Allarme sui bus elettrici cinesi: centinaia di veicoli possono essere spenti da remoto. La Danimarca corre ai ripari
di Rosario Grasso pubblicata il 06 Novembre 2025, alle 14:31 nel canale Mobilità Elettrica
Le autorità danesi hanno avviato accertamenti dopo che è emerso che fornitori cinesi di autobus elettrici avrebbero accesso remoto ai sistemi di controllo dei mezzi, con possibili rischi di disattivazione in marcia. Indagini e misure tecniche sono in corso per ridurre la vulnerabilità
Le autorità dei trasporti in Danimarca hanno lanciato un'indagine urgente dopo aver appreso che centinaia di autobus elettrici prodotti in Cina dispongono di accessi da remoto ai sistemi di controllo, una possibilità che — secondo gli esperti — potrebbe teoricamente permettere la loro disattivazione durante il servizio.
Lallerta è scattata a seguito di verifiche avviate in Norvegia, dove l'operatore pubblico Ruter ha testato due veicoli in un ambiente isolato e ha riscontrato modalità di accesso remoto utilizzate dal fornitore per aggiornamenti software e diagnostica. Secondo il ceo di Ruter, Bernt Reitan Jenssen, i test hanno messo in luce rischi concreti che richiedono interventi coordinati tra autorità nazionali e locali. Lo riferisce il Guardian.
In Danimarca il problema è particolarmente sentito perché Movia, la più grande azienda di trasporto pubblico del Paese, gestisce 469 autobus elettrici, di cui 262 costruiti da Yutong. Il responsabile operativo di Movia, Jeppe Gaard, ha spiegato di essere stato recentemente informato che i veicoli elettrici — come molte auto elettriche — possono essere disattivati se i loro sistemi software sono esposti a Internet.
Tra le contromisure immediatamente identificate c’è la rimozione delle schede SIM dai mezzi, che interromperebbe la connettività remota; allo stesso tempo, questa opzione è stata scartata perché impatterebbe anche su altri servizi e sistemi necessari al funzionamento dell'autobus. Per questo motivo gli operatori stanno valutando soluzioni più mirate e aggiornamenti dei requisiti di sicurezza per i futuri acquisti.
Samsik, l'agenzia danese per la protezione civile e la gestione delle emergenze, ha confermato di essere stata contattata da Movia e ha specificato di non avere notizia di episodi concreti di disattivazione. L'agenzia ha tuttavia richiamato l'attenzione sul fatto che i veicoli moderni integrano sottosistemi con connettività e sensori (telecamere, microfoni, GPS) che possono costituire punti di vulnerabilità e richiedono valutazioni e linee guida aggiornate.
Dal canto suo Yutong ha difeso le proprie pratiche e ha dichiarato di rispettare le normative e gli standard dei Paesi in cui opera. L'azienda ha inoltre precisato che i dati dei terminali dei veicoli nell'UE sono ospitati in un data center Amazon Web Services a Francoforte e che tali dati vengono utilizzati per manutenzione e assistenza post-vendita, protetti da cifratura e controlli di accesso.
La scoperta ha acceso un dibattito politico e di sicurezza. Thomas Rohden, presidente della Danish China-Critical Society, ha attaccato la lentezza nel ridurre la dipendenza da forniture cinesi. Ha parlato di "un grosso problema" per la resilienza nazionale, soprattutto in un momento in cui il Paese cerca di rafforzarsi contro minacce ibride.
Le autorità norvegesi non hanno rilasciato commenti pubblici oltre a quelli già condivisi da Ruter, mentre in Danimarca si lavora a un mix di risposte: revisioni contrattuali, requisiti di sicurezza più stringenti per le prossime gare d'appalto e misure tecniche sulle flotte esistenti. Gli operatori insistono che la priorità è trovare soluzioni che riducano i rischi senza compromettere i servizi essenziali per i passeggeri.
La vicenda pone dubbi anche sulla sicurezza dei veicoli connessi e sulla catena di fornitura globale: non si tratta solo di un problema legato a un singolo produttore o Paese, ma di una sfida sistemica relativa a come dispositivi sempre più integrati e connessi vengono progettati, gestiti e regolamentati.
Per il momento le autorità danesi e norvegesi proseguiranno le verifiche e collaboreranno con enti tecnici e legali per definire misure di contenimento e aggiornare le raccomandazioni per gli operatori del trasporto pubblico.










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41 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoPure i mezzi della John Deere, per fare un esempio: se non paghi le rate restanti, te li spengono da remoto e non li avvii più.
Adesso ci si stupisce che il fornitore cinese abbia previsto un accesso tipo backdoor...
Sulle elettriche è più facile, ma è un problema di tutti i sistemi connessi a internet.
Follia...
gli unici cretini sono quelli che pensano sia un problema delle auto elettriche.
Riguarda pure le termiche, gli aspirapolveri-robot, le smart-tv, lavatrici, casse audio, frigoriferi ecc ecc, e ovviamente gli smartphone.
Tutti gli apparecchi connessi raccolgono info su chi sei e cosa fai, e le trasmettono al produttore. Che se vuole limita l'apparecchio nelle funzionalità, o proprio lo disattiva del tutto perchè hanno deciso che ne devi comprare uno nuovo.
E non sono fantasie, sono cose che succedono ogni giorno da alcuni anni, non solo su prodotti cinesi e non solo su roba economica.
Nessun accesso backdoor, semplicemente sono arrivati ora a pensare che la connessione per gli aggiornamenti software poteva essere usata anche per altro. Più o meno come con l'aspirapolvere, il frigo, i trattori, gli F35, i pc, gli smartphone e qualunque cosa connessa in cui il produttore è autorizzato ad intervenire sul software. Meglio tardi che mai.
Pure i mezzi della John Deere, per fare un esempio: se non paghi le rate restanti, te li spengono da remoto e non li avvii più.
Adesso ci si stupisce che il fornitore cinese abbia previsto un accesso tipo backdoor...
Infatti è così e anche da diverso tempo... Nulla di nuovo all'orizzonte!!
Riguarda pure le termiche, gli aspirapolveri-robot, le smart-tv, lavatrici, casse audio, frigoriferi ecc ecc, e ovviamente gli smartphone.
Tutti gli apparecchi connessi raccolgono info su chi sei e cosa fai, e le trasmettono al produttore. Che se vuole limita l'apparecchio nelle funzionalità, o proprio lo disattiva del tutto perchè hanno deciso che ne devi comprare uno nuovo.
E non sono fantasie, sono cose che succedono ogni giorno da alcuni anni, non solo su prodotti cinesi e non solo su roba economica.
Il problema è più grande se a spiare sono i tuoi competitor che vivono sotto una dittatura...Specie se stanno pensando di conquistare il tuo territorio..
Oggi sono i cinesi, domani magari saranno i russi..
Le "backdoor" sono note e le conoscevo su alcuni hardware quando ero più avvezzo alla programmazione , quindi io non mi stupisco.
La storia della "scadenza programmata" di un prodotto la sento dai tempi in cui Sony entrava nel nostro mercato con TV e videoregistratori..E forse non era solo "storia"...
Comunque vedo che qui si giubila sempre per la paccottiglia, bsta abbia una batteria!
La prima cosa che uno deve pensare quando compra un autobus è "ma me lo possono spegnere da remoto?" Se non ci pensa, è colpa sua (aricit.)
Ah perché una Tesla non te la possono spegnere da remoto?
La guerra contro i mulini a vento.
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