Italia prima in Europa per e-bus: +172% nel Q1 e quasi il 43% di immatricolazioni a zero emissioni

di pubblicata il , alle 16:08 nel canale Mobilità Elettrica Italia prima in Europa per e-bus: +172% nel Q1 e quasi il 43% di immatricolazioni a zero emissioni

Nel Q1 2026 l'Italia immatricola 466 e-bus con una crescita del +172,5%, e porta la quota dei bus a batteria al 32,5% del mercato nazionale. Sommando i 142 fuel cell, quasi il 43% dei nuovi autobus italiani è a zero emissioni

 

Nel primo trimestre 2026 il mercato europeo dei veicoli commerciali pesanti mostra una doppia velocità: i camion elettrici accelerano ancora, con i mezzi pesanti BEV in crescita del 38,6% a 5.049 unità nell'area UE+EFTA+UK, mentre gli autobus elettrici consolidano un trend ormai strutturale. I dati ACEA fotografano un comparto in trasformazione, con il diesel che resiste ma cede quote mese dopo mese.

Le immatricolazioni complessive di camion nell'area UE+EFTA+UK sono salite del +10,4% a 97.950 unità, con il diesel ancora dominante a 89.988 targhe (+10,7%). Il segmento elettrico resta marginale in termini assoluti, ma la traiettoria è netta: i 5.049 truck elettrici pesanti segnano il miglior primo trimestre di sempre. I veicoli commerciali leggeri hanno invece segnato un più modesto +1,1% a 454.545 unità, con la quota dei ricaricabili ferma al 12%.

E-bus: l'Italia detta il ritmo

Il mercato degli autobus europei ha chiuso il Q1 2026 con 13.057 immatricolazioni (+9,6%), di cui 3.107 a trazione elettrica ricaricabile (+14%). Il diesel si attesta al 65,7%, in crescita del 24,8%, ma la quota degli e-bus continua a eroderne il predominio. In questo contesto, il dato italiano spicca con forza.

Acea

L'Italia ha immatricolato 1.434 autobus nel Q1 2026 (+28,2%), di cui ben 466 e-bus con una crescita del +172,5% rispetto allo stesso periodo del 2025. La quota di mercato dei bus a batteria tocca così il 32,5%: un terzo dell'intero immatricolato, un risultato che non ha precedenti nel panorama europeo per un singolo trimestre.

Ancora più significativo il contesto: l'idrогeno fa il suo ingresso nel mercato di massa con 142 bus fuel cell, pari al 9,9% del totale trimestrale. Sommando e-bus e FCEV, quasi il 43% dei nuovi autobus italiani è a emissioni zero alla fonte. Vale la pena ricordare come già nel 2024 l'Italia avesse registrato una crescita record del +161,7% negli e-bus, quando diventava il primo mercato europeo per volumi nel segmento.

Tra i costruttori, Iveco Bus guida la classifica elettrica con 185 bus BEV, seguita da King Long (106 unità) e Yutong (51). La presenza massiccia di brand cinesi come BYD riflette la competizione sempre più accesa nel segmento dei bus urbani elettrici, dove il costo di acquisto e la disponibilità di gamma fanno la differenza negli appalti pubblici.

Diesel ancora in testa, ma i numeri raccontano altro

Il diesel rimane la motorizzazione prevalente con il 48,2% delle immatricolazioni italiane nel trimestre, ma è un primato in progressivo svuotamento. Gas naturale e ibrido collassano rispettivamente del 60,6% e dell'83%, a conferma che la transizione nel segmento bus sta avvenendo in modo diretto verso l'elettrico puro e l'idrogeno.

17 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - info
softkarma30 Aprile 2026, 12:47 #1
La dura realtà: l'elettrico ha un costo di totale di gestione minore e consente risparmi sostanziali nelle tratte urbane.

A questo aggiungiamo vantaggi di cui non frega nulla al gestore ma molto al cittadino: ridotto rumore, zero inquinamento urbano.

