Tensione tra Nexperia e la controllata cinese: dubbi su qualità e autenticità dei chip

di pubblicata il , alle 14:11 nel canale Mercato Green Tensione tra Nexperia e la controllata cinese: dubbi su qualità e autenticità dei chip

Nexperia ha pubblicato un aggiornamento sul braccio di ferro tra Europa e Cina che coinvolge la società olandese, di proprietà del gruppo cinese Wingtech. L'azienda denuncia la perdita di controllo sulle attività cinesi e ha sospeso l'invio di wafer, ma auspica una ricomposizione della vicenda.

 

Nelle scorse ore Nexperia ha diffuso un aggiornamento ufficiale sul caos che la vede al centro di un vero braccio di ferro tra Europa e Cina - ma con gli Stati Uniti sullo sfondo. Come noto, l'Olanda ha "nazionalizzato" l'azienda di proprietà cinese con un intervento volto a proteggere la sicurezza economica nazionale ed europea. Da lì è scaturita una tensione che ha messo a durissima prova la filiera produttiva delle auto europee.

In una nota, l'azienda controllata dal gruppo cinese Wingtech Technology, ha ribadito il proprio impegno verso la trasparenza, la continuità operativa e la tutela dei clienti e partner in tutto il mondo.

Nexperia, inoltre, accoglie con favore la sospensione per un anno da parte delle autorità statunitensi della cosiddetta Affiliate Rule, che avrebbe potuto estendere i controlli sulle esportazioni anche a società di proprietà, per almeno il 50%, di entità inserite nella US Entity List. La norma avrebbe potenzialmente impattato Nexperia, in quanto interamente controllata da Wingtech, inserita nella lista nel dicembre 2024.

La società ha inoltre espresso soddisfazione per l'impegno della Cina a ripristinare le esportazioni dalla fabbrica Nexperia e dai propri subappaltatori locali, facilitando così il flusso globale di chip "legacy" fondamentali per diversi settori. Restano in attesa di ulteriori dettagli sulle modalità operative di questa riapertura.

Nonostante questi segnali positivi, Nexperia segnala gravi criticità nella gestione delle proprie entità cinesi, che - secondo la società - non starebbero più operando sotto il consueto quadro di governance aziendale, ignorando le istruzioni legittime del management globale con sede nei Paesi Bassi.

Dal 13 ottobre Nexperia afferma di non poter più garantire la tracciabilità, la qualità e l'autenticità dei prodotti fabbricati in Cina, né la protezione della proprietà intellettuale coinvolta. Il 29 ottobre l'azienda ha quindi sospeso l'invio di nuovi wafer verso gli impianti cinesi, dopo che Nexperia China avrebbe rifiutato i pagamenti per le forniture ricevute.

Tra le irregolarità segnalate figurano la sottrazione dei sigilli societari, l'apertura non autorizzata di conti bancari e la diffusione di comunicazioni false a clienti e fornitori, azioni che Nexperia definisce "non isolate".

Pur confermando l'interruzione dei flussi verso la Cina, Nexperia specifica di non aver fermato completamente la distribuzione di wafer e di essere al lavoro per attivare catene di fornitura alternative. Tutti gli altri impianti, in Europa e nel resto dell'Asia, continuano a operare regolarmente, con produzione conforme agli standard qualitativi e tecnologici della società.

I prodotti realizzati al di fuori della Cina sono dichiarati pienamente autentici, conformi alle specifiche e basati su wafer originali Nexperia.

In risposta a voci e speculazioni sulla leadership, Nexperia ha confermato che Zhang Xuezheng (Wing) è stato sospeso dalla carica di CEO in seguito alla decisione della Enterprise Chamber olandese del 7 ottobre 2025. Inoltre, quasi tutti i diritti di voto sulle azioni di Nexperia, detenuti indirettamente da Wingtech, sono stati trasferiti sotto la gestione di un amministratore indipendente. Qualsiasi affermazione contraria è stata definita "infondata".

Nexperia dichiara infine di operare nel pieno rispetto dell'ordine del governo olandese volto a proteggere la capacità produttiva e il know-how strategico europeo. Il provvedimento, della durata massima di un anno, impone l'approvazione governativa per decisioni strategiche come la riallocazione di divisioni o la rimozione di dirigenti, senza interferire con la produzione ordinaria.

La società auspica un rapido ritorno alla normalità e ribadisce la volontà di mantenere una presenza industriale significativa in Cina, dove le attività di Dongguan restano centrali nella strategia di lungo periodo del gruppo.

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