Waymo sbarca a Monaco di Baviera: le corse senza conducente arrivano davvero in Europa
di Massimiliano Zocchi pubblicata il 26 Agosto 2026, alle 13:01 nel canale Mercato Green
Waymo conferma Monaco di Baviera come sua seconda città europea, con corse autonome commerciali previste per fine 2027: un passo concreto verso la diffusione reale della guida senza conducente nel Vecchio Continente
Dopo mesi di annunci e attese, Waymo fa sul serio: la società di Alphabet ha confermato che Monaco di Baviera sarà la sua seconda città europea, con l'obiettivo di aprire il servizio di robotaxi al pubblico entro la fine del 2027. Non si tratta di un altro proclama sulla mobilità del futuro, ma di un piano concreto che parte già nelle prossime settimane, quando i primi veicoli Waymo inizieranno a circolare per le strade bavaresi guidati manualmente, allo scopo di mappare in alta definizione la rete stradale locale. Solo in un secondo momento, con specialisti a bordo per supervisionare il sistema, si passerà ai test in modalità autonoma vera e propria. È la dimostrazione che la guida autonoma commerciale non è più un esperimento confinato agli Stati Uniti, ma una tecnologia che si sta radicando concretamente anche nel Vecchio Continente, proprio mentre Waymo accelera la sua espansione globale toccando contemporaneamente Tokyo, Nashville, Denver, Las Vegas e New York.
Perché Monaco e non un'altra città
La scelta di Monaco non è casuale: la città è la culla di BMW, si trova a un'ora da Stoccarda (sede di Mercedes-Benz) e non lontano da Cariad, la divisione software di Volkswagen. È un cuore industriale dell'automotive europeo, ed è anche per questo che le autorità locali hanno accolto la notizia con un certo entusiasmo. Il Governo federale tedesco, attraverso il segretario di Stato Christian Hirte, ha sottolineato come il quadro normativo tedesco sia già pronto ad accogliere la guida autonoma di Livello 4, presentando l'arrivo di Waymo quasi come una convalida della strategia legislativa nazionale. Dalla Baviera, il capo della Cancelleria di Stato Florian Herrmann ha spinto per un passaggio rapido dai test all'operatività reale, promettendo meno burocrazia e più velocità nell'adozione. Un contesto molto diverso da quello londinese, dove Waymo aveva annunciato l'arrivo a ottobre 2025 puntando al lancio nel 2026, ma dieci mesi dopo il servizio commerciale non è ancora partito per le lungaggini regolatorie di Transport for London.

I numeri della sicurezza
Il punto su cui Waymo insiste più di ogni altro, però, è la sicurezza. L'azienda rivendica oggi oltre 20 milioni di corse completate e centinaia di migliaia di viaggi commerciali ogni settimana, un volume di attività che pochi concorrenti al mondo possono vantare. Ma è il dato sui chilometri percorsi in modalità completamente autonoma a impressionare di più: più di 350 milioni di chilometri (circa 218 milioni di miglia) raccolti finora, una mole di dati che permette a Waymo di sostenere con una certa solidità le sue statistiche. Secondo l'azienda, il suo sistema registra 16 volte in meno incidenti con feriti gravi rispetto ai conducenti umani, 14 volte in meno collisioni con pedoni che causano lesioni e 6 volte in meno incidenti con ciclisti feriti. Sono numeri persino più alti di quelli citati appena un anno fa per il lancio londinese, un segnale che più il sistema accumula esperienza su strada, più il margine di sicurezza percepito si amplia.