Negli autobus extraurbani ovviamente l'elettrico è ancora ingestibile, penso ci vorranno ancora almeno 2-3 anni per avere mezzi adatti ma le nuove batterie al sodio sembrano molto promettenti.
TorettoMilano30 Aprile 2026, 12:51 #2
almeno lato bus ci stiamo muovendo bene
softkarma01 Maggio 2026, 10:34 #3
Originariamente inviato da: TorettoMilano
almeno lato bus ci stiamo muovendo bene


Perché c'è meno spazio per analfabeti funzionali quando c'è da fare i conti a fine mese e a fine anno
Adesso pare sia finalmente partita la produzione di massa del Tesla Semi, chissà che non riesca a sfondare anche questo mercato...
s12a01 Maggio 2026, 11:26 #4
Gli autobus urbani sono l'applicazione ideale per l'elettrico, con spazio a volontà per le batterie (che non dovranno necessariamente essere di ultima generazione e dunque particolarmente costose), percorsi unicamente a corto raggio programmati, ricarica in deposito a fine giornata tutti i giorni.

Non è questione di essere "analfabeti funzionali" quando non si ha la possibilità o volontà di sottostare a tali limitazioni. E se ricaricare le batterie per il momento costa relativamente poco, non è detto che continuerà ad esserlo in futuro quando gli introiti dalle accise (+ IVA) sui carburanti diminuiranno.
softkarma03 Maggio 2026, 11:09 #5
Originariamente inviato da: s12a
Gli autobus urbani sono l'applicazione ideale per l'elettrico, con spazio a volontà per le batterie (che non dovranno necessariamente essere di ultima generazione e dunque particolarmente costose), percorsi unicamente a corto raggio programmati, ricarica in deposito a fine giornata tutti i giorni.

Non è questione di essere "analfabeti funzionali" quando non si ha la possibilità o volontà di sottostare a tali limitazioni. E se ricaricare le batterie per il momento costa relativamente poco, non è detto che continuerà ad esserlo in futuro quando gli introiti dalle accise (+ IVA) sui carburanti diminuiranno.


Non sono affatto d'accordo, e la dimostrazione è che in Europa le vendite di auto elettriche sono almeno il triplo e non credo proprio che da noi ci siano casi d'uso molto diversi rispetto all'estero...

In Italia siamo ai primi posti al mondo per analfabetismo funzionale e tra gli ultimi per vendite BEV, le persone in Italia anche quando nelle condizioni perfette per un'auto elettrica fanno scelte diverse.. Anche quando i carburanti salgono del 20% in una notte, del 40% in un mese le persone continuano a dire "me ne farò una ragione" o "farò un viaggio in meno" o "tanto sempre 20€ metto".

Le accise sulla ricarica elettrica ci sono già sotto forma di oneri di sistema e sono altissime:
https://insideevs.it/news/753532/ac...uto-elettriche/

Quello che "dimentichi" è che l'energia elettrica può essere autoprodotta: pensiline autobus dotate di pannelli fotovoltaici possono ridurre in modo molto interessante i costi di ricarica. Gli hub di ricarica più grandi e con più spazio si stanno già dotando di pannelli ed accumulatori, la stessa cosa possono fare le rimesse per gli autobus.
Darkon03 Maggio 2026, 11:31 #6
Originariamente inviato da: s12a
Gli autobus urbani sono l'applicazione ideale per l'elettrico, con spazio a volontà per le batterie (che non dovranno necessariamente essere di ultima generazione e dunque particolarmente costose), percorsi unicamente a corto raggio programmati, ricarica in deposito a fine giornata tutti i giorni.

Non è questione di essere "analfabeti funzionali" quando non si ha la possibilità o volontà di sottostare a tali limitazioni. E se ricaricare le batterie per il momento costa relativamente poco, non è detto che continuerà ad esserlo in futuro quando gli introiti dalle accise (+ IVA) sui carburanti diminuiranno.


E che cambia? Ammesso che prima o poi spostino 1 a 1 le tasse sull'elettrico intanto uno si è evitato di pagarle nel frattempo e dopo ricomincia a pagare quello che comunque avrebbe pagato con la differenza che se hai un fotovoltaico (non tutti certo, ma alcuni sì hai energia autoprodotta.

Nel frattempo ho un'auto che, salvo quei pochi che fanno viaggi assurdi e da masochisti, mi fa tutto quello che mi serve con una potenza esagerata e senza le menate del termico che solo di tagliandi sull'auto che possiedo avrò speso 4/5k€ bene che va.

