Porsche vende Bugatti: il marchio di Molsheim passa a fondi americani e del Golfo
di Rosario Grasso pubblicata il 24 Aprile 2026, alle 15:11 nel canale Mercato Green
Porsche cede il 45% di Bugatti Rimac e il 20,6% di Rimac Group a un consorzio guidato da HOF Capital con BlueFive Capital come principale investitore. Si chiude così il capitolo tedesco del marchio francese, aperto da Ferdinand Piëch nel 1998
Dopo quasi trent'anni, il gruppo Volkswagen taglia definitivamente i ponti con Bugatti. Porsche AG ha annunciato la cessione del suo 45% in Bugatti Rimac e del 20,6% in Rimac Group a un consorzio guidato da HOF Capital, società di investimento newyorkese con oltre 10 miliardi di dollari in gestione, con BlueFive Capital come principale finanziatore e un gruppo di investitori istituzionali statunitensi ed europei. L'accordo è stato firmato il 24 aprile 2026; il perfezionamento è atteso entro la fine dell'anno, subordinato alle approvazioni regolamentari.
L'operazione e la struttura post-closing
La joint venture Bugatti Rimac era nata nel 2021: Volkswagen cedeva il 100% della Casa di Molsheim in cambio del 45% dell'impresa congiunta, trasferendo poi quella quota alla controllata Porsche, già presente nell'azionariato di Rimac Group grazie a una partnership risalente al 2018. Quanto all'ingresso di Volkswagen in Bugatti, risale invece al 1998, anno in cui Ferdinand Piëch riportò in vita il marchio di Molsheim.
Con la nuova operazione, Porsche esce completamente dal perimetro Rimac. Al closing, Rimac Group assumerà il controllo operativo di Bugatti Rimac e stringerà una partnership strategica con HOF Capital e BlueFive Capital. HOF Capital entrerà anche come principale azionista di Rimac Group, al fianco del fondatore e CEO Mate Rimac. I termini finanziari rimangono riservati, anche se già a fine 2025 Bloomberg aveva stimato una valutazione superiore al miliardo di euro.
BlueFive Capital, con sede ad Abu Dhabi, è guidata da un ex manager di Investcorp; mentre HOF Capital è stata co-fondata da un esponente della famiglia egiziana Sawiris. L'ingresso di questi capitali mediorientali e americani nella galassia Bugatti segna un passaggio netto: il marchio di Molsheim lascia definitivamente l'orbita tedesca in cui era stato riportato in vita da Ferdinand Piëch nel 1998.
La dismissione si inserisce in un periodo di forte stress finanziario per Porsche AG, già sotto pressione per i tagli ai costi a livello di gruppo. Le azioni del costruttore di Zuffenhausen hanno ceduto l'1,6% nelle prime contrattazioni dopo la notizia. Da tempo, nell'industria, si discuteva di una possibile uscita tedesca da Bugatti: il nodo era sia strategico con la tensione fra il DNA elettrico di Rimac e le scelte tecniche della nuova Tourbillon sia finanziario, considerati gli enormi costi di sviluppo di ogni nuovo modello Bugatti.
La Tourbillon, prima hypercar completamente nuova del brand dopo la fusione con Rimac, monta un V16 da 8,3 litri abbinato a tre motori elettrici, con un prezzo di partenza di 4,6 milioni di dollari. È proprio attorno al suo successore che si concentra ora l'interrogativo principale: chi finanzierà la prossima generazione? Con Rimac al comando operativo e nuovi investitori finanziari alle spalle, la risposta dipenderà in larga parte dalla capacità del gruppo croato di attrarre capitali. Per approfondire l'evoluzione di Bugatti Rimac sin dalle origini della joint venture, è utile rileggere come nacque l'accordo nel 2021.










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