NIO chiede la standardizzazione di batterie e chip nelle auto elettriche: risparmi possibili per 12 miliardi di euro
di Rosario Grasso pubblicata il 13 Aprile 2026, alle 14:21 nel canale Mobilità Elettrica
Il CEO di NIO William Li ha chiesto al forum EV di Pechino la standardizzazione di celle batteria e chip, due componenti che pesano su oltre il 50% dei costi di produzione delle auto elettriche. Così, l'industria potrebbe risparmiare 100 miliardi di yuan
William Li, fondatore e CEO di NIO, ha preso posizione netta all'Intelligent Electric Vehicle Development Forum 2026 di Pechino: unificare le specifiche delle celle batteria e ridurre la varietà dei chip installati sui veicoli per liberare oltre 100 miliardi di yuan (circa 12,4 miliardi di euro) di risparmi lungo tutta la filiera, senza erodere i margini di nessun attore della supply chain. L'appello si rivolge all'intera industria e, in modo esplicito, anche ai regolatori.
Il punto di partenza è un dato strutturale: batterie e chip pesano insieme su oltre il 50% del costo di un veicolo elettrico. La velocità di aggiornamento dei modelli di EV, ben superiore a quella dei veicoli tradizionali, genera squilibri cronici tra domanda e offerta, anticipa l'obsolescenza dei modelli in vendita e alimenta quella che Li ha definito una "death valley del nuovo modello": la fase in cui un veicolo appena lanciato vede già erodere le proprie prospettive di vendita a causa di un successore imminente e subito tecnologicamente più avanzato. Il risultato è un'industria che macina volumi ma comprime i margini.
Sul fronte batterie, la frammentazione delle specifiche delle celle blocca qualsiasi allocazione flessibile della capacità produttiva. Li ha richiamato l'analogia con le pile AA e AAA del settore dell'elettronica di consumo: formati universali che non creano mai problemi di capacità produttiva. Le chimiche dominanti nel settore delle auto, ovvero LFP, NMC a medio nichel e NMC ad alto nichel, hanno già raggiunto una convergenza tecnica sufficiente per rendere praticabile la standardizzazione. La proposta è quindi quella di quattro o cinque formati di cella unificati per il mercato cinese, capaci di coprire l'intera gamma di veicoli e stabilizzare la supply chain delle celle.
Sul versante semiconduttori, Li ha portato un esempio diretto da casa propria: ES9, l'ultimo modello NIO, monta oltre 1.000 tipologie di semiconduttori per un totale superiore a 4.000 chip individuali. NIO sta già lavorando a una razionalizzazione interna con l'obiettivo di scendere a circa 400 referenze. La complessità attuale non è solo un problema di costo diretto: con volumi così frammentati per referenza, l'adozione di componenti domestici cinesi diventa economicamente svantaggiosa perché nessun part number raggiunge le soglie di scala necessarie. La standardizzazione sarebbe quindi anche la principale leva per accelerare la localizzazione della supply chain dei semiconduttori con NIO che punta a un tasso di approvvigionamento domestico tra il 35% e il 40% entro il 2027.
Secondo Li, la soluzione richiede il coinvolgimento diretto delle autorità di regolazione, chiamate a coordinarsi con i costruttori per definire categorie unificate di chip con standard intercambiabili. Il punto è stato esplicito: non si tratta di redistribuire i profitti all'interno della filiera, ma di eliminare lo spreco sistemico e costi di progettazione duplicati, inventory frammentato, con i rischi di fornitura moltiplicati modello per modello. Il risparmio atteso si tradurrebbe in una riduzione di diverse migliaia di yuan per veicolo, con benefici distribuiti uniformemente su tutta la catena del valore, dal fornitore di celle fino al costruttore finale.
Il contesto rende l'appello ancora più urgente. Il boom dell'intelligenza artificiale sta già spingendo al rialzo i prezzi dei chip di memoria, con un aggravio che per i grandi gruppi automobilistici potrebbe superare 860 milioni di euro in termini aggregati solo nel 2026. Per NIO, che ha registrato il primo trimestre in utile della propria storia all'inizio di quest'anno e punta alla redditività annuale, la razionalizzazione dei componenti chiave è una necessità competitiva concreta, non un obiettivo teorico. L'analisi completa dell'intervento di Li è disponibile su Car News China.










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10 Commenti
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sarebbe grandioso sia per i clienti che per l'ambiente
come citano.. il 50% del costo sono batterie ed elettronica correlata..
in economia di scala questa cosa avrebbe vantaggi enormi.. d'altro canto pensiamo alle pile classiche... AA.. AAA .. pensate se ognuno facesse delle pile con una forma differente.. la stessa UE rompe per la sostituzione e riparazione per i cellulari, per le auto sarebbe la chiave di volta e per noi che compriamo vorrebbe dire non doverci più preoccupare della durata del veicolo ma poter scegliere con tranquillità quello che piace e poi tenerlo per 10-15 anni senza patemi sapendo che si cambia tutto se serve
Quando poi invece spinge (primo agosto 2025) per la loro obsolescenza lato software
Il CEO di NIO William Li ha chiesto al forum EV di Pechino la standardizzazione di celle batteria e chip, due componenti che pesano su oltre il 50% dei costi di produzione delle auto elettriche. Così, l'industria potrebbe risparmiare 100 miliardi di yuan
Secondo Li, la soluzione richiede il coinvolgimento diretto delle autorità di regolazione, chiamate a coordinarsi con i costruttori per definire categorie unificate di chip con standard intercambiabili. Il punto è stato esplicito: non si tratta di redistribuire i profitti all'interno della filiera, ma di eliminare lo spreco sistemico e costi di progettazione duplicati, inventory frammentato, con i rischi di fornitura moltiplicati modello per modello. Il risparmio atteso....
