Rondo
Rondo avvia la più grande batteria termica industriale al mondo: ecco come il sole alimenta un impianto giorno e notte
di Manolo De Agostini pubblicata il 17 Ottobre 2025, alle 09:00 nel canale Energie Rinnovabili
Rondo Energy ha avviato in California le operazioni commerciali della più grande batteria termica industriale al mondo, un sistema da 100 MWh alimentato da un impianto solare off-grid. La tecnologia fornisce calore e vapore ad alta pressione 24 ore su 24, dimostrando un'efficienza superiore al 97% e riducendo l'uso di gas e le emissioni industriali.










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52 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoDiciamo che se si usano sistemi di accumulo stagionali NON abbiamo bisogno del nucleare, fosse anche solo perché nel tempo che ci vuole a costruire una centrale nucleare, il fotovoltaico installato al ritmo attuale produce quanto 8 centrali nucleari. Il problema delle rinnovabili non è la quantità ma l'intermittenza, che va risolta investendo in sistemi di accumulo i soldi che qualcuno vorrebbe investire nel nucleare (stupidamente, perché il nucleare sostituisce la dipendenza dal petrolio con la dipendenza dall'uranio invece che permetterci di raggiungere la sovranità energetica come consentirebbero le rinnovabili).
A fare i conti in Italia esce sta roba qui.
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https://x.com/GiZollino/status/1976626533566439806
Questa affermazione è fondamentalmente falsa, è impossibile arrivare
a quei livelli di efficienza.
C'è una tripla conversione:
Energia Solare -> Energia elettrica -> Energia Termica -> Energia Elettrica
A occhio la resa è inferiore al 20%, a quel punto è meglio l'idrogeno.
Ho fatto un po di ricerche e infatti l'articolo è una mezza fake news: Questa "batteria" no è una vera e propria "batteria" ma un metodo (come ce ne sono altri) per immagazzinare energia SOLO TERMICA. Infatti se si va il calcolo totale:
Energia solare -> Elettrica -> Termica -> Elettrica su ha appunto un efficienza del 21%, in pratica una schifezza, il vapore non è abbastanza caldo e a una pressione sufficiente per
essere usato in modo efficiente per la generazione di energia.
a quei livelli di efficienza.
C'è una tripla conversione:
Energia Solare -> Energia elettrica -> Energia Termica -> Energia Elettrica
A occhio la resa è inferiore al 20%, a quel punto è meglio l'idrogeno.
Ho fatto un po di ricerche e infatti l'articolo è una mezza fake news: Questa "batteria" no è una vera e propria "batteria" ma un metodo (come ce ne sono altri) per immagazzinare energia SOLO TERMICA. Infatti se si va il calcolo totale:
Energia solare -> Elettrica -> Termica -> Elettrica su ha appunto un efficienza del 21%, in pratica una schifezza, il vapore non è abbastanza caldo e a una pressione sufficiente per
essere usato in modo efficiente per la generazione di energia.
non vorrei dire "l'avevo detto",
ma senza fare indagini, io mi ero fermato appena ho letto la minchiata quotata nel primo post del thread...
https://it.wikipedia.org/wiki/Vulcani_d%27Italia
Basterebbe sfruttarla come si deve invece di occupare terreni con orribili campi solari o enormi ventilatori
da Milano basta mandare al Vesuvio e all'Etna dei container pieni di mattoni refrattari,
farli scaldare a 1000 C°, e poi riportarli a Milano.
perfetto !
Sono tutti bravi a fare i conti solo con il fotovoltaico, MA le tecnologie rinnovabili sono molte e fornire scenari con solo FV senza Idroelettrico ed Eolico serve a far abboccare i gonzi.
Questo perché in Nord Italia quando non c'è sole allora può darsi che stia piovendo o che sta tirando maggior vento e quindi idroelettrico ed eolico stanno producendo per compensare.
I giorni in cui è tutto nuvoloso senza pioggia e senza vento sono statisticamente pochi, per queste giornate abbiamo la possibilità di acquistare maggiormente dall'estero, sfruttare l'accumulo idroelettrico o riaccendere centrali a gas.
a quei livelli di efficienza.
C'è una tripla conversione:
Energia Solare -> Energia elettrica -> Energia Termica -> Energia Elettrica
A occhio la resa è inferiore al 20%, a quel punto è meglio l'idrogeno.
Ho fatto un po di ricerche e infatti l'articolo è una mezza fake news: Questa "batteria" no è una vera e propria "batteria" ma un metodo (come ce ne sono altri) per immagazzinare energia SOLO TERMICA. Infatti se si va il calcolo totale:
Energia solare -> Elettrica -> Termica -> Elettrica su ha appunto un efficienza del 21%, in pratica una schifezza, il vapore non è abbastanza caldo e a una pressione sufficiente per
essere usato in modo efficiente per la generazione di energia.
