PEC obbligatoria per revisione e passaggio di proprietà di auto e moto: cosa cambia con il nuovo Codice della strada
di Rosario Grasso pubblicata il 14 Agosto 2026, alle 15:42 nel canale Mobilità Elettrica
Una proposta per il nuovo Codice della strada parla di PEC e domicilio digitale per revisione, immatricolazione e passaggio di proprietà. Ecco cosa potrebbe cambiare
Le principali testate automotive stanno rilanciando una proposta contenuta nel testo-base del nuovo Codice della strada: introdurre un domicilio digitale obbligatorio per i proprietari di auto, moto e altri veicoli a motore immatricolati in Italia. Il domicilio dovrebbe essere associato a un indirizzo di Posta Elettronica Certificata registrato nell'INAD, ma l'obbligo non è ancora in vigore.
Le ricostruzioni convergono sui punti principali: la PEC diventerebbe necessaria per alcune pratiche legate al veicolo, ma il testo è ancora in consultazione e può subire modifiche prima dell'eventuale approvazione definitiva.
Una proposta del nuovo Codice della strada
La proposta fa parte del testo-base della riforma del Codice della strada sottoposto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti alle associazioni e agli operatori del settore. Il termine indicato per la consultazione è il 13 settembre 2026. Solo dopo questa fase sarà possibile capire quali disposizioni arriveranno nel provvedimento definitivo e con quale formulazione.
Se la disposizione venisse confermata, il domicilio digitale diventerebbe una condizione necessaria per alcune operazioni amministrative. Per chi acquista un'auto nuova, la comunicazione della PEC potrebbe essere richiesta già al momento dell'immatricolazione, prima del rilascio della carta di circolazione e dell'assegnazione della targa.
Per i veicoli già circolanti non sarebbe previsto, secondo le ricostruzioni disponibili, un obbligo immediato per tutti i proprietari. L'adempimento scatterebbe quando si presenta la necessità di effettuare una delle pratiche indicate nel testo: revisione periodica, trasferimento di proprietà, aggiornamento della carta di circolazione, nazionalizzazione o reimmatricolazione.
La PEC entrerebbe quindi in gioco anche quando si acquista un'auto usata. Il nuovo proprietario dovrebbe comunicare un domicilio digitale valido insieme agli altri dati necessari per completare il trasferimento. La stessa condizione potrebbe applicarsi dopo il furto o lo smarrimento della targa, quando è necessario procedere alla reimmatricolazione, oppure dopo modifiche alle caratteristiche costruttive del veicolo che richiedono l'aggiornamento dei documenti.
Revisione e veicoli esteri
La revisione è la pratica destinata a coinvolgere il numero più ampio di proprietari. Le regole attuali prevedono il primo controllo dopo quattro anni dalla prima immatricolazione e i successivi ogni due anni. Con la nuova disposizione, la disponibilità di un domicilio digitale potrebbe diventare necessaria per accedere al collaudo. Le scadenze e le modalità tecniche della revisione non cambierebbero.
La proposta riguarderebbe anche alcuni veicoli immatricolati all'estero ma utilizzati da persone residenti in Italia. L'iscrizione al REVE, il Registro dei veicoli esteri, potrebbe essere subordinata alla comunicazione di un domicilio digitale valido. Anche in questo caso si tratta di una previsione ancora legata al testo in consultazione.
Per quanto riguarda il passaggio di proprietà, invece, la PEC non sostituirebbe gli adempimenti già previsti per il trasferimento di proprietà. Il venditore dovrebbe comunque firmare l'atto davanti a un soggetto abilitato e la pratica dovrebbe essere trascritta al PRA. Il nuovo requisito riguarderebbe invece il domicilio digitale del proprietario: senza un indirizzo PEC registrato nell'INAD, il passaggio di proprietà potrebbe non essere completato se la proposta venisse approvata nell'attuale forma.
La differenza è quindi tra la modalità di esecuzione della pratica e il nuovo requisito digitale associato al proprietario. La PEC non renderebbe automaticamente il trapasso una procedura online, ma potrebbe diventare necessaria per portarlo a termine.










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30 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoMa ci rendiamo conto di quello che stanno obbligando a fare per qualsiasi cosa?
Abbiamo già l'APP IO per creare un domicilio digitale sicuro, dove già arrivano le comunicazioni della PA, che usino quella.
