La Cina blocca l'export della tecnologia LFP: cambia lo scenario globale delle batterie per auto elettriche
di Rosario Grasso pubblicata il 18 Luglio 2025, alle 15:31 nel canale Mobilità Elettrica
Pechino impone restrizioni all'esportazione delle tecnologie legate ai materiali catodici per batterie, inclusa la diffusissima LFP. Dietro la misura, esigenze di sicurezza e una chiara volontà di tutelare la leadership industriale nazionale








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44 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoL’OPEC gioca forte su una materia prima essenziale, petrolio e derivati la Cina agisce su più livelli e settori, con una strategia di lungo termine che coinvolge economia, politica, tecnologia e sicurezza.
La possibilità di essere influenzati è decisamente maggiore.
Inoltre scendi a patti con i Cinesi finchè questo si allinea agli interessi strategici di Pechino, che ha obiettivi politici precisi.
Non è un economia libera come la dipingi.
Economicamente non ci merita, industrialmente non ci merita, sotto il profilo delle materie prime non ci merita. Questa sorta di sudditanza che l'Europa ha verso gli USA ci sta penalizzando e basta. Senza portarci reali vantaggi se non nella misura di delegare qualsiasi operazione militare agli USA. Secondo me noi dovremmo essere molto più furbi e pensare al nostro interesse e basta. Chi ci vende il gas al prezzo più economico? Se la risposta è la Russia non fo le battaglie di principio perché l'economia non segue la morale e l'energia costa quindi compro dalla Russia. FINE.
Fare tanti discorsi morali ci porta a fare scelte economicamente non premianti in un mondo dove non siamo nemmeno così forti militarmente e quindi abbiamo solo da perderci.
Il rapporto tra USA ed Europa è stato decisivo per la nostra stabilità e prosperità dal dopoguerra a oggi. Gli USA ci hanno aiutato a ricostruire (Piano Marshall), ci hanno garantito sicurezza durante la Guerra Fredda (NATO) e hanno sostenuto l’ordine liberale da cui l’Europa ha tratto enormi vantaggi economici e politici.
È vero che l’Europa ha spesso agito in posizione subordinata, ma in cambio ha potuto godere del cosiddetto "dividendo della pace": spendere meno per la difesa e di più per sanità, welfare e crescita. Buona parte degli Europei ancora vivono nell'idea di un mondo "irenico" che si costruito grazie all'ombrello di difesa offerto dagli USA.
Tu dici che dovremmo essere molto più furbi e pensare al nostro interesse e basta. Ma il nostro interesse non è solo economico: è anche la nostra sicurezza. E viviamo in un mondo dove esistono potenze aggressive come la Russia. Questa ha già invaso due Paesi confinanti: la Georgia (2008) e l’Ucraina (dal 2014 e poi 2022), per impedire loro di avvicinarsi all’Europa e alla NATO. Pensare che "non ci riguardi" è estremamente miope.
L’Italia è parte di un sistema europeo che vive di stabilità e regole comuni. Se accettiamo l’aggressione russa come qualcosa che “non ci riguarda”, domani ne pagheremo un prezzo altissimo politicamente, economicamente e forse anche militarmente.
In realtà sta gia operando vicino a casa nostra.
La Russia sta trasferendo mezzi, personale e armamenti dalle sue basi in Siria a più aeroporti in Libia, compresi al-Khadim, al-Jufra, Brak al‑Shatti, al-Qardabiya, e la Maaten al Sarra, vicino al confine con Ciad e Sudan. La compagine paramilitare Africa Corps (erede del Wagner Group) è presente in Libia con forza operativa stimata tra 2.000 e 2.500 unità, distribuite tra le basi libiche che potrebbero servire da hub per operazioni militari in Mali, Burkina Faso e altri Paesi, contribuendo alla destabilizzazione della regione.
La Russia può usare la sua influenza sull’immigrazione gestita da Haftar per strumentalizzare flussi migratori verso l’Europa come leva politica, con buona pace del "Piani Mattei".
