Divieto ai voli a corto raggio: Austria e Francia tagliano le emissioni, ma l'impatto resta limitato
di Rosario Grasso pubblicata il 05 Agosto 2026, alle 15:56 nel canale Mobilità Elettrica
Austria e Francia hanno vietato i voli a corto raggio per favorire i treni e tagliare le emissioni. I dati mostrano cali del 22% e 16%, ma l'impatto resta limitato a poche rotte
Dopo anni di dibattiti, i dati confermano che i divieti sui voli a corto raggio in Austria e Francia hanno prodotto riduzioni misurabili delle emissioni, anche se l'impatto resta circoscritto a poche rotte. In Austria le emissioni del traffico aereo domestico sono scese del 22% tra 2023 e 2025; in Francia, le emissioni legate a Paris Orly hanno registrato un calo del 16% nello stesso periodo, con un trend in discesa costante dal maggio 2023, quando il divieto è entrato in vigore. I dati provengono da Climate Trace.
Come funzionano i divieti
In Austria, il pacchetto di salvataggio da 450 milioni di euro per Austrian Airlines è stato vincolato alla riduzione del 50% delle emissioni domestiche entro il 2030. La condizione pratica: eliminare i voli interni per cui esiste un'alternativa ferroviaria sotto le 3 ore. Il risultato è un divieto de facto attivo da luglio 2020, con rotte come Vienna–Salisburgo completamente soppresse.
In Francia, la legge sul clima del 2021 ha introdotto un divieto più stretto: niente voli diretti per tratte percorribili in treno in meno di 2 ore e 30 minuti, con l'obbligo di più corse giornaliere e possibilità di pernottamento. La Commissione Europea ha approvato solo tre rotte: Paris Orly–Bordeaux, Orly–Nantes e Orly–Lyon. Le stime governative indicano un risparmio di 55.000 tonnellate di CO₂ all'anno, pari al 2,6% delle emissioni dei voli domestici.
Quanto inquinano treno e aereo
Sostituire un volo short-haul con il treno non è solo una questione di comodità: le emissioni per passeggero crollano drasticamente. Un volo domestico emette circa 135 kg di CO₂ ogni 500 km, contro i 4 kg di un TGV. Studi recenti indicano riduzioni fino al 97% delle emissioni per tratta quando si passa dall'aereo al treno, a seconda della distanza.
Allo stesso tempo, benché i risultati austriaci e francesi siano promettenti, restano limitati: in Francia, le tre rotte vietate incidono per lo 0,3% delle emissioni dei voli in partenza dal territorio continentale. Climate TRACE stima che, se l'Europa adottasse su larga scala la sostituzione dei voli domestici sotto gli 800 km con il treno, si potrebbe tagliare il 40% delle emissioni domestiche del settore (~9 milioni di tonnellate di CO₂e all'anno). Estendendo la misura anche ai voli short-haul internazionali, il risparmio salirebbe a oltre 91 milioni di tonnellate, pari alle emissioni annuali di paesi come Portogallo o Grecia.
Non tutte le notizie vanno nella stessa direzione. Nel 2025, Lufthansa ha cancellato 20.000 voli short-haul considerati antieconomici e risparmiato circa 40.000 tonnellate di carburante. Ma sul corridoio Londra–Parigi le compagnie aeree stanno intensificando la concorrenza con Eurostar: nel 2026 sono previsti oltre 50 voli al giorno tra cinque aeroporti londinesi e due hub parigini, con easyJet che ha ripristinato la rotta Stansted–Charles de Gaulle e Air France che ha lanciato due collegamenti giornalieri Gatwick–CDG. Il venerdì, da aprile 2026, ci saranno circa 27 voli per senso contro i 18 treni Eurostar.
In Spagna, la liberalizzazione dell'alta velocità ferroviaria ha portato all'ingresso di nuovi operatori (Iryo, Ouigo, AVLO) e a un calo dei prezzi dei biglietti fino al 65%, ma il settore resta sotto pressione per il sottofinanziamento delle linee regionali e i ritardi cronici. Questo ha spinto alcune compagnie aeree a mantenere o espandere la capacità su rotte dove il treno non riesce a garantire affidabilità, e questo ha rallentato il passaggio dall'aereo al treno auspicato dalle politiche climatiche.










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3 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoAnche tenessero tutti gli aerei a terra l'inquinamento globale non cambierà
Anche tenessero tutti gli aerei a terra l'inquinamento globale non cambierà
La solita cazzata per giustificare il proprio negazionismo e inazione contro i cambiamenti climatici.
https://joint-research-centre.ec.eu...l-2025-09-09_en
L'unione europea è il 3-4 emettitore globale (dipende da quale sito leggi), fortunatamente con un trend in decrescita.
MA bisogna considerare che Cina e India producono molto per noi europei con una bilancia commerciale a favore dell'asia, quindi parte del loro inquinamento è colpa nostra.
Ma in fondo perché preoccuparsi? In questa estate siamo solo alla quarta ondata di calore ma "lo ha sempre fatto"
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