Auto europea, Bloomberg: uno stabilimento su tre è al 50% o meno della capacità
di Rosario Grasso pubblicata il 08 Luglio 2026, alle 15:16 nel canale Mercato Green
Bloomberg fotografa la sovracapacità dell'auto europea: uno stabilimento su tre fra i grandi gruppi del continente lavora al 50% della capacità o meno. Nella mappa emergono i casi più fragili, da Mirafiori a Wolfsburg, con margini sempre più stretti per i costruttori
Uno stabilimento su tre fra i principali costruttori europei lavora al 50% della capacità o meno, e per Bloomberg Intelligence sotto quella soglia la redditività diventa improbabile. La fotografia, basata sui dati di Just Auto e ripresa da Bloomberg News, mette sotto pressione Volkswagen, Stellantis, Mercedes-Benz, Renault e BMW, con impianti grandi e piccoli che pagano domanda debole e transizione elettrica più lenta del previsto.
La mappa della sovracapacità
L'infografica allegata mostra una geografia industriale molto irregolare. In Germania, Francia, Italia e Spagna compaiono sia fabbriche vicine al pieno carico sia siti che restano ben sotto la soglia necessaria per giustificarne l'operatività, con colori e dimensioni dei cerchi che indicano il rapporto tra capacità nominale e utilizzo effettivo.
Tra i casi segnalati ci sono Wolfsburg, uno degli stabilimenti più grandi al mondo, Osnabrück, fabbrica più piccola oggi meno sollecitata dopo aver assorbito capacità da altri siti, Douai, dove Renault ha riconvertito la produzione verso i veicoli elettrici, e Mirafiori, indicata con un output in calo del 63% nella prima metà del 2024 per la domanda tiepida della Fiat 500 elettrica.
Il punto non è soltanto la debolezza delle vendite. Bloomberg collega il problema anche alla struttura stessa degli impianti europei, spesso dimensionati per volumi molto più alti di quelli attuali, con costi fissi pesanti e margini compressi quando la linea non gira abbastanza.
La soglia del 50% è quella che separa i siti ancora difendibili da quelli che rischiano di andare in perdita in modo cronico. Per questo la mappa non è una semplice fotografia congiunturale, ma il segnale di una sovracapacità che può tradursi in tagli, ristrutturazioni o chiusure selettive.
Perché i conti non tornano
Il peso maggiore ricade sui grandi gruppi storici, che devono tenere insieme redditività, occupazione e consenso politico. Volkswagen resta il caso più delicato, ma la stessa logica colpisce Stellantis, Mercedes-Benz, Renault e BMW, tutti presenti nell'analisi Bloomberg con impianti che in diversi casi lavorano molto sotto la soglia di efficienza.
Il contesto è aggravato dalla concorrenza cinese e dall'incertezza sulla velocità di adozione delle auto elettriche. Se la domanda non recupera e gli impianti non vengono riallineati, il rischio è che una parte della capacità industriale europea diventi semplicemente eccedente. Questo aprirebbe a scenari sempre più inquietanti, dove le case automobilistiche cinesi acquisiscono gli impianti europei per produrre nel Vecchio Continente ed evitare i dazi.
Il nodo italiano
Per l'Italia il nome più sensibile è Mirafiori, che nell'infografica compare tra i siti più in difficoltà. Il tema non è nuovo, ma qui emerge con chiarezza dentro una mappa europea generale, dove il problema non riguarda un singolo Paese ma l'intera catena produttiva del continente.
La lettura di Bloomberg è brutale: quando il tasso di utilizzo scende troppo, il margine di manovra si restringe e la fabbrica smette di essere un asset difendibile senza interventi profondi. Ed è proprio lì che oggi si gioca la partita dell'auto europea.










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10 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoMa dai, chi lo avrebbe mai detto, auto che oramai le trovi solo in gioielleria visto il costo a dir poco folle a cui sono commercializzate, le EV che nonostante mille mila incentivi, lavaggio del cervello e quant'altro non hanno attecchito, le cinesi che avanzano come se non ci fosse un domani, migliaia di licenziamenti praticamente ovunque, e poi escono con la storia che il comparto auto europeo è in crisi, ma tu guarda, dei veri geni.......
