Il governo cinese blocca l'estrazione di litio di CATL: deve arrestare la sovra produzione
di Massimiliano Zocchi pubblicata il 12 Agosto 2025, alle 16:43 nel canale Mercato Green
CATL non può più estrarre litio da una delle più importanti miniere cinesi, perché il mercato è saturo di batterie ed il governo vuole riportare ordine
È da ormai diverso tempo che la cinese CATL detiene circa il 40% del mercato mondiale delle batterie per veicoli elettrici, ma questo non è l'unico motivo del suo successo. Come fatto anche da altre aziende del settore, CATL ha investito nell'integrazione verticale di tutta la filiera, diventando in pratica il soggetto coinvolto in tutte le fasi di produzione, a partire dall'estrazione dei minerali necessari.
E proprio dalle miniere cinesi dello Jiangxi arriva un grosso grattacapo per CATL, che potrebbe essere bandita per tre mesi dall'estrazione del carbonato di litio, necessario per ricavare il litio che poi viene utilizzato nelle batterie. La licenza di estrazione è scaduta lo scorso 9 agosto, ed il governo non ha voluto rinnovare il permesso, nonostante i negoziati siano ancora in corso.
Secondo la stampa asiatica il provvedimento pare faccia parte delle mosse del governo cinese per combattere la sovra produzione nel Paese, e frenare anche la corsa al ribasso dei prezzi. Infatti, nonostante la domanda di auto elettriche in Cina sia molta alta, la produzione di batterie va ancora più veloce dell'adozione dei veicoli elettrici, causando un accumulo di scorte, e prezzi in picchiata per il litio.

Il governo spera così di bloccare CATL per qualche mese, visto che la miniera in oggetto è una delle più importanti del Paese, e così cercare di rialzare il prezzo a tonnellata per il carbonato di litio, cosa che renderebbe anche più interessante investire nel settore per chi gestisce capitali esteri. Paradossalmente anche alla stessa CATL tutto questo potrebbe giovare, in quanto molta della sua produzione viene venduta all'estero, e con prezzi più alti potrebbe incassare di più.
Una prima fase di ciò che sta accadendo in Cina l'avevamo vista allo scoppiare della "guerra dei prezzi" per le auto elettriche. A suon di tagli e sconti i produttori avevano fatto precipitare i prezzi di listino, tanto che anche in quel caso il governo era intervenuto, organizzando un incontro speciale con i principali costruttori e il Ministero dell'Industria e dell'Informazione Tecnologica. In quell'occasione le parti coinvolte erano state invitate alla moderazione, visto il rischio di sfociare nella vendita sottocosto, ma la riunione in fin dei conti non aveva prodotto delle linee guida chiare da seguire, ed infatti la guerra dei prezzi è proseguita. Riuscirà Pechino questa volta a trovare una soluzione?










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12 Commenti
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... e le batterie aumenteranno ancora di più il prezzo !!Ripetete con me : "la transizione elettrica non ha nulla a che fare con gli interessi della cina ....la transizione elettrica non ha nulla a che fare con gli interessi della cina....la transizione elettrica non ha nulla a che fare con gli interessi della cina....."
Ripetete con me : "la transizione elettrica non ha nulla a che fare con gli interessi della cina ....la transizione elettrica non ha nulla a che fare con gli interessi della cina....la transizione elettrica non ha nulla a che fare con gli interessi della cina....."
Se non hai materie prime sei comunque schiavo di qualcuno.
È troppo tardi anche per quello, le aziende cinesi hanno già auto in circolazione con batterie al sodio (da non confondere con quelle al sale). In Europa inizieresti una ricerca/produzione già indietro di anni rispetto alla Cina.
le nostre università sfornano matematici che di tanta testa non sanno che fare... qui si lotta per il salario minimo, figurarsi se abbiamo anche solo la visione di generare una silicon valley italiana o europea. poi mi fanno discorsi di investimenti in chip e AI sperando che le bolle speculative siano il futuro; ci mancava solo che investissimo in Bitcoin. non è che ci mancano le eccellenze ma sono sparse sul territorio senza un sostegno strutturato o coordinato e molti corrono con le proprie forze proprio perchè non c'è una visione nazionale.
Non dico il contrario, io affermo proprio ciò che dici...Sono gli illusi delle batterie e dei pannelli a credere di essere "indipendenti".
Non so quanta percentuale sia ignoranza in merito al tema o quanta sia solo tifo.. La linea è sottile..
Non so quanta percentuale sia ignoranza in merito al tema o quanta sia solo tifo.. La linea è sottile..
Il primo che ha spinto sull'elettrico è un sud africano, bianco, esportato negli usa che ha fatto i soldi con il commercio online.
Elon Musk avrà tante brutte caratteristiche ma aver sostenuto e spinto Tesla in tutti i modi ha prodotto una delle auto elettriche più sensate e abbordabili nonostante gli evidenti limiti della tecnologia attuale..cosa centra con i casini dei cinesi?
Dove le compra le batterie Elon? In sud africa?
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