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9.315 cicli e non si ferma: la batteria al litio metallico che promette di riscrivere le regole

di pubblicata il , alle 14:13 nel canale Mobilità Elettrica 9.315 cicli e non si ferma: la batteria al litio metallico che promette di riscrivere le regole

Pure Lithium ha testato in laboratorio una cella Advanced Anode capace di superare 9.315 cicli di carica-scarica senza perdita apprezzabile di capacità, un risultato che potrebbe aprire nuove strade per veicoli elettrici, data center e reti elettriche

 

Pure Lithium Corporation, azienda di Chicago specializzata in accumulatori di nuova generazione, ha annunciato di aver superato in laboratorio quota 9.315 cicli di carica e scarica con la propria cella Advanced Anode, un risultato ottenuto mantenendo un tasso di carica/scarica di 1C e una profondità di scarica del 100%. Il dato è particolarmente significativo perché la cella non ha mostrato un calo apprezzabile della capacità e, secondo l'azienda, continua tuttora a essere sottoposta a cicli nei laboratori interni. Per un confronto diretto, le batterie agli ioni di litio oggi disponibili sul mercato coprono un intervallo compreso tra 250 e 2.000 cicli a seconda della chimica adottata e dell'uso a cui sono destinate: il nuovo primato di Pure Lithium supera quindi di oltre quattro volte anche i valori più alti finora raggiunti dalla concorrenza a base di grafite.

Perché il litio metallico è così difficile da commercializzare

Il litio metallico è considerato da tempo il materiale ideale per l'anodo delle batterie del futuro: rispetto alla grafite tradizionale offre una densità energetica fino a dieci volte superiore, e la sua adozione potrebbe in teoria raddoppiare la capacità energetica di una cella riducendone contemporaneamente peso e costi. Il problema principale è sempre stato però la scarsa durata nei cicli di utilizzo, poiché le ripetute cariche e scariche tendono a degradare rapidamente la struttura del metallo, limitandone l'impiego a nicchie applicative ad altissima energia specifica. Per superare questo ostacolo, Pure Lithium non si è limitata a intervenire su un singolo componente ma ha ridisegnato l'intero processo produttivo della cella, dall'anodo all'elettrolita, fino all'architettura della batteria e alla filiera dei materiali.

Pure Lithium

Dalla ricerca al possibile impatto sul costo dell'energia

Il balzo in avanti rispetto ai risultati precedenti è netto: appena a gennaio 2025 la stessa tecnologia Advanced Anode aveva raggiunto poco più di 2.200 cicli, mantenendo comunque oltre l'80% della capacità originale su un anodo progettato per soli 1.000 cicli di vita utile. Secondo Emilie Bodoin, fondatrice, presidente e CEO di Pure Lithium, la durata dei cicli è il fattore che pesa di più sul costo livellato dell'energia immagazzinata (LCOS), e i nuovi risultati potrebbero abbattere questo parametro fino al 75%. Una prospettiva che apre scenari interessanti non solo per i veicoli elettrici, ma anche per data center e sistemi di accumulo su scala di rete, dove la longevità delle batterie incide direttamente sulla sostenibilità economica degli impianti.

La strategia industriale di Pure Lithium

Dal sito ufficiale dell'azienda emergono ulteriori dettagli sulla strategia produttiva alla base di questi progressi. Pure Lithium si definisce la prima azienda del settore verticalmente integrata, capace cioè di produrre in proprio sia l'anodo in litio metallico sia la cella finale, eliminando passaggi intermedi, trasporti e margini di terze parti. Il portafoglio tecnologico, sostenuto da oltre 150 brevetti e domande di brevetto, comprende già una batteria Gen-1 a litio ferro fosfato (LFP) capace di superare i 6.500 cicli con una densità energetica di 300 Wh/kg, e una Gen-2 a base di vanadio che spinge la densità fino a 425 Wh/kg con maggiore stabilità termica. Le celle sono inoltre prive di grafite, nichel, cobalto e manganese, prodotte con materiali reperiti in Nord America: una scelta che l'azienda presenta come funzionale a ridurre la dipendenza dalle catene di fornitura cinesi e l'impatto ambientale legato ai trasporti internazionali dei materiali.

1 Commenti
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io78bis27 Agosto 2026, 20:55 #1
Un'altra DonutLab ?

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