Nexperia, tra Olanda e Cina divampa ancora lo scontro: nuovi problemi per l'industria dell'auto?

di pubblicata il , alle 11:21 nel canale Mercato Green Nexperia, tra Olanda e Cina divampa ancora lo scontro: nuovi problemi per l'industria dell'auto?

Lo scontro tra Nexperia Europa e la divisione cinese si intensifica tra accuse sull'accesso ai sistemi IT, governance aziendale e continuità produttiva. Pechino avverte del rischio di una nuova crisi globale dei semiconduttori mentre Nexperia China avvia la produzione autonoma di chip per ridurre la dipendenza dalla casa madre.

 

La disputa tra Olanda e Cina sul controllo di Nexperia, ufficialmente nelle mani della cinese Wingtech, rischia di trasformarsi in un nuovo fattore di instabilità per la filiera globale dei semiconduttori, in particolare per il settore dell'automotive. Sembrava un argomento del passato, ma le tensioni tra la sede nei Paesi Bassi e quella cinese si sono riaccese negli ultimi giorni, con accuse reciproche che coinvolgono la gestione del reparto IT, il controllo societario e la continuità produttiva.

Il ministero del Commercio cinese ha avvertito che il conflitto potrebbe persino provocare una nuova crisi globale della supply chain dei semiconduttori, richiamando quanto accaduto nell'ottobre scorso quando i controlli sulle esportazioni di chip Nexperia prodotti in Cina avevano provocato disagi alla produzione automobilistica internazionale.

La divisione cinese dell'azienda ha dichiarato che il 3 marzo la sede europea avrebbe disattivato gli account informatici dei dipendenti locali, impedendo l'accesso ai software aziendali e ostacolando alcuni processi produttivi. In particolare, secondo Nexperia China, il blocco avrebbe interferito con il flusso gestionale SAP utilizzato per coordinare gli ordini e la produzione dei wafer forniti dai clienti.

La società ha affermato di aver attivato un piano di emergenza per ripristinare le operazioni e che la maggior parte delle attività è stata successivamente riavviata, mantenendo almeno la produzione di base e cercando di limitare l'impatto sulle consegne future.

La sede europea di Nexperia ha però contestato queste affermazioni, sostenendo che le misure adottate rientrano nella normale gestione dell'infrastruttura IT e nelle policy di sicurezza aziendali. Secondo l'azienda, nessun sistema di produzione sarebbe stato bloccato e eventuali effetti collaterali sarebbero stati risolti in poche ore.

Nella propria ricostruzione, Nexperia (Olanda) ha dichiarato che il management cinese avrebbe avviato già nel quarto trimestre del 2025 una separazione non autorizzata dell'ambiente IT, introducendo piattaforme di collaborazione non approvate, creando indirizzi email alternativi e trasferendo oltre 100 computer e laptop su domini di rete esterni all'infrastruttura aziendale.

Secondo la sede olandese, queste operazioni avrebbero portato i sistemi informatici della divisione cinese fuori dal perimetro di governance e sicurezza dell'azienda, rendendo necessario l'intervento per proteggere i dati e la conformità normativa. La filiale asiatica, al contrario, sostiene che le difficoltà operative siano direttamente collegate alle decisioni della casa madre.

Il conflitto affonda le radici nelle tensioni geopolitiche tra Europa e Cina. Nel 2025 il governo dei Paesi Bassi è intervenuto nella governance di Nexperia – azienda di proprietà del gruppo cinese Wingtech Technology – imponendo un management europeo per limitare il trasferimento di attività industriali verso la Cina.

Dopo l'intervento statale, la struttura aziendale si è progressivamente frammentata: la divisione cinese ha dichiarato la propria indipendenza dal quartier generale europeo, mentre la sede nei Paesi Bassi ha sospeso l'invio di wafer alla struttura di assemblaggio e test situata nella provincia del Guangdong, citando questioni finanziarie. Il braccio di ferro non si è ancora risolto nonostante i tentativi di mediazione da parte di Pechino, l'Aia e Bruxelles.

Nel frattempo, la filiale cinese ha compiuto un ulteriore passo verso l'autonomia industriale annunciando l'avvio della produzione interna di diversi tipi di chip.

Secondo quanto comunicato dalla società, la produzione utilizza wafer da 12 pollici - una dimensione che la casa madre europea non sarebbe in grado di produrre nei propri impianti. Tra i dispositivi realizzati figurano componenti discreti bipolari, raddrizzatori Schottky e dispositivi di protezione dalle scariche elettrostatiche (ESD), tutti semiconduttori di base ampiamente utilizzati nell'elettronica e nei sistemi automotive.

Non è stato chiarito ufficialmente da quale fonderia provengano i wafer utilizzati, ma osservatori del settore indicano come possibile fornitore la fabbrica di wafer da 12 pollici WingSkySemi di Shanghai, controllata dal fondatore di Wingtech Zhang Xuezheng.

I prodotti Nexperia sono largamente impiegati nei sistemi elettronici delle automobili, dai circuiti di gestione della potenza ai sistemi di protezione dei componenti. Proprio per questo motivo eventuali discontinuità nella produzione potrebbero avere effetti diretti sulla catena di fornitura del settore automobilistico globale.

Il ministero del Commercio cinese ha dichiarato che, qualora il conflitto tra le due entità dovesse sfociare in una nuova crisi della supply chain dei semiconduttori, la responsabilità ricadrebbe sulle autorità dei Paesi Bassi.

Al momento la situazione resta in stallo: mentre Nexperia Europa insiste sulla necessità di rispettare le procedure aziendali e le normative, la divisione cinese prosegue nel rafforzamento della propria autonomia produttiva. 

1 Commenti
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AlexSwitch10 Marzo 2026, 12:34 #1
La Cina sta iniziando a prendere il " redde rationem " dall'Europa e dalla sua industria automobilistica di cui gli abbiamo messo le chiavi in mano.

Altro che sovranità tecnologica...

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