Nuove tasse su caldaie e benzina, l'idea della UE per sistemare i conti
di Massimiliano Zocchi pubblicata il 14 Agosto 2025, alle 14:17 nel canale Mercato Green
Il sistema per lo scambio di quote di emissioni di CO2 potrebbe intaccare anche il settore edilizio e dei trasporti, per più di 700 miliardi di euro
A Bruxelles si studia come utilizzare l'ETS2 (Emission Trading System 2) per raccogliere nuove tasse dal settore edilizio e dei trasporti. In pratica i riscaldamenti domestici a caldaia e l'uso dei veicoli a combustione verrebbero gravati da nuovi costi. Ecco come funzionerebbe.
I fornitori di combustibili fossili dovrebbero acquistare delle quote di emissione per compensare la CO2 generata dai sistemi in cui vengono bruciati i loro prodotti, e questi costi potrebbero ricadere sul prezzo dei combustibili stessi, ovvero sui cittadini. Al tempo stesso le aziende più virtuose potrebbero invece vendere dei crediti, come in altri settori, guadagnando un vantaggio competitivo.
Un sistema che, se confermato, entrerà in vigore nel 2027, un anno prima dell'inizio del nuovo bilancio pluriennale dell'Unione. La mossa è necessaria, secondo la Commissione Europea, per coprire alcuni buchi di bilancio. La raccolta, con il metodo decritto, potrebbe superare i 700 miliardi di euro, tra il 2027 e il 2035.

All'interno della Commissione stessa, però, i pareri non sono unanimi, poiché si teme una ricaduta eccessiva sui costi per i cittadini. Secondo alcune stime, la grande domanda di quote per la CO2 potrebbe far salire il prezzo fino a 149 euro per tonnellata, con un aumento conseguente dei prezzi del riscaldamento domestico del 41%. Anche la benzina avrebbe aumenti significativi.
Da Bruxelles assicurano che c'è attenzione per evitare che ciò accada, e paradossalmente una parte stessa degli incassi, 86 miliardi di euro, verrebbe usata per istituire un fondo sociale a favore di efficientamento degli edifici, di decarbonizzazione del riscaldamento, e del ricambio dei trasporti a favore delle zero emissioni. In pratica: anche se il prezzo sale, meno consumi significano costi non aumentati. Un meccanismo che non convince più parti politiche, ed alcuni Stati membri in particolare.










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89 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infofate un po' voi...
fate un po' voi...
In effetti, sempre peggio per i cittadini, vessati e spolpati in nome di questa Unione Europea che è palesemente incapace di rendere competitivi i paesi membri rispetto allo strapotere USA, CINA (questi ultimi invece se ne fregano di questi balzelli arricchendosi sulle ns spalle).
fate un po' voi...
Seriamente iddio li fulmini
L'Europa, e in particolar modo l'Italia, sono sempre piu un luogo dove andare SOLO in vacanza.
Se solo avessi quel briciolo di voglia in piu di osare e lasciare tutto, andrei via con tutta la famiglia.
Speriamo stavolta non passi.
Il cagotto a fischio ve de pijà, in autostrada e con le portiere bloccate.
Strano, non succede mai. E intanto Cina e stati uniti salutano con la manina.
Criminali.
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