Io guarda sinceramente appena quella che ho mi lascia a piedi e posso rottamarla prenderò sicuro al 100% un elettrico anche perché a dir tanto ma proprio a dir tanto potrò fare un viaggio da 200km all'anno poi per me diventa una tortura che a prescindere dall'auto salvo essere obbligato evito.
Ripper8903 Maggio 2026, 11:40 #7
Originariamente inviato da: softkarma
La dura realtà: l'elettrico ha un costo di totale di gestione minore e consente risparmi sostanziali nelle tratte urbane.

Non interessano a nessuno i costi.
L'importante è spostare l'inquinamento, non è manco necessario ridurlo.

Il problema dell'italia è proprio questo.
AUTOBUS ! mezzi che rimangono impantanati nel traffico e creano ingorghi e di conseguenza aumentano l'inquinamento delle auto.

La soluzione sono i mezzi su binari con corsie dedicate, ossia tram, metrotramvie e metropolitana.
L'autobus è un mezzo di collegamento per le aree che non coprono queste ultime.

Al posto di creare le "zone ciclabili" della cippa
s12a03 Maggio 2026, 12:33 #8
Originariamente inviato da: Darkon
E che cambia? Ammesso che prima o poi spostino 1 a 1 le tasse sull'elettrico intanto uno si è evitato di pagarle nel frattempo e dopo ricomincia a pagare quello che comunque avrebbe pagato con la differenza che se hai un fotovoltaico (non tutti certo, ma alcuni sì hai energia autoprodotta.

Nel frattempo ho un'auto che, salvo quei pochi che fanno viaggi assurdi e da masochisti, mi fa tutto quello che mi serve con una potenza esagerata e senza le menate del termico che solo di tagliandi sull'auto che possiedo avrò speso 4/5k€ bene che va.

Io guarda sinceramente appena quella che ho mi lascia a piedi e posso rottamarla prenderò sicuro al 100% un elettrico anche perché a dir tanto ma proprio a dir tanto potrò fare un viaggio da 200km all'anno poi per me diventa una tortura che a prescindere dall'auto salvo essere obbligato evito.


Fra costi di acquisto automobile maggiorati solo perché è elettrica e costi di un impianto fotovoltaico autonomo di dimensione sufficientemente elevata (e con accumulo) per ricaricarla solo con l'energia autoprodotta, ce ne vorrà a viaggiare per recuperare l'investimento. E non tutti, specie chi abita in città, possono permettersi di avere di un impianto FV autonomo con posto auto riservato ed allacciamento elettrico.

Se non hai problemi in questo senso, buon per te, ma questa situazione non credo rappresenti le condizioni dell'automobilista Italiano medio. https://aci.gov.it/comunicati-stampa/annuario-statistico-2025-tutti-i-numeri-delle-auto-in-italia/"]L'età media del parco circolante in Italia è di 13 anni[/URL]. Quasi due terzi delle abitazioni Italiane non ha un posto auto privato, e questa percentuale sale notevolmente nelle grandi città.

Prova a chiedere a chi gira ancora con automobile di almeno 10-15 anni parcheggiata per strada se è disposto pure a pianificare le poche gite fuoriporta che può permettersi in base alla presenza o meno di colonnette elettriche e tempi di ricarica. Già non erano cosi tanti a volerlo fare con metano e GPL, nonostante prezzi e seccature inferiori.
tmviet03 Maggio 2026, 13:14 #9
Ma ma basta poi non rimangono inutilizzati.

Io continuo a vedere pullman che dire inquinano è un eufemismo.

Altra cosa i pullman che fanno servizio per i centri commerciali che a volte girano per solo 2 clienti...
Darkon03 Maggio 2026, 16:14 #10
Originariamente inviato da: s12a
Fra costi di acquisto automobile maggiorati solo perché è elettrica


I prezzi delle auto aumentano sempre a prescindere. Non c'entra niente elettrico o non elettrico. Se non ci fossero le elettriche avresti le termiche a prezzo maggiorato perché c'è la guerra X o l'evento Y.
In ogni caso spero bene che ognuno di noi compri l'auto in base alle proprie capacità e quindi si orienti su una fascia di prezzo consona a prescindere dal tipo di alimentazione altrimenti il problema è a monte.

e costi di un impianto fotovoltaico autonomo di dimensione sufficientemente elevata (e con accumulo) per ricaricarla solo con l'energia autoprodotta, ce ne vorrà a viaggiare per recuperare l'investimento.


