Sardegna, debutta il primo treno a idrogeno progettato per ferrovie a scartamento ridotto
di Manolo De Agostini pubblicata il 30 Giugno 2026, alle 15:31 nel canale Mobilità Elettrica
Stadler e ARST hanno presentato il primo treno a idrogeno progettato specificamente per linee ferroviarie a scartamento ridotto. Il convoglio entrerà in servizio nel 2028 in Sardegna e utilizzerà idrogeno prodotto tramite elettrolisi alimentata esclusivamente da energia solare, contribuendo alla decarbonizzazione delle tratte oggi servite da mezzi diesel.
Stadler e ARST (Azienda Regionale Sarda Trasporti) hanno presentato in Svizzera, presso il centro di collaudo di Erlen, quello che viene definito il primo treno a idrogeno al mondo sviluppato appositamente per le ferrovie a scartamento ridotto. Si tratta di un progetto nato per rispondere alle particolari esigenze della rete ferroviaria della Sardegna, dove dal 2028 i nuovi convogli entreranno in servizio sulle linee Alghero Aeroporto-Mamuntanas, Sassari-Alghero e Sassari-Sorso.

L'elemento distintivo del progetto non risiede soltanto nell'alimentazione a celle a combustibile, ormai già adottata su alcune reti europee, ma nella necessità di progettare un veicolo completamente nuovo. Le linee a scartamento ridotto italiane, con carreggiata di 950 mm ereditata dalle infrastrutture realizzate nel XIX secolo, impongono infatti severi limiti di carico sugli assi che impediscono di adattare i tradizionali treni a idrogeno destinati alle linee standard da 1.435 mm.
Per rispettare questi vincoli, Stadler ha sviluppato una struttura alleggerita con cassa in alluminio e un profilo specifico per questo tipo di infrastruttura. L'intero sistema di propulsione è concentrato in una carrozza centrale denominata Power Pack, che ospita serbatoi di idrogeno, celle a combustibile e sistemi di conversione energetica. L'elettricità prodotta alimenta le batterie di trazione, che a loro volta forniscono energia ai motori elettrici del convoglio.

Questa soluzione consente di mantenere le carrozze passeggeri completamente dedicate al comfort dei viaggiatori, con pianale ribassato per facilitare l'accesso alle persone con mobilità ridotta, climatizzazione, grandi superfici vetrate panoramiche e una riduzione sia della rumorosità sia delle vibrazioni rispetto agli attuali convogli diesel. Sono inoltre previsti spazi dedicati al personale di bordo con accesso indipendente e climatizzazione separata.

Uno degli aspetti più innovativi dell'iniziativa riguarda però la produzione del combustibile. Diversamente da altri progetti ferroviari europei basati sull'idrogeno, nei quali il rifornimento avviene tramite infrastrutture esterne senza garanzie sull'origine dell'idrogeno utilizzato, ARST realizzerà autonomamente il combustibile attraverso un impianto di elettrolisi alimentato esclusivamente da energia fotovoltaica. L'obiettivo è creare una filiera completamente a emissioni zero, dalla produzione dell'energia fino alla trazione ferroviaria.
Secondo le stime fornite dalle aziende coinvolte, i dieci convogli ordinati da ARST nell'ambito dell'accordo quadro siglato nel 2023 consentiranno di evitare oltre 2.100 tonnellate di emissioni di CO₂ ogni anno rispetto agli attuali treni diesel, un valore che Stadler paragona a circa 450 viaggi in automobile intorno al globo.
Il progetto si inserisce in un più ampio programma promosso dal Governo italiano e dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per favorire la decarbonizzazione delle reti ferroviarie regionali non elettrificate del Mezzogiorno. Oltre alla Sardegna, anche Calabria e Sicilia adotteranno la tecnologia sviluppata dall'azienda svizzera: sono infatti in costruzione nove convogli destinati a Ferrovie della Calabria e altri due per Ferrovia Circumetnea.

Prima dell'avvio del servizio commerciale, previsto nel 2028, tutti i treni dovranno completare il processo di certificazione secondo le procedure dell'Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie e delle Infrastrutture Stradali e Autostradali (ANSFISA).










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