Questi pannelli solari non producono solo elettricità: stanno salvando i raccolti
di Manolo De Agostini pubblicata il 02 Agosto 2026, alle 11:01 nel canale Energie Rinnovabili
L'agrivoltaico combina produzione di energia e coltivazioni, offrendo agli agricoltori nuove fonti di reddito e una maggiore resilienza ai cambiamenti climatici. L'esperienza di Jack's Solar Garden in Colorado evidenzia come i pannelli solari possano creare microclimi favorevoli, ridurre l'evaporazione e migliorare la produttività agricola.
Con l'aumento delle temperature medie e la crescente frequenza di periodi di siccità, il settore agricolo è chiamato ad affrontare sfide sempre più complesse. Tra le soluzioni che stanno attirando l'attenzione di ricercatori e aziende agricole figura l'agrivoltaico, un approccio che integra la produzione di energia fotovoltaica con la coltivazione dei terreni, consentendo di sfruttare la stessa superficie per due attività differenti.
Uno degli esempi più noti è Jack's Solar Garden, azienda agricola di circa 24 acri situata a Longmont, in Colorado. Il proprietario Byron Kominek ha installato 3.276 pannelli fotovoltaici, un investimento pari a circa 2 milioni di dollari, con l'obiettivo di rendere l'attività più sostenibile dal punto di vista economico e ambientale. L'impianto produce circa 2 gigawattora di energia elettrica all'anno, ceduta alla rete locale, contribuendo a coprire i costi di gestione dell'azienda agricola.

Il progetto non si limita però alla produzione di elettricità. In collaborazione con diversi gruppi di ricerca, l'azienda sta studiando le migliori modalità per combinare le coltivazioni con i moduli fotovoltaici. La presenza dei pannelli genera infatti aree d'ombra che riducono la temperatura del suolo e creano microclimi favorevoli alla crescita di alcune specie vegetali.
Colture come il lino, che germina in modo ottimale con temperature comprese tra circa 18 e 21 °C, oppure la salvia sclarea, particolarmente sensibile al caldo intenso, possono beneficiare di queste condizioni. L'ombreggiamento limita inoltre l'irraggiamento diretto e contribuisce a trattenere l'umidità nel terreno, riducendo l'evaporazione dell'acqua, un aspetto particolarmente importante nelle aree soggette a lunghi periodi di siccità.
L'adozione dell'agrivoltaico presenta comunque alcune criticità. Le strutture metalliche che sostengono i pannelli rappresentano un ostacolo alle normali operazioni agricole e richiedono l'impiego di tecniche di coltivazione specifiche. Inoltre, il settore è ancora in fase di sviluppo e la definizione di pratiche consolidate richiederà ulteriori studi prima di poter essere applicata su larga scala. A questi elementi si aggiunge il costo iniziale degli impianti, che rappresenta una barriera significativa per molte aziende agricole.
Nonostante ciò, il modello offre potenziali vantaggi economici. Oltre ai ricavi derivanti dalla vendita dell'energia, gli agricoltori possono ottenere ulteriori entrate collaborando con gestori di impianti fotovoltaici. In diversi Paesi, infatti, i parchi solari ospitano attività di pascolo sotto i pannelli, con pecore o bovini per il controllo naturale della vegetazione (chiedere a Volkswagen). Questa pratica, nota come solar grazing, consente di ridurre gli interventi di manutenzione e offre agli allevatori una nuova opportunità di reddito, che in alcuni casi può risultare sensibilmente superiore rispetto al pascolo tradizionale.

I benefici dei grandi impianti fotovoltaici vengono osservati anche in altri contesti. In Cina, ad esempio, il Gonghe Photovoltaic Park ha mostrato come la presenza dei pannelli possa favorire il recupero di aree desertiche, creando condizioni più favorevoli allo sviluppo della vegetazione e dei microrganismi presenti nel suolo. Nei Paesi Bassi, invece, un impianto fotovoltaico galleggiante è stato trasformato in un piccolo ecosistema grazie all'installazione di Biohuts sotto le strutture, favorendo la biodiversità acquatica. I Biohuts sono vivai marini artificiali progettati per ripristinare la biodiversità costiera in ambienti modificati dall'uomo come porti, banchine e piattaforme energetiche offshore.
L'espansione del fotovoltaico continua a suscitare discussioni per l'occupazione del territorio, ma esperienze come quella di Jack's Solar Garden suggeriscono che la produzione di energia e l'attività agricola possano coesistere.










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4 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoMolto sintetica la cosa ma ti dà un idea.
Comunque quest'anno, il genero comincia la vendemmia con quasi un mese di anticipo.
Qualcosa bisognerà inventarsi per difendersi da queste anomalie sempre più ricorrenti.
Molto sintetica la cosa ma ti dà un idea.
Comunque quest'anno, il genero comincia la vendemmia con quasi un mese di anticipo.
Qualcosa bisognerà inventarsi per difendersi da queste anomalie sempre più ricorrenti.
non è l'unico, in Francia anticipano anche loro la vendemmia di un mese
https://www.gamberorosso.it/notizie...026-previsioni/
https://nosalpes.eu/2026/07/27/al-v...o-per-il-caldo/
anche se non so quanto sia per il caldo quando per ridurre la produzione, visto il surplus degli anni passati. Anche in Italia si sta vagliando la stessa operazione
https://www.gamberorosso.it/notizie...026-previsioni/
https://nosalpes.eu/2026/07/27/al-v...o-per-il-caldo/
anche se non so quanto sia per il caldo quando per ridurre la produzione, visto il surplus degli anni passati. Anche in Italia si sta vagliando la stessa operazione
Prova a parlare con qualche referente di cantine, tutti stanno anticipando la vendemmia. Vale lo stesso per la molitura delle Olive, ormai a metà novembre il grosso è terminato mentre fino a 20/25 anni fa si arrivava tranquillamente a Natale.
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