Quindi no, la Russia è un pericolo per l’Italia. Lo è già oggi, anche senza invaderci. Lo è con la disinformazione ( come rispecchia il tuo post), con le ingerenze politiche, con la pressione economica e ora anche con la proiezione militare nel Nord Africa.
E non dimentichiamoci che la Russia ha già usato il gas e altre materie prime come armi geopolitiche: tagli, aumenti di prezzo, minacce e condizionamenti sono già stati messi in atto in passato, soprattutto verso l’Europa orientale. Pensare che questo non possa toccare anche noi è semplicemente ingenuo.
Quindi no, non è affatto da “furbi” chiudere gli occhi di fronte a quello che la Russia è oggi.
È da irresponsabili. La vera furbizia sta nel vedere le minacce prima che esplodano e nel difendere i nostri interessi con lucidità: sicurezza, sovranità, e libertà non solo qualche metro cubo di gas in più a basso costo.
p.s.
Sulla storia del gas direi che sia il caso di finirla qui che sembri rattopazzo.
L'aver posto fine alla dipendenza russa è solo che un bene per l'Europa.
Lo sconto sul gas lo pagavi con la dipendenza politica che ha aspirazioni imperiali.
Il che è estremamente pericoloso.
Inoltre i prezzi del gas sono in via di normalizzazione nonostante tutto quello che sta accadendo.
.
Ammesso e non concesso che la Cina ce la voglia far cavalcare. D'altronde sono la più grande manifattura in assoluto al mondo ed hanno bisogno di spazio sui mercati, soprattutto da quando i detestati indiani si stanno facendo sotto con produzioni ad alto contenuto tecnologico ( qualcuno ha detto Apple e iPhone? ).
Il ragionamento non è cambiato, anzi la Cina usa chiaramente l’economia come leva geopolitica e il gioco non è affatto “a somma positiva” come in molte altre economie liberali, ma piuttosto a somma zero o persino negativa per chi prova a competere onestamente.
Nel mercato cinese non entri ad armi pari quindi si cavalca solo quello che il governo cinese ritiene utile alla propria agenda.
Cosa che non è mai stata un problema perché quando c'è stato bisogno o interesse le regole si sono sempre aggirate, rimosse o riformulate. Ribadisco che il problema non è tanto esterno quanto che un certo tipo di economia industriale non la vogliamo in Europa così come non vogliamo miniere e tante altre cose.
Poi possiamo star qua a dare la colpa ad altri ma la realtà è che abbiamo o hanno a seconda di quanto andiamo indietro scelto così volutamente e cercare ora colpe esterne è volersi lavare le coscienze cercando un nemico quando abbiamo fatto il 90% da soli.
Si e che siamo nell'800 che vogliamo l'industria pesante ed inquinante? Suvvia
In Europa l'Industria arranca per fattori strutturali molto concreti: troppa regolamentazione, una burocrazia soffocante, una scarsa capacità di innovazione, un mercato dei capitali relativamente piccolo.
La possibilità di essere influenzati è decisamente maggiore.
Inoltre scendi a patti con i Cinesi finchè questo si allinea agli interessi strategici di Pechino, che ha obiettivi politici precisi.
Non è un economia libera come la dipingi.
Ma guarda io non vorrei dipingerla libera per niente se è per questo semplicemente reputo che è inutile fare oggi strategie che dovevamo fare 40/50 anni fa. Oggi noi saremo influenzati a prescindere vuoi dagli USA, vuoi dalla Cina, vuoi se un giorno ci sarà da una superpotenza aliena ormai non abbiamo né la mentalità né la spinta per poter essere quelli che influenzano.
Quindi il mio ragionamento è se tanto mi tocca l'influenza di qualcuno la cosa più furba da fare è amici di tutti e di nessuno saltando sempre sul carro del vincitore e cercando di massimizzare i nostri profitti fintanto che si allineano con chi comanda nel mondo.
Si ok e quindi siccome dal '45 ci hanno aiutati adesso dovremmo rimanergli fedeli anche se ce lo mettono in quel posto? Io sono grato agli americani del '45 che non sono e nemmeno ci somigliano agli americani di oggi.