E' come dire facciamo tutti gli stessi motori, tanto le cilindrate sono sempre quelle.
Ma sì, facciamo auto tutte uguali, cambiando solo lo stemma sulla carrozzeria, come fa stellantis, con tre/quattro piattaforme copre l'intera gamma per una decina di marchi. Estendiamo le stesse piattaforme a tutti i marchi del mondo e si risparmia.
Invece le batterie sono un elemeto di differenziazione tra i marchi (non per tutti, ma per alcuni sì
Va bene tirare acqua al proprio mulino, ma un minimo di decenza...
nemmeno lui lo ha fatto con la ES9, adesso si sveglia e vuole che lo facciano gli altri?
con tutti i soldi pubblici che ha preso per mantenere il suo business fallimentare, avrà capito che se non chiede ancora l'intervento pubblico ripiomba in perdita o non ce la farà a ripagare il debito.
Mi sembra piuttosto banale e base, se no con 100 mila standard dove vogliamo andare ?
Una visione strategica dovrebbe puntare a questo tipo di soluzioni standard per tutti.
La standardizzazione delle batterie non implica l’utilizzo di un unico modello per tutti, ma la definizione di standard comuni per sistemi di gestione (BMS), dimensioni e connessioni. La scelta della tecnologia della batteria resterebbe comunque libera.
Come ha spiegato Li, questo approccio consentirebbe di ridurre sensibilmente i costi di produzione, con benefici lungo tutta la filiera: dai produttori ai fornitori, fino ai consumatori finali.
Il paragone con i telai delle auto, quindi, non è pertinente rispetto alla proposta di NIO. A mio avviso, è proprio NIO ad aver adottato una delle strategie più efficaci per affrontare la transizione verso l’elettrico, e dopo le difficoltà iniziali i risultati stanno iniziando a vedersi.
Se si analizza il mercato, emergono chiaramente i due principali fattori che hanno rallentato la diffusione delle auto elettriche, soprattutto in Europa: il prezzo elevato e i tempi di ricarica. Con NIO, entrambi questi problemi vengono affrontati in modo concreto. Da un lato, è possibile acquistare l’auto senza batteria tramite noleggio, riducendo il prezzo iniziale anche di circa 10.000€. Dall’altro, il sistema di sostituzione consente di passare dallo 0 al 100% in circa 3 minuti.
In Cina, l’apprezzamento verso le auto NIO è in crescita e i risultati lo dimostrano. Ci sono molti Taxi che utilizzano lo swap. Una standardizzazione del sistema batterie potrebbe ulteriormente accelerare la diffusione di questo modello.
Al contrario, BYD sembra puntare su un approccio diverso, basato su stazioni di ricarica ad altissima potenza (multi-megawatt), che comportano complessità elevate e costi di installazione comparabili a quelli delle stazioni NIO. A questo punto, il vantaggio reale di questa soluzione qual è?.
L'elettronica di controllo ed il sw sono strettamente correlati alla chimica adottata per le batterie e quest'ultima è bene che NON venga ancora standardizzata, perché è quella maggiormente soggetta a sviluppo.
In ogni caso i principali produttori di batterie, non mettono in commercio quelle nuove, prima di aver sufficientemente ammortizzato quelle vecchie.
Nio non produce batterie, ma le compra da CATL, primo produttore al mondo.
L'elettronica di controllo ed il sw sono strettamente correlati alla chimica adottata per le batterie e quest'ultima è bene che NON venga ancora standardizzata, perché è quella maggiormente soggetta a sviluppo.
In ogni caso i principali produttori di batterie, non mettono in commercio quelle nuove, prima di aver sufficientemente ammortizzato quelle vecchie.
Nio non produce batterie, ma le compra da CATL, primo produttore al mondo.
Orsù, e quali sarebbero le attuali norme che standardizzano le batterie?
A parte il BMS, il resto dell'elettronica serve per gli ADAS che l'Europa ha reso obbligatori anche sulle auto a benzina/diesel. Se circa 1/4 del costo dell'auto dipende dagli ADAS (dove non so se NIO abbia consiederato solo i Chip o anche le certificazioni ADAS che sono il costo preponderante) allora è chiaro il motivo per cui le auto a combustione interna abbiano avuto il prezzo raddoppiato negli ultimi anni. Ed è anche chiaro di come mai il mercato dell'auto usata abbia raddoppiato il suo volume (+100%).
Li ha richiamato l'analogia con le pile AA e AAA del settore dell'elettronica di consumo
Poi ci sono altre ragioni di marketing che non sto a dire, quelle potrebbero essere superate con intervento dall'alto, ma ci sarebbe comunque opposizione da parte degli altri produttori.
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