Firenze lotta con il parcheggio selvaggio di e-bike e monopattini in sharing: i turisti se ne fregano delle multe
di Massimiliano Zocchi pubblicata il 22 Agosto 2025, alle 12:23 nel canale Mobilità Elettrica
In estate a Firenze l'uso dei mezzi di micromobilità elettrica in sharing aumenta parecchio, e così anche i parcheggi in ogni dove, senza nemmeno rispetto per il Duomo
Firenze è una delle città italiane dove sono presenti più servizi di micromoblitià in sharing, ovvero e-bike e monopattini elettrici. Da sempre questi servizi hanno avuto un problema: il parcheggio libero. Molti infatti non sono servizi con stazioni di riferimento, ma i veicoli possono essere lasciati nel punto dove termina la corsa, in attesa che un altro utente ne abbia bisogno nelle vicinanze.
Ci sono ovviamente delle regole per il parcheggio, ma a volte gli utenti non rispettano queste indicazioni. Ed a Firenze, a quanto pare, questo problema si acuisce in estate, a causa del grande afflusso di turisti. Spesso chi visita la città ama muoversi con bici e monopattini, anche per contrastare il grande caldo ma, al moltiplicarsi dell'utilizzo si moltiplicano anche le infrazioni.
In città sono numerose le segnalazioni di e-bike o monopattini parcheggiati sui marciapiedi, a volte accatastati in malo modo, senza nemmeno lasciare spazio per il passaggio di pedoni o persone diversamente abili. Non solo, i mezzi in sharing si trovano anche su strisce pedonali, parcheggi per auto, e persino all'ombra del Duomo. Talvolta ostacolano i varchi delle ambulanze.

Il Comune, consapevole del problema, aveva studiato delle regole con i fornitori dei servizi, come Ridemovi per le e-bike, o Bit per i monopattini, ma il problema è che comunque queste regole non vengono sempre seguite, nonostante le multe da 5 a 50 euro che gli utenti rischiano.
Quando infatti un mezzo viene parcheggiato in modo inadeguato, scatta la sanzione per l'ultimo utente che ha usufruito che quello specifico veicolo. Però, come spiega Alessandro Felici di Ridemovi, molti degli utenti indisciplinati sono turisti, che dopo pochi giorni tornano a casa. La multa in teoria è automatica, essendo caricata una carta di credito nel profilo, ma chi poi se ne va dalla città la considera una spesa accettabile, e la situazione non migliora.
Anche Michele Francione, di Bit, conferma la situazione, con gli utenti fiorentini, o italiani in generale, che pare siano più disciplinati dei turisti stranieri.










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22 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoe le bici e i monopattini che non sono parcheggiati correttamente dovrebbero essere non prenotabili via software
così le persone (la maggior parte) avrebbero tutto l'interesse a posteggiarli correttamente e se uno che vuole usufruirne ne trova uno fuori posto lo porta lui allo stallo per poterlo prenotare
se lo facessero tutti comincerebbero a pretendere il parcheggio in stalli appositamente predisposti, anziché buttarli dove gli pare.
Soluzione: aumentarle di dieci volte. Non serve l'IA per capirlo.
Non funzionerá ancora? Bene, alla terza multa, l'utente viene bannato da tutti i servizi di sharing europei.
La veritá é che multe e ban agli utenti, ai gestori non piacciono per niente in quanto possono allontanare il cliente dal servizio, quindi accettano l'inciviltá (ma chi ci rimette é la collettivitá
Questo modus operandi deve finire.
Questa potrebbe essere una buona idea... Però a Firenze c'è un numero impressionante di bici e monopattini a noleggio circolanti. Si potrebbe, con l'aiuto del Comune, trovare delle zone di " parcheggio " delimitate da un beacon, chi lascia il veicolo fuori da queste zone per più di tot minuti, non viene restituita la cauzione o scatta una sanzione.
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