Mirandetta: la moto elettrica stampata in 3D si smonta e sta in una valigia. E puoi stamparla anche tu
di Nino Grasso pubblicata il 13 Luglio 2026, alle 11:41 nel canale Mobilità Elettrica
Ivan Miranda ha messo in vendita i file di stampa della Mirandetta, la moto elettrica stampata in 3D che si smonta completamente e trova posto in una valigia, ma il creatore avverte i maker: è un mezzo troppo veloce per essere sottovalutato
Ivan Miranda ha reso disponibili i file di progettazione della Mirandetta, la sua motocicletta elettrica stampata in 3D capace di scomporsi completamente fino a entrare in una valigia da viaggio. Il maker e youtuber li vende a 40 dollari sul proprio sito, rivolgendosi a chi vuole costruirsi da sé il mezzo che ha guidato al Maker Faire di Praga, non solo ammirarlo.
Il primo esemplare era nato in circa dieci giorni, come una sorta di hack da viaggio: la moto più piccola su cui un adulto potesse salire e che riuscisse comunque a stare nel bagaglio da stiva. Per arrivarci, Miranda aveva usato assi delle ruote in alluminio e un piantone dello sterzo interamente metallico.

Nella versione appena rilasciata, quei due componenti diventano pezzi stampati, e ogni elemento della moto è stato ridisegnato per entrare in un piatto di stampa da 300 x 300 mm. Miranda ha standardizzato anche l'impianto luci su portalampade e lampadine automobilistiche T10 reperibili in commercio, al posto dei pezzi di recupero della prima versione, e ha ridotto il numero di viti diverse necessarie al montaggio. La riprogettazione, ammette, gli è costata più fatica della costruzione del prototipo originale.
Ruote da tagliaerba, freni flottanti e batterie da cacciavite per l'alimentazione
Le ruote montano pneumatici da tagliaerba, di norma troppo piatti per essere inclinati in curva. Miranda ha stampato cerchi più stretti dello standard, così gli anelli interni del tallone dello pneumatico restano più ravvicinati: una volta gonfiato, il fianco non può allargarsi e il battistrada assume un profilo utilizzabile in piega.
La frenata affida il compito a dischi flottanti da motocicletta anziché a quelli da bicicletta, perché i primi si possono modificare per ricavare un foro centrale più ampio, attraversato dall'asse stampato senza rischio di cesoiamento. La trasmissione posteriore è a cinghia, mentre l'acceleratore è un potenziometro lineare da 10K gestito da un Arduino collegato al controllore elettronico del motore.
L'alimentazione arriva da due pacchi batteria da 36V per utensili elettrici, intercambiabili a caldo e più semplici da portare attraverso i controlli aeroportuali rispetto a un pacco al litio dedicato. Un convertitore DC-DC abbassa la tensione a 12V per clacson e luci. Senza le batterie montate, la moto pesa poco più di 14 kg.
Il riferimento indicato per la stampa è la Prusa CORE One L, con volume di stampa 300 x 300 x 330 mm: il modello CORE One standard, limitato a 250 mm, non riesce a contenere in un solo pezzo i componenti più grandi. Sul sito di Miranda i file comprendono il progetto Fusion 360 originale, gli export in STL e 3MF e un elenco parziale dei componenti da reperire.
Miranda è esplicito nell'avviso pubblicato sulla pagina del prodotto: la Mirandetta nasce a scopo didattico e il risultato non andrebbe in alcun modo utilizzato come vero mezzo di trasporto su strada. Ribadisce inoltre di non fornire alcun supporto: non risponderà a domande né aiuterà chi incontra problemi nel replicarla, lasciando la community di un canale Discord dedicato come unico punto di confronto tra maker.
Lo stesso creatore, parlando del mezzo, lo ha definito con una punta di ironia "super veloce, decisamente troppo veloce" per le sue dimensioni. Va comunque chiarito un equivoco diffuso: la moto assemblata non si piega per il trasporto, è la scomposizione in singoli pezzi a permetterle di stare in valigia.
Con questo prototipo hobbistico, Miranda ha comunque vinto il contest per le costruzioni da valigia al Maker Faire di Praga e conta di riportarlo a Open Sauce. Lui stesso lo descrive come una costruzione hobbistica complicata, non un progetto pensato per la produzione in serie.










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