Ma siccome oggi vogliono il "cash" e quell'ombrello non ce lo offrono più tanto volentieri anzi è diventato un servizio a pagamento per quanto mi riguarda vado dal miglior offerente. Niente mi vincola agli USA.
Non credo che la Russia abbia alcun interesse ad aggredirci men che meno se diventassimo partner commerciali. Sia chiaro la situazione russa non mi piace così come ritengo Putin un problema enorme ma da qui a dire che potrebbe anche solo pensare di invadere l'Europa francamente la reputo fantascienza se non pura propaganda. Tanto più che parliamoci chiaro io non so se ante-guerra avete mai visitato i paesi ex-URSS ma tanto l'Ucraina quanto tutti gli altri sono democrazie apparenti spesso governate in modi brutali, con livelli di corruzione altissimi e molto vicini a forme di fascismo. Questo non giustifica in alcun modo Putin sia chiaro ma bisogna anche evitare di pensare che quelle nazioni sia posti liberi e democratici dove non c'erano problemi e storture enormi.
Il problema è che ad oggi non abbiamo deciso che forse, anche se concordo con quello che hai scritto è forse peggio. Se ci riguarda dovevamo al day1 schierare truppe di terra e vedere le carte col rischio di una guerra totale certo ma improbabile. Se invece non ci riguarda dovevamo starne totalmente fuori. Invece non abbiamo avuto né una linea comune né abbiamo preso una decisione netta. Quindi mandiamo un po' di armi ma non decisive, siamo con l'Ucraina ma li guardiamo perdere lentamente. Una scelta secondo me pessima per l'Europa che ha dimostrato di non contare niente e non avere il coraggio di prendere una decisione netta. A questo punto considerato che di fatto stiamo facendo lentamente vincere Putin era meglio per la popolazione farlo vincere rapidamente minimizzando i morti e la sofferenza per civili inermi invece che questo sillicidio in cui di fatto stiamo comunque consegnando l'Ucraina alla Russia con una guerra di attrito lentissima che sta massacrando la popolazione civile per ottenere cosa? Nulla dato che stiamo lasciando vincere Putin.
Guarda che lo stesso si potrebbe dire della NATO eh... che lo ha fatto per prima e molto tempo fa. E comunque ripeto tutto vero ma dubito fortemente che anche con tutti questi movimenti di truppe ci sarà mai una invasione dell'UE che alla Russia o meglio a Putin stesso non porterebbe niente se non probabilmente la sua fine definitiva.
Bah mentre sul resto sono concorde su questo penso che sia tutto molto relativo. I flussi migratori non han subito chissà che sconvolgimenti epocali negli anni e tutto sommato i flussi ci sono da 30 anni almeno più in virtù dei vari conflitti che altro.
Ribadisco e che cambia con gli USA? Pensi che gli USA non abbiano fatto le stesse cose? Pensi che non abbiano esercitato per decenni pressioni su chi eleggere e chi no fino anche a finanziare movimenti politici illegali o usare i servizi segreti? È ovvio che tanto la Russia quanto gli USA così come qualsiasi altra superpotenza usa il proprio potere per influenzare le altre nazioni. Piuttosto mi sembra che sia tu a voler vedere il tutto in maniera modo-direzionale a differenza di me che sono perfettamente consapevole ma che mi rendo conto che è qualcosa di scontato quanto hai a che fare con superpotenze mondiali.
Come noi abbiamo usato per primi sanzioni e quant'altro. Ripeto che te vedi tutto monodirezionale. Mentre invece non è mai stato così monodirezionale.
È da irresponsabili. La vera furbizia sta nel vedere le minacce prima che esplodano e nel difendere i nostri interessi con lucidità: sicurezza, sovranità, e libertà non solo qualche metro cubo di gas in più a basso costo.
Scusami e oggi dove vedresti queste manovre per difenderci e cito " i nostri interessi con lucidità: sicurezza, sovranità, e libertà" a me sembra che stiamo solo muovendoci in ordine sparso senza avere una linea comune nemmeno sulla vicenda Ucraina figuriamoci sul resto e sostanzialmente stiamo in attesa degli eventi salvo spendere per accontentare Trump soldi in armamenti che non si sa nemmeno bene come, dove e quando usare.