Attualmente con i bonus che ancora ci sono il fotovoltaico non dico che lo metti gratis ma è un investimento veramente minimo. Senza contare che il fotovoltaico non ti incide solo sull'auto ma anche su minori consumi elettrici, di gas ecc... ecc...
Anche qua anche senza auto elettrica ho installato il massimo possibile dei kW che i miei spazi consentivano. Avessi spazio a sufficienza avrei messo anche 30+kWp.

E non tutti, specie chi abita in città, possono permettersi di avere di un impianto FV autonomo con posto auto riservato ed allacciamento elettrico.


Qua ognuno è padrone del proprio destino e non vedo perché dovrebbe essere un problema collettivo. Se scegli di vivere in città lo fai per avere alcune comodità e rinunciare ad altre. Ognuno si farà i suoi conti e decide dove vuole vivere.
Tra l'altro non credo che chi paga una follia per un appartamento in città abbia questi gran problemi a pagare i rifornimenti (che sia benzina, diesel o elettrico alla colonnina).
Se poi sei uno (in generale eh) che non ha risorse e vive in un loculo in città e che ha problemi anche a pagare un rifornimento penso che hai altre priorità di cui occuparti molto prima dell'auto e che comunque difficilmente a oggi compreresti una EV che sarebbe palesemente troppo costosa.

Se non hai problemi in questo senso, buon per te, ma questa situazione non credo rappresenti le condizioni dell'automobilista Italiano medio.


Se è per questo io sarei per una soluzione stile Giappone: per comprare un'auto devi avere posto auto di proprietà o in affitto altrimenti niente. E prima che sollevi obiezioni ti assicuro che se vai a Tokyo o nelle grandi città la densità demografica è altissima e i posti auto non è che siano tanti di più anzi probabilmente meno.
In Italia invece tra un po' invece che costruire città per gli esseri umani si fanno città per le auto dove ormai non cammini da nessuna parte, i parcheggi regolari e non hanno invaso qualsiasi spazio, non si respira e perfino a livello acustico non si vive più.

L'età media del parco circolante in Italia è di 13 anni[/URL]. Quasi due terzi delle abitazioni Italiane non ha un posto auto privato, e questa percentuale sale notevolmente nelle grandi città.


È l'ennesima riprova della scemenza generale. Ormai siamo invasi dalle auto. Una quantità abnorme e insensata. Auto che in certi casi non hanno nemmeno percorrenze rilevanti anzi... sarei pronto a scommettere che in tanti casi ci sono auto che a stento fanno 500Km a settimana. Il punto quindi non è continuare ad alimentare questo meccanismo ma semmai trovare il modo di diminuire drasticamente il numero di auto presenti.

Prova a chiedere a chi gira ancora con automobile di almeno 10-15 anni parcheggiata per strada se è disposto pure a pianificare le poche gite fuoriporta che può permettersi in base alla presenza o meno di colonnette elettriche e tempi di ricarica.


Praticamente è un po' come dire prova a chiedere al bambino se trova utile quando il genitore lo sgrida. Grazie al piffero che ti dice di no ma il ruolo del genitore in questo caso lo stato è fare quello che serve ed è utile fare e non accontentare il bambino che vuole strafogarsi nella cioccolata non capendo che prima o poi ne paga le conseguenze.

Già non erano cosi tanti a volerlo fare con metano e GPL, nonostante prezzi e seccature inferiori.


Non c'entra niente... metano e GPL erano seccature e basta. Non cambiavano niente se non per risparmiare qualcosa. Qua parliamo invece della necessità di un cambio generale di abitudini e di concetti di vita. Si tratta di educare al se non posso permettermelo devo fare a meno, del se devo muovermi di 5Km in città NON devo prendere l'auto (nemmeno elettrica eh) e così via.

Devi effettuare il login per poter commentare
Se non sei ancora registrato, puoi farlo attraverso questo form.
Se sei già registrato e loggato nel sito, puoi inserire il tuo commento.
Si tenga presente quanto letto nel regolamento, nel rispetto del "quieto vivere".

La discussione è consultabile anche qui, sul forum.
^