Un laboratorio a cielo aperto per l'Europa
Resta da capire quanto Monaco possa davvero fare da apripista per il resto d'Europa. Waymo ha già registrato una filiale tedesca, Waymo Germany GmbH, con sede nell'ufficio di Google in città, e negli ultimi mesi ha aperto sedi anche in Francia, Spagna, Paesi Bassi e Svizzera, segno di un'espansione che non si ferma alla sola Germania. Non è stato ancora indicato un partner per la gestione della flotta locale, un dettaglio che invece a Londra era stato affidato a Moove. Con Uber e Momenta che già testano sistemi di Livello 4 nella stessa area, Monaco si candida a diventare un piccolo laboratorio a cielo aperto per la guida autonoma europea, dove il confronto tra tecnologia, regolazione e industria automobilistica locale potrebbe finalmente far emergere se le corse senza conducente sono pronte per il mercato del Vecchio Continente o se restano, per ora, una promessa a lungo termine.










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6 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoLa guida autonoma, soprattutto in italia (
Un po' come avviene all'estero, dove per ora i taxi completamente autonomi vengono fatti girare solo in una manciata di grosse città.
Anche perché gli Stati Uniti hanno spazi immensi a disposizione, e quindi le strade sono generalmente larghe, poco pendenti e facili da gestire.
In Italia probabilmente l'intelligenza artificiale dovrà essere riadattata per gestire le nostre strade, che a volte hanno pendenze impossibili ed una sola corsia anche all'interno delle città (penso ad esempio alle strade che abbiamo qui in Liguria).
A Sanremo dai miei genitori c'è una strada tortuosa, con una pendenza che arriva a 45° e larga come una macchina, che scende verso un ponte che attraversa un torrente in fondo alla valle e poi risale sull'altra collina.
Un po' prima di arrivare all'inizio della discesa devi guardare sull'altro lato della valle per vedere se sta arrivando qualcuno, e nel caso fermarti ed aspettare che l'altra macchina passi.
Se non lo fai rischi di doverti fermare a metà discesa/salita, e in quel caso chi sta salendo deve fare retromarcia in mezzo alle curve (chi sta scendendo non ci riuscirebbe a fare retromarcia a causa della salita troppo ripida) e raggiungere lo slargo presente vicino al ponte per far passare l'altra auto.
Sono abbastanza sicuro che un'eventuale intelligenza artificiale non riuscirebbe a gestire questa casistica, e sarebbe necessario l'intervento di un operatore da remoto.
Spero tu stia scherzando: quando di tanto in tanto torno in baviera dove sono nato, anche lì non vedo la perfezione, ma cristo siamo lontano anni luce da quello che si vede in italia (anche solo per segnaletica vecchia, a volte sbagliata, a volte illeggibile, strade senza illuminazione o penosa, tipologia di guidatori simil merde, come quelli che guardano il cellulare mentre guidano, cosa ben più frequente in italia, dossi non segnalati e spesso con altezza irregolare, semafori che non funzionano e a volte non funzionano "apposta" e bla bla) e ti sto parlando del nord italia, se vai a Napoli e Roma sembra di essere in una giungla di variabili impazzite che rendono l'attuale guida "autonoma" molto, ma molto più rischiosa in italia.
Scusa, mi riferivo solo alla frase "venga limitata a percorsi specifici" (per far prima avevo quotato tutto il messaggio): per ora i taxi a guida completamente autonoma girano solo all'interno di alcune città specifiche, e non possono uscirne.
Il Cybercab di tesla se non erro gira solo ad Austin, le Waymo invece girano in 11 città, ed in futuro dovrebbero espandersi in altre 20 città, ma comunque sempre all'interno di percorsi limitati.
Prima che una macchina a guida autonoma possa girare ovunque anche solo all'interno degli Stati Uniti penso saranno necessari ancora decenni di sviluppo (sopratutto nel caso delle Tesla che non usano neanche il lidar e si basano unicamente sull'analisi delle immagini).
In Cina i robotaxi sono presenti in 50 città e hanno costi dalle 3 alle 5 volte inferiori a quelli della Waymo: perchè non farci un pensierino, magari anche per provarli?
Tanto neppure quelli della Waymo sono europei...
Dobbiamo sempre dare il fondoschiena agli USA?
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