Se questa è la nostra difesa allora ti do ragione c'è veramente da preoccuparsi.
In Europa l'Industria arranca per fattori strutturali molto concreti: troppa regolamentazione, una burocrazia soffocante, una scarsa capacità di innovazione, un mercato dei capitali relativamente piccolo.
E che industria vorresti?
Microelettronica siamo sottozero, perfino peggio della Russia che già fa ridere quanto a industria elettronica.
Elettronica di massa idem... considerato che in asia possono costruire città dal nulla su misura per cose del genere cosa che da noi sarebbe impensabile come fai a competere?
In generale poi col costo del lavoro ed energetico europeo francamente a parte quelle da me citate non saprei immaginare un tipo di industria che potrebbe funzionare. Però oh... suggerisci qualcosa visto che ci credi.
No abbiamo come EU abbiamo le dimensioni e l'economia per giocare al tavolo dei grandi.
E' ora di smettere di essere il pollo sul menù.
E comunque ci sono influenze ed influenze.
Qualitativamente non è la stessa cosa essere influenzati da un regime o da una democrazia come lo sono stati gli USA finora.
S ma non c'è uno che vince oggi con chiarezza, anzi nel gioco che si sta figurando adesso rischiano tutti di perdere qualcosa.
Ma siccome oggi vogliono il "cash" e quell'ombrello non ce lo offrono più tanto volentieri anzi è diventato un servizio a pagamento per quanto mi riguarda vado dal miglior offerente. Niente mi vincola agli USA.
Si ma lo puoi fare in prospettiva, non lo puoi fare "de botto" perchè non sei in grado ne' economicamente n'è militarmente.
Si è quello che si diceva anche prima della Crimea. Sappiamo come andata.
E' ridicolo pensare dopo tutto quello che è successo che la Russia ragioni in termini di vantaggio economico.
La tua visione economicista con la Russia è difettosa e miope. Mi dispiace.
Di Putin si puo' dire tutto tranne che non abbia chiarito cosa vuole fare.
Ricostruire l'impero russo riprendendosi quello che era parte dell'URSS e vuole l'Europa nella sua area d'influenza.
Una cosa è essere uno l'Italia sotto l'influenza USA, un'altra diventare una Bielorussia sotto l'influenza russa.
Qualitativamente ci passano universi di differenza.
In un’Europa che vive ancora immersa in un sogno irenico, protetta dallo scudo strategico degli Stati Uniti? Ma per favore. Basta pronunciare le parole “difesa” o “armi” e subito si grida allo scandalo. Figuriamoci poi se si parla di vite umane: il solo pensiero che “qualcuno possa morire” paralizza ogni discussione razionale.
Forse non si è ancora capito che Putin ci ha già buttato giù dal letto.
Siamo entrati in un nuovo paradigma: un passaggio storico, epocale, che richiederà anni per essere davvero compreso e digerito. Eppure continuiamo a parlarne con le stesse categorie mentali del post-’89, come se la Storia fosse finita davvero, come se la guerra fosse un’anomalia impossibile da ripresentarsi.
Il problema non è solo strategico. È prima di tutto culturale.
È l’illusione profondamente radicata che il benessere e la pace siano la regola, e non l’eccezione. Che basti ignorare il conflitto per restarne fuori. Ma il mondo è cambiato. E noi, purtroppo, no.
Per questo l’idea che “sarebbe stato meglio far vincere Putin subito” è non solo cinica, ma anche pericolosamente miope. È un messaggio devastante: significa legittimare l’aggressione armata come strumento di politica internazionale, accettare che i confini siano negoziabili con la forza, che le piccole nazioni non abbiano diritto alla sovranità.
Sì, l’Europa è stata lenta, incoerente, e spesso ambigua. Ma questo non giustifica il disimpegno, né una resa travestita da pragmatismo. La resistenza ucraina ha dimostrato che Putin non è invincibile. E una resa precoce non avrebbe significato solo “meno morti” nell’immediato, ma un precedente devastante per il futuro della sicurezza europea e dell’ordine globale.
