Hyundai e LifeGate presentano una soluzione incredibile per salvare le acque dallo sversamento di idrocarburi
di Massimiliano Zocchi pubblicata il 16 Dicembre 2025, alle 19:15 nel canale Mercato Green
Un oggetto semplice come una spugna, ma che nasconde un cuore tecnologico, nato dalla ricerca italiana, ed in grado di fare la differenza
Il portale LifeGate, in qualità di soggetto che si impegna da decenni nella divulgazione della sostenibilità e della protezione dell'ambiente, ha creato la Water Defender Alliance, un organo a tutela delle acque, a partire da quelle interne, come fiumi o navigli, per arrivare fino al mare.
Nella giornata di oggi, nella splendida cornice dell'Associazione Nazionale Marinai d'Italia, affacciata sulla Darsena di Milano si è celebrato l'ingresso nell'alleanza di Hyundai, da sempre attenta a progetti di questo genere, per cavalcare uno dei principi fondanti dell'azienda, ovvero "Progress for Humanity". Ma perché un evento dedicato? Perché insieme al patrocinio del Comune di Milano e con la collaborazione dell'ente che si occupa della salvaguardia dei navigli, viene presentato un "guardiano" tecnologico e scientifico per curare le acque da problemi di inquinamento.

Facendo un passo indietro, Elena Grandi, assessora all'Ambiente di Milano, ci ha raccontato di quanto successo nei giorni scorsi proprio nel capoluogo lombardo, con lo sversamento accidentale di vernice nel naviglio. Coincidenza, in quanto l'evento odierno era programmato da settimane, ma comunque c'è attinenza. Uno dei più grandi problemi, a tutti i livelli, è rappresentato dallo sversamento di oli o idrocarburi (olio da cucina, petrolio, carburanti), che poi sono molto difficili da recuperare, ma creano un danno enorme: basta un solo litro per inquinare un milione di litri d'acqua.
E qui entra in gioco la soluzione inventata e brevettata da T1 Solutions, startup bresciana. All'apparenza una normale spugna, in realtà è una versione modificata, in grado di trattenere oli e idrocarburi fino a 30 volte il suo peso, separandoli dall’acqua in modo selettivo, consentendo il riutilizzo fino a 200 volte e il recupero fino alla totalità degli oli raccolti, che possono poi entrare a far parte di determinati cicli produttivi, in un’ottica di economia circolare, come il trattamento di oli esausti destinati alla produzione di biodiesel.

La differenza, rispetto ad assorbenti già in commercio, è evidente ed eclatante, e lo abbiamo visto dal vivo con una presentazione in scala ridotta (nella foto di testa). In una sorta di acquario, pieno di acqua pulita, è stato versato più di un litro di olio da cucina, ed è poi iniziata la procedura di recupero tramite una piccola spugna di FoamFlex, questo il suo nome. Semplicemente scorrendo sulla superficie dell'acqua, la spugna raccoglie e attira in modo selettivo l'olio, e una volta strizzata contiene quasi esclusivamente l'idrocarburo, con procedure facili e rapidissime.
Inoltre, una volta esaurita la sua vita utile (200 cicli) può essere incenerito, ma senza l'aggravante dell'olio al suo interno, perché in grado di rilasciarlo quasi completamente, anche attraverso macchinari per una "strizzatura" meccanica. Il materiale, che viene tagliato in tante forme e dimensioni, è già stato messo alla prova in situazioni di emergenza ambientale, dimostrando la sua netta efficacia, con un costo di 20-30 volte inferiore ad altri metodi, e con brevetto del tutto italiano.
La Darsena e i navigli saranno quindi in futuro al sicuro, grazie a questo guardiano tecnologico come è stato definito, nella speranza che l'alleanza riesca a diffonderne l'uso sempre più, e a tutti i livelli, dagli specchi d'acqua dolce più piccoli, fino al mare.










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