Queste tecnologia aumenta l'efficienza delle celle solari oltre i limiti tradizionali

di pubblicata il , alle 13:41 nel canale Energie Rinnovabili Queste tecnologia aumenta l'efficienza delle celle solari oltre i limiti tradizionali

Ricercatori giapponesi e tedeschi hanno sviluppato un sistema "spin-flip" che raggiunge una resa quantica del 130%, generando più portatori di carica per fotone. Basato sulla fissione di singoletto, il metodo migliora l'efficienza delle celle solari senza violare le leggi fisiche

 

Un team di ricercatori della Kyushu University, in collaborazione con la Johannes Gutenberg University, ha sviluppato una tecnologia innovativa che potrebbe migliorare significativamente l'efficienza delle celle solari. Il sistema, basato su un meccanismo chiamato "spin-flip", ha raggiunto una resa quantica del 130%, un risultato che, a prima vista, sembra contraddire i principi fondamentali della fisica.

In realtà, non si tratta di una violazione della legge di conservazione dell'energia. Il valore del 130% si riferisce alla resa quantica, cioè al numero di portatori di carica generati per ogni fotone assorbito, e non all'energia prodotta. In altre parole, il sistema riesce a generare più eccitoni rispetto ai fotoni in ingresso, senza creare energia dal nulla.

Nelle celle solari tradizionali, basate sul silicio, un fotone genera al massimo un eccitone. Tuttavia, a causa delle differenze energetiche tra i fotoni, molta energia viene dispersa sotto forma di calore. Questo limite è descritto dal cosiddetto limite di Shockley-Queisser, che fissa l'efficienza massima teorica delle celle a circa il 33%.

Il nuovo approccio del sistema "spin-flip"

Il nuovo approccio sfrutta un fenomeno noto come fissione di singoletto, in cui un eccitone ad alta energia può dividersi in due eccitoni a energia più bassa. In teoria, questo processo permette di raddoppiare i portatori di carica generati da un singolo fotone. Tuttavia, finora era difficile catturare questi eccitoni extra prima che venissero persi.

La svolta arriva grazie a un complesso a base di molibdeno con proprietà "spin-flip", capace di intercettare selettivamente questi eccitoni. Durante il processo, gli elettroni cambiano spin, permettendo al sistema di evitare meccanismi concorrenti come il trasferimento di energia di Förster, che normalmente disperdono l'energia. Il risultato è una maggiore efficienza nella conversione dei fotoni ad alta energia, in particolare quelli della luce blu, che nelle celle tradizionali generano perdite termiche.

In prospettiva, questa tecnologia potrebbe portare le celle solari a efficienze comprese tra il 35% e il 45%, superando significativamente i limiti attuali. Va però sottolineato che la ricerca è ancora in fase iniziale. I risultati, pubblicati sul Journal of the American Chemical Society, derivano da esperimenti condotti a livello molecolare in soluzione, e non da dispositivi reali pronti per l'uso.

4 Commenti
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Max Power14 Aprile 2026, 19:12 #1
Se ne riparlerà fa 10/15 anni.

Se tutto va bene
softkarma15 Aprile 2026, 16:02 #2
Originariamente inviato da: Max Power
Se ne riparlerà fa 10/15 anni.

Se tutto va bene


10 anni è praticamente domani, se arrivassimo al 45% vorrebbe dire avere pannelli da 900w (o magari bifacciali da 1kW) pronti per il repower degli impianti costruiti nel 2010-2011.
barzokk15 Aprile 2026, 16:11 #3
Originariamente inviato da: Max Power
Se ne riparlerà fa 10/15 anni.

Se tutto va bene


leggi meglio

I risultati, pubblicati sul Journal of the American Chemical Society, derivano da esperimenti condotti a livello molecolare in soluzione, e non da dispositivi reali pronti per l'uso

Tradotto: mai

E intanto non servirebbero ad una beata fava perchè in Italia c'è già sovraproduzione da FV adesso, Terna deve staccare impianti.
softkarma15 Aprile 2026, 16:32 #4
Originariamente inviato da: barzokk
leggi meglio

I risultati, pubblicati sul Journal of the American Chemical Society, derivano da esperimenti condotti a livello molecolare in soluzione, e non da dispositivi reali pronti per l'uso

Tradotto: mai

E intanto non servirebbero ad una beata fava perchè in Italia c'è già sovraproduzione da FV adesso, Terna deve staccare impianti.


Il doppio della produzione nello stesso spazio, solo un ignorante lo potrebbe liquidare con "non servirebbero ad una beata fava".

Esistono 2 milioni di impianti privati in Italia che potrebbero raddoppiare la produzione, aziende e privati che potrebbero passare da un'autoproduzione marginale a un autoconsumo significativo di energia, un paio di pannelli in balcone potrebbero fornire sufficiente energia per coprire il 30-50% dei consumi di un appartamento.

In ultimo i costi, il mio impianto da 6,3KWp consiste di 18 pannelli mentre al refresh potrei metterne 7 riducendo i costi in modo sensibile: -pannelli, -cablaggi, -struttura.
Oppure passare a 9-12KWp.

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