Cambia prima di un'eventuale approvazione, visto che hai urgenza.
eIDAS è il regolamento, non un servizio, e la pec ci sta già dentro come serc
poi la firma digitale non è recapito certificato: la firma dice chi ha scritto, non che ti sia arrivato, né tantomeno che sia arrivato a una persona specifica
"tutto il resto d'europa" poi no. i qerds esistono, ma non li usa nessuno in peer to peer. e lo standard di interoperabilità tra qerds è arrivato solo col regolamento di esecuzione nel 2025, l'anno scorso: e pure adesso "qualificato in svezia" e "qualificato in portogallo" spesso non si parlano comunque
la differenza non è eidas sì/eidas no, è che fuori per il peer to peer si usano portali con identificazione cie invece di caselle. e infatti i qerds italiani veri (gonotice, notify) sono portali pure loro: ti arriva una notifica su mail normale e il contenuto lo vedi solo dopo esserti autenticato con spid/cie, è proprio il requisito della norma, devi identificare il destinatario prima di consegnargli i dati e con smtp non lo fai mai, qerds/eIDAS o meno
poi che l'italia con la pec abbia forzato la mano, sì è vero, ma si è anche mossa molto molto presto rispetto agli altri, a volte la divergenza è un peccato veniale (e qui gli esempi intra-EU si sprecano, ad es le tessere sanitarie francesi, che non sono standard EU e tocca fare una trafila assurda per viaggiare tranquilli. ma le hanno pure chippate 10 anni prima degli altri. rischi di chi si muove in avanguardia).
le caselle conformi eidas legate alla persona fisica, usabili in peer to peer per atti amministrativi o giudiziari, restano una rarità in tutta la ue. è usare la PEC pure mandare una disdetta di un abbonamento ad essere una fissazione italiana, eIDAS o meno.
ita/fra/ger/spa/pol poi stanno pure ancorati ciascuno al proprio carrozzone, non possiamo basarci su cosa fanno Austria o Estonia che sono paesi piccoli
VOI LE MULTE LE PAGATE O VI DATE IRREPERIBILI CONTANDO SLLA PRESCRIZIONE?
uno dei più grossi problemi in Italia (e non solo!) e che se [I][U]il cittadino sa sempre dove trovare lo stato, lo stato non sa molto spesso dove trova re il cittadino[/U][/I] e c'é una quantità non indifferente di cittadini che se ne approfitta per non pagare non solo tasse e multe ma anche debiti tra privati.
La PEC nasce per questo e non a caso i primi ad opporsi furono gli avvocati (se non erro è ora obbligatoria per le notifiche del sistema giudiziario) che sulla validità delle notifiche fatte con il vecchio sistema ci giocavano molto riuscendo perfino a far invalidare procedimenti penali con i loro trucchi.
VOI LE MULTE LE PAGATE O VI DATE IRREPERIBILI CONTANDO SLLA PRESCRIZIONE?
uno dei più grossi problemi in Italia (e non solo!) e che se [I][U]il cittadino sa sempre dove trovare lo stato, lo stato non sa molto spesso dove trova re il cittadino[/U][/I] e c'é una quantità non indifferente di cittadini che se ne approfitta per non pagare non solo tasse e multe ma anche debiti tra privati.
La PEC nasce per questo e non a caso i primi ad opporsi furono gli avvocati (se non erro è ora obbligatoria per le notifiche del sistema giudiziario) che sulla validità delle notifiche fatte con il vecchio sistema ci giocavano molto riuscendo perfino a far invalidare procedimenti penali con i loro trucchi.
Ho preso tre multe in 30 anni abbondanti di patente: una per parcheggio nel mio paesino senza disco orario, perché ero andato a prendere il pane e in quei 5 minuti è passata la vigilessa, una per eccesso di velocità con autovelox mobile (facevo i 74 col limite dei 70) che dovevo andare all'anagrafe e avevo fretta, e una per sorpasso con striscia continua che avevo davanti uno che faceva i 35 e l'ho sorpassato restando pure nei limiti, ,a c'erano i carabinieri e paletta. Tutte pagate appena arrivate.
A gente che cerca di fregare lo Stato, quindi tutti gli altri cittadini per il motivo più infimo possibile : il denaro, per me, visto che non si può eliminare per Costituzione, gli pignorerei casa, auto e conto corrente.
Ma io son malvagio.
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