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Ho chiesto all'intelligenza artificiale di fre l'elenco delle auto prodotte in Europa evidenziando quelle elettriche perché sono stufo di sentire che l'automotive in Europa è in crisi per colpa delle auto elettriche; sono meno del 15% dei modelli prodotti.
I problemi sono:
prezzo di listino aumentato
dotazione base indecente
recenti problemi alle motorizzazioni
Totale prezzo alto e tagliandi costi.
E' ovvio che certi modelli a fine carriera o con poco successo affossino lo stabilimento a cui sono assegnati, ma sono casi che ci sono sempre stati e sempre ci saranno. Cosa ben diversa se lo fossero tutti o la maggior parte.
Uno su tre al 50% o meno è tanto? boh, però vuol dire che il restante 2 terzi cioè la gran maggioranza è sopra il 50%.
La sovarcapacià produttiva c'è sempre stata nel settore auto, si può dire che sia strutturale, per il semplice motivo che il ciclo di vita di un 'auto non è lineare: vende molto il secondo e il terzo anno, il quarto cala in attesa del restiling, rimbalza il quinto, poi cala fino al modello nuovo dopo circa 7-8 anni, e queste variazioni sono molto significative non pochi punti %. Perciò se non vuoi rinunciare alle vendite dei primi anni (o avere attese lunghissime che equivale a perdere ordini) devi dimensionare per la capacità max.
Poi c'è il discorso post-covid "guadagnamo di più ora vendendo la metà delle auto...", che ora mostra i suoi limiti, i nodi stanno venendo al pettine come previsto: le economie di scala sono perse, la concorrenza cinese ha prezzi bassi, così gli hanno aperto un'autostrada...
il furbo che ha pronunciato quella frase se l'è filata andando a dirigere un'azienda che fa moda e gioielli, una scelta naturale visti i prezzi a cui si vendevano le auto nel dopo covid.
«Volete la Pace o il condizionatore?» (cit.)
E visto che abbiamo scelto la Pace manca il condizionatore, tra cui la deindustrializzazione dell'intera Europa.
Vedevo un video su in Italiano in Finlandia in cui osservava che il numero dei negozi che stavano chiudendo è in proporzione tre volte quello che c'è in Italia. Diceva che i finlandesi non spendono più soldi.
https://www.youtube.com/watch?v=8MOaOhJUX-c
probabilmente la frase più infelice degli ultimi 20 anni
Infelice ma se una persona può avere la sfera di cristallo allora punterei tutte le mie fiches sul marione nazionale. Ha fatto una profezia che si è attuata in pieno e pure in modo democratico perché il 90% degli elettori ha votato un partito o l'altro che sosteneva la Pace nel modo che intendeva Draghi. Il 90% di chi è andato a votare, gli altri sono rimasti a casa.
Edit: ricordo che quella frase l'ha fatta appena prima delle elezioni, quindi è stato di una onestà e chiarezze esemplare. Di tutt'altra pasta rispetto al signore e signora "È una Vergogna!!!" quando si parlava di accise. Dove la presa per i fondelli è stata la loro firma.
Per fortuna ho un auto diesel senza tutte queste menate, che mi terro' per piu' tempo che posso. Nel frattempo, attendero' il fallimento totale del green deal.
Per fortuna ho un auto diesel senza tutte queste menate, che mi terro' per piu' tempo che posso. Nel frattempo, attendero' il fallimento totale del green deal.
Assolutamente d'accordo !
Quando mi capita di guidare l'auto della compagna che essendo nuova è infarcita di adas al inverosimile, mi sembra di essere ancora alla scuola guida, con a fianco l'istruttore...
bip bip, lampi, segnalazioni, volante che si gira da solo, ma che è ?
Sinceramente se una persona ha bisogno di questo per guidare, vuol dire che la scuola guida ha fallito miseramente il proprio compito !
Gli unici che servono sono il cruise control adattivo e la frenata di emergenza, più ovviamente airbag, abs e tcr, il resto sono minchiate inutili.
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