Il problema, semmai, è stato l’aver fatto troppo poco. Troppo lentamente. E con troppa paura di disturbare la nostra fragile zona di comfort. Se l’Occidente vuole essere all’altezza dei valori che proclama, libertà, autodeterminazione, Stato di diritto, deve sostenerli fino in fondo.
Non si tratta solo di “movimenti di truppe” o di “proiezioni di potenza”, ma di una strategia che mira a creare sfere di influenza ibride, mettere in difficoltà l’Occidente e minare la stabilità di intere regioni come il Sahel.
Dunque, ridurre tutto a un paragone “NATO ha fatto prima” non coglie la differenza sostanziale tra un’alleanza difensiva che cerca di mantenere la pace e una potenza che usa il caos come arma politica e militare.
È vero che i flussi migratori esistono da decenni a causa di conflitti e povertà, ma oggi la situazione è diversa perché attori come la Russia li usano come strumento politico. Supportando gruppi in Libia, possono indirizzare o provocare ondate migratorie per destabilizzare l’Europa, trasformando un fenomeno naturale in una leva di pressione strategica.
In un contesto già fragile, questi flussi strumentalizzati aumentano tensioni interne e rischiano di indebolire la coesione europea e della NATO. Quindi, il problema non è solo storico, ma parte di una nuova strategia geopolitica che va affrontata con risposte coordinate e mirate.
Il fatto che mi fai questa domanda mi fa sempre domandare come tu possa fare politica (come dici di fare).
Non si può assolutamente mettere sullo stesso piano l’influenza americana sugli europei con quella russa su paesi come la Bielorussia. Sotto l’influenza americana, l’Europa ha costruito democrazie solide, diritti civili, libertà e una crescita economica che ci ha portati a essere la settima potenza economica mondiale. Non si può dire lo stesso dei paesi sotto l’influenza russa, che spesso hanno visto repressione politica, limitazioni delle libertà fondamentali e stagnazione economica e politiche neocoloniali.
È chiaro che molti di questi paesi cercano di liberarsi dall’influenza russa proprio perché riconoscono il peso negativo di quel controllo autoritario. Fingere che siano influenze “uguali” significa ignorare queste differenze sostanziali e la realtà storica e politica di quei territori.
Non si tratta solo di esercitare potere o influenza, ma di quale modello di società e di futuro viene imposto o favorito. E su questo, non c’è paragone.
No i prezzi del gas sono stati manipolati prima dell'invasione con dinamiche a salire per fare cassa da una parte e dall'altra per lanciar eil messaggio di stare fuori dai piedi.
Poi qui si è trattato di fare pressioni per fare una guerra d'invasione, non per vendere più gas.
Capisco che per uno che non abbia alcuna idea di cosa sia il diritto internazionale sia difficile da capire ma è così.
Se questa è la nostra difesa allora ti do ragione c'è veramente da preoccuparsi.
In realtà, l’Europa ha già adottato una strategia chiara per limitare l’influenza russa, con sanzioni mirate e un approccio graduale che tiene conto della nostra storica dipendenza energetica. I risultati sono positivi: non abbiamo subito danni eccessivi e stiamo avanzando verso maggiore resilienza e autonomia.
Il sostegno europeo all’Ucraina oggi supera quello degli Stati Uniti, e l’Ucraina stessa è stata una sveglia importante per tutti noi, dimostrando quanto sia cruciale un’Unione Europea più forte e unita.
È importante ricordare che l’Europa avanza spesso proprio grazie alle crisi, trovando nelle difficoltà l’occasione per unirsi.
Forse la sfida tra Russia e Stati Uniti sarà finalmente l’impulso necessario per un’Europa che decida in modo più snello ed efficace, anche attraverso l’abolizione del diritto di veto, che spesso blocca decisioni cruciali e crea quelle situazioni di lentezza decisionale e icnoerenza che non si dovrebebro vedere.
In Europa l'Industria arranca per fattori strutturali molto concreti: troppa regolamentazione, una burocrazia soffocante, una scarsa capacità di innovazione, un mercato dei capitali relativamente piccolo.
