioni di euro.

Gli approfondimenti successivi, svolti anche con il contributo del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e delle associazioni di categoria, avrebbero però evidenziato un presunto sistema di certificazioni ingannevoli. Secondo l'accusa, i veicoli commercializzati non risponderebbero ai requisiti previsti per le biciclette a pedalata assistita (EPAC), risultando quindi non conformi agli standard di sicurezza applicabili.

La distinzione non è soltanto formale. La normativa europea definisce infatti una bicicletta a pedalata assistita come un veicolo dotato di un motore elettrico ausiliario con potenza nominale continua non superiore a 250 watt, il cui supporto deve interrompersi quando il ciclista smette di pedalare e comunque prima del raggiungimento dei 25 km/h. Veicoli che non rispettano queste caratteristiche possono ricadere in una categoria differente, con obblighi omologativi e requisiti di sicurezza più stringenti.

Le e-bike conformi sono inoltre soggette alla direttiva europea sulle macchine, che disciplina gli aspetti legati alla progettazione, alla produzione e alla tutela della sicurezza degli utilizzatori. Secondo gli investigatori, i mezzi sequestrati non avrebbero soddisfatto tali requisiti, con possibili ripercussioni sia sulla sicurezza della circolazione sia sulla tutela dei consumatori.

Parallelamente all'inchiesta penale, la Guardia di Finanza sta svolgendo ulteriori verifiche sotto il profilo amministrativo. Gli accertamenti riguardano l'eventuale violazione delle disposizioni del Codice del Consumo in materia di pratiche commerciali scorrette o ingannevoli, anche attraverso la promozione dei prodotti su siti Internet e social network. Gli esiti saranno trasmessi alle autorità competenti con il supporto dei Nuclei Speciali Antitrust e Beni e Servizi delle Fiamme Gialle. 

17 Commenti
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Paganetor30 Luglio 2026, 10:15 #1
Fingiamo stupore...

Firmato: uno che vive a Milano e che passa metà del tempo in strada a schivare "bici" elettriche che in realtà sono motorini senza targa né assicurazione.
Cfranco30 Luglio 2026, 10:30 #2
Quando vedi il rider che sfreccia ai 50 senza pedalare ...
6000 sono una goccia nel mare dei motorini spacciati per bici
Darkon30 Luglio 2026, 10:31 #3
La stessa cosa dei monopattini... targa e assicurazione obbligatoria dopodiché è la giungla e ognuno fa come gli pare e piace.

Le bici? Normativa cervellotica e difficile da applicare, modifiche alla portata di un bambino quando non te le fa direttamente il venditore, sostanzialmente zero controlli se non in casi clamorosi come quello nell'articolo e poi dovremmo stupirci?

È palese che la gente se ne frega... sostanzialmente non rischiano nulla. Non si fanno controllo vagamente decenti nemmeno sulle auto per cui la gente defappa sapendo che tanto non subirà alcuna conseguenza ma che volete sperare?!
aqua8430 Luglio 2026, 10:35 #4
"Importato dalla Cina e non conforme alle normative europee"

Una novità proprio...
Max Power30 Luglio 2026, 11:38 #5
Originariamente inviato da: Cfranco
Quando vedi il rider che sfreccia ai 50 senza pedalare ...
6000 sono una goccia nel mare dei motorini spacciati per bici


Già visti a quasi 80km/h...
Notturnia30 Luglio 2026, 12:06 #6
Originariamente inviato da: Paganetor
Fingiamo stupore...

Firmato: uno che vive a Milano e che passa metà del tempo in strada a schivare "bici" elettriche che in realtà sono motorini senza targa né assicurazione.




che poi.. appena 7 mila e-bike ? se vogliono fare un salto a Vicenza ne possono confiscare anche di più in un giorno.. e se proprio proprio ci sono anche molti monopattini da 50 km/h .. gente senza targa, senza casco, sui marciapiedi etc..

non mi pare si stiano impegnando tanto per togliere dalla strada quelle centinaia di migliaia di e-bike illegali..
Giuss30 Luglio 2026, 12:09 #7
L'ho scritto altre volte... se facessero controlli e sequestri seri troverebbero ben poche e-bike regolari
Basta uscire di casa e vedere le bici che circolano per strada
Sella30 Luglio 2026, 14:20 #8
se le guardie destinassero a monopattini e bici elettriche anche solo un decimo del tempo che dedicavano ai motorini negli anni '90, non saremmo in questa situazione. Ormai l'unica autotutela sta nel tirare una crocca nei denti al tizio in monopattino/bici che ti sfreccia accanto sul marciapiede, poi quando arrivano le guardie, lo denunci perchè tu sul marciapiede ci puoi stare e lui no, esattamente come con i tamponamenti.
gd350turbo30 Luglio 2026, 14:25 #9
Io ne incontro uno che fa la mia stessa strada per andare al lavoro...
inutile che vi dica che viaggia alla mia stessa velocità ma io sono in auto !
specifico, ne incontro uno perchè abito in mezzo alla campagna, se vado in città hai voglia te quanti ce ne sono !
supertigrotto30 Luglio 2026, 14:50 #10
Originariamente inviato da: Notturnia


che poi.. appena 7 mila e-bike ? se vogliono fare un salto a Vicenza ne possono confiscare anche di più in un giorno.. e se proprio proprio ci sono anche molti monopattini da 50 km/h .. gente senza targa, senza casco, sui marciapiedi etc..

non mi pare si stiano impegnando tanto per togliere dalla strada quelle centinaia di migliaia di e-bike illegali..


Vicenza è diventata un Bronx,lo dico da abitante della provincia di Vicenza che è tutte le settimane a Vicenza per svago.
Se non stai attento,te li ritrovi caricati sul cofano motore.

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