Riprendo il titolo: "Rondo avvia la più grande batteria termica industriale al mondo"
Ti sei fermato alla parola batteria? Batteria termica mi pare abbastanza parlante, magari non è un termine tecnico ma chiaro anche per gli analfabeti funzionali.
Ti sei fermato alla parola batteria? Batteria termica mi pare abbastanza parlante, magari non è un termine tecnico ma chiaro anche per gli analfabeti funzionali.
Il punto è che non è una BATTERIA, il titolo batteria termia per me vuol dire una sistema che immagazzina energia termica e rilascia energia elettrica
Questo perché in Nord Italia quando non c'è sole allora può darsi che stia piovendo o che sta tirando maggior vento e quindi idroelettrico ed eolico stanno producendo per compensare.
I giorni in cui è tutto nuvoloso senza pioggia e senza vento sono statisticamente pochi, per queste giornate abbiamo la possibilità di acquistare maggiormente dall'estero, sfruttare l'accumulo idroelettrico o riaccendere centrali a gas.
Infatti, quello "studio" postato sopra è il "caso pessimo" per il fotovoltaico. Verosimilmente hai un mix di fonti diverse.
Si parla di fotovoltaico perchè ha il costo di generazione più basso e suona mollto bene quando devi acchiappare click da una platea non specializzata.
Ma questo criterio basato sull LCOE è inadeguato per le rinnovabili perchè riguarda solo il costo per l'investitore e non sono i costi totali di sistema che poi ti trovi in bolletta.
Man mano che installi più FV, ogni MWh aggiuntivo vale meno (prezzi diurni crollano).
Ma i costi di integrazione aumentano:
[LIST]
[*]più accumuli
[*]più rete
[*]più capacità di backup (es. gas, pompaggi)
[/LIST]
Quindi l' LCOE resta basso, ma il valore dell’energia prodotta cala e i costi di sistema salgono.
La stessa medesima cosa vale per l'eolico.
Il LCOE dell’eolico onshore può sembrare competitivo anche se è superiore al FV, ma al solito non tiene conto dei costi di sistema, che salgono con l’aumentare della quota eolica nel mix:
Quando il vento cala (a volte in intere macro-regioni), serve riserva a gas, batterie o idroelettrico, l'energia non programmabile e questo rende la gestione più complessa per il TSO. L’eolico è spesso in aree rurali, isolate e quindi servono nuove linee di alta tensione.
Il vento è molto meno prevedibile del sole e in certi momenti può calare in intere macroregioni (calma piatta sinottica), produrre troppo (curtailment), causare instabilità (fluttuazioni rapide di potenza)
Questo significa un maggiore bisogno di sistemi tampone, rispetto a un mix già stressato.
Nel caso dell’eolico offshore, soprattutto quello flottante, il problema è accentuato.
Servono infrastrutture sottomarine, connessioni a lunga distanza (con costi rete altissimi), sistemi di controllo dinamico per garantire la qualità della rete.
E quando sarà integrato in quantità elevate, l'intermittenza offshore su larga scala può creare nuove sfide di bilanciamento, in zone lontane dai centri di domanda.
Di costi di sistema totali non ne parla mai nessuno. Questo è veramente da gonzi.
L'idrolettrico in Italia è maturo e ha poche possibilità di espansione. A meno che qualcuno pensi sia facile muovere le montagne o deviare dei fiumi.
Ovvero che:
[B][U]"il costo di integrazione del MWh marginale da FER cresce rapidamente, e oltre una certa soglia perde competitività rispetto alle tecnologie programmabili a basse emissioni, in particolare il nucleare."[/U][/B]
Finalmente un'analisi di scenario localizzata del gestore italiano che lo mette nero su bianco.
Questo con buona pace di chi va a pontificare "Urbi et Orbi" sulla fattibilità economica del 100% rinnovabile.
Link ad immagine (click per visualizzarla)
fonte: Terna, Prospettive di sviluppo del sistema elettrico 2050
[SIZE="3"] Costo dello scenario in funzione della quota rinnovabile[/SIZE]
[...] Come già detto, la crescita della pendenza della curva è legata principalmente a due elementi: gli accumuli installati e la quota di overgeneration marginale. Gli accumuli installati generano un costo che aumenta all’aumentare delle FER installate riflettendo il crescente bisogno di capacità di accumulo per integrare la nuova produzione rinnovabile. L’overgeneration marginale rappresenta la quota di produzione non integrabile rispetto alla produzione FER marginale: man mano che vengono installate FER, la quota di produzione che il sistema riesce a integrare (rispetto a quella teorica aggiunta), anche inserendo elevati livelli di accumuli, è sempre minore e, di conseguenza, l’overgeneration aumenta.
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