Sono in perfetto accordo con quanto dici.
C'è un altro fattore, l'effetto di "avvitamento" dovuto ad una sempre maggiore scarsità di risorse in mano alla popolazione porta a fare scelte che sono ancora più a vantaggio della cina..
Come comprare oggetti di bassa qualità per il costo ( se sono prodotti senza rispettare le regole ambientali o sindacali poco importa ) che favoriscono ancora di più l'ascesa dell'economia cinese.
Anche se si cerca "alta qualità" si ricade sempre sul prodotto cinese ormai, perchè quello europeo molto banalmente non esiste più in molti settori, quello dell'auto è solo l'ultimo di una lunga lista.
Aggiungiamo una visione miope a livello europeo di questo problema, dato che passano il tempo a normare come andare al cesso, chiudendo gli occhi verso il vero problema.
Non mi si venga a dire poi che la soluzione è importare immigrati o "redistribuire" ( tradotto aumentare ancora la pressione fiscale).
Diventare una colonia economia cinese dopo essere il parco per in nord africa onestamente mi ha stancato.
Microelettronica siamo sottozero, perfino peggio della Russia che già fa ridere quanto a industria elettronica.
Elettronica di massa idem... considerato che in asia possono costruire città dal nulla su misura per cose del genere cosa che da noi sarebbe impensabile come fai a competere?
In generale poi col costo del lavoro ed energetico europeo francamente a parte quelle da me citate non saprei immaginare un tipo di industria che potrebbe funzionare. Però oh... suggerisci qualcosa visto che ci credi.
Mi sembra che tu stia confondendo un po’ le cause della crisi industriale europea. Non è che in Europa non vogliamo l'industria pesante per sfizio è che abbiamo scelto, giustamente, di puntare su industrie a valore aggiunto maggiore e standard ambientali molto più severi rispetto a tanti altri paesi.
Se vuoi competere con paesi dove le normative ambientali sono praticamente inesistenti, dove l’inquinamento non conta e i costi sono ridotti artificialmente, è ovvio che avremo difficoltà. Il vero tema è che non vogliamo pagare il prezzo di un’industria inquinante e non sostenibile solo per essere competitivi a basso costo.
Quindi la sfida è proprio questa: innovare per avere un’industria sostenibile, ad alto valore tecnologico, che possa competere non sui costi ambientali nascosti, ma sulla qualità, l’efficienza.
Non puoi tornare indiertro all'industria pesante quella non ha nemmeno senso metterla sul tavolo.
[B][U]Si ok e quindi siccome dal '45 ci hanno aiutati adesso dovremmo rimanergli fedeli anche se ce lo mettono in quel posto? Io sono grato agli americani del '45 che non sono e nemmeno ci somigliano agli americani di oggi[/U][/B].
Finita una guerra le conseguenze della stessa sono lunghe e spesso infinite, proprio come un confine ridisegnato..
Ora non è che i confini del 45' , perchè sono stati decisi nel 45' non valgono più " perchè è passato tanto tempo"( quando accade di solito inizia una nuova guerra e lo stiamo vedendo).
Allo stesso modo ciò che ci ha permesso di sopravvivere dopo la seconda guerra ( uscendo da perdenti ) e inoltre ci ha difeso anche negli anni della guerra fredda, non può essere liquidato con "basta con gli americani"..
Tutto ha un prezzo, noi abbiamo avuto la pace e la possibilità di ricostruire un continente devastato ( ricordo che la seconda guerra è iniziata in europa come la prima, non sono venuti gli USA a causarla )..
Quindi si paga lo scotto di averla persa, poi c'è l'economia...Ecco i giganti "ex socialisti/comunisti" ( ex URSS e cina ) sono tra le più grandi minacce che abbiamo oggi, la prima per questioni militari la seconda per questioni economiche.
Avere una commissione europea che perde tempo con boiate , perchè di questo si tratta , mi fa pensare ad incompetenza o fraudolenza negli atti.
Detto ciò, qui si sta ancora relativamente bene, ma senza lavoro e con un welfare sempre più costoso , non si può durare a lungo..
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