Picchi di consumi e blackout in Italia: la mancanza di energia non è la vera causa

di pubblicata il , alle 13:21 nel canale Energie Rinnovabili Picchi di consumi e blackout in Italia: la mancanza di energia non è la vera causa

Il 23 giugno Terna ha segnato il picco di consumi elettrici più alto del 2026, 55,3 gigawatt, con blackout a Torino e Napoli: i dati pubblici sul fabbisogno spiegano perché il problema non è l'energia ma la rete che deve portarla nelle case

 

Mercoledì 23 giugno alle 13:30 la rete elettrica italiana ha toccato 55,3 gigawatt di potenza richiesta, il valore più alto registrato in tutto il 2026. Lo certifica Terna, il gestore della rete di trasmissione nazionale, attraverso il portale pubblico dati.terna.it, che pubblica in tempo quasi reale il fabbisogno elettrico del paese.

Il dato arriva nel pieno di un'ondata di calore che oggi, 29 giugno, toccherà il suo culmine con punte di 40-41 gradi su Pianura Padana e zone interne della Sardegna. Nei giorni attorno al record, però, a saltare non è stata la produzione di energia: è stata la rete che deve farla arrivare nelle case.

Cosa misura il portale di Terna

Il portale dati.terna.it dedica un'intera sezione al fabbisogno, divisa in tre parti. La prima, il fabbisogno totale, è la domanda complessiva di energia che il sistema elettrico nazionale deve soddisfare in ogni istante. La seconda, il fabbisogno mercato, conta solo l'energia immessa in rete dalle unità di produzione che partecipano al mercato elettrico, perdite di rete comprese. La terza raccoglie i picchi massimi e minimi (peak e valley) di un determinato periodo, con la relativa copertura per fonte.

I numeri pubblicati seguono tre livelli di affidabilità. Il dato forecast è una previsione elaborata il giorno prima, basata su meteo e variabili socioeconomiche. Il provvisorio arriva dalle misurazioni dirette di Terna e viene aggiornato di continuo. Solo il consolidato, pubblicato con l'annuario statistico sull'energia elettrica in Italia, è considerato definitivo, e può richiedere settimane di lavorazione.

Per inquadrare le cifre giornaliere serve un riferimento annuale: nel 2023 l'Italia ha consumato 281.726,55 gigawattora di energia elettrica, mentre nel 2022 la domanda complessiva coperta dal sistema ha toccato 315.008,40 gigawattora. È la stessa soglia, oltre 315 terawattora l'anno, citata dagli analisti del settore quando spiegano quanto sia cresciuta la richiesta di elettricità rispetto ai 115 terawattora del 1970.

Il record (ancora) imbattuto

Il massimo storico di potenza richiesta resta quello di luglio 2015, quando il fabbisogno toccò 60,5 gigawatt. Da allora i picchi estivi si sono mossi su valori più bassi: 58,8 gigawatt a luglio 2023, 56,9 a luglio 2024, 55,54 a luglio 2025. Il dato del 23 giugno 2026 si inserisce in questa scia, ma con una differenza che pesa: è arrivato un mese prima del solito, mentre l'estate aveva ancora davanti le settimane più calde.

La velocità della salita racconta l'ondata di calore meglio di ogni altro numero. Il 15 giugno il fabbisogno nazionale viaggiava a 45,18 gigawatt: in poco più di una settimana è salito di quasi 10 gigawatt. Giovedì 25 giugno, alle 11:15, il picco è stato di 55,28 gigawatt, il 23% in più rispetto al primo giovedì del mese, quando il massimo si era fermato a 44,73 gigawatt.

Anche guardando all'energia consumata, e non solo alla potenza istantanea, il quadro è simile. Dal primo al 25 giugno 2026 l'Italia ha consumato circa 23 mila gigawattora, il 16% in più rispetto ai primi 25 giorni di maggio. Il confronto con gli anni precedenti è netto: +7,8% sullo stesso periodo del 2024, +11,5% sul 2023. Rispetto a giugno 2025, anch'esso segnato da un caldo intenso, l'aumento è stato solo marginale.

Il problema non è l'energia, è arrivarci

L'ultimo Summer Outlook di Entso-e, il network europeo dei gestori delle reti di trasmissione, non inserisce l'Italia tra i paesi a rischio di carenza strutturale per l'estate: la capacità di produzione e trasmissione nazionale risulta adeguata. Il collo di bottiglia si trova più a valle, nell'ultimo miglio della distribuzione locale, costruito su un modello che prevedeva flussi unidirezionali dal produttore al consumatore e una domanda molto più bassa di quella attuale.

Il 23 giugno mezza Torino, da Barriera di Milano a Mirafiori, è rimasta senza corrente, con Palazzo Civico al buio per circa un'ora e mezza: la domanda locale aveva toccato quasi 500 megawatt, il 40% in più rispetto alle settimane precedenti. A Milano si è arrivati a 1,52 gigawatt, il massimo dal 2019. Disagi si sono registrati anche a Napoli, a Pescara, dove l'assenza di corrente ha fermato gli impianti di depurazione delle acque fognarie, e in diversi comuni della Brianza e del comasco.

Il meccanismo che innesca i guasti è sempre lo stesso: la corrente che scorre scalda cavi e apparecchiature, e i cavi interrati sotto asfalto e terreno non riescono a smaltire il calore. Si genera così una catena di malfunzionamenti ravvicinati che nessun operatore può azzerare in poche ore. Gli ospedali si sono affidati ai gruppi elettrogeni, mentre Federalberghi Torino ha valutato azioni legali per i danni subiti dalle attività della città.

Le società di distribuzione hanno aumentato gli investimenti per rendere le reti più resistenti al caldo. Unareti, controllata da A2A e responsabile della rete di Milano, ha messo a bilancio 800 milioni di euro in cinque anni e altri 1,8 miliardi entro il 2035. Ireti, la controllata di Iren che gestisce Torino, ha varato un piano da 500 milioni di euro e portato sul campo 150 tecnici in più. e-Distribuzione, la rete di Enel che serve 7.500 comuni italiani, ha stanziato 2,8 miliardi di euro per il periodo 2025-2028, destinati ad automazione, maglie di rete più robuste, generatori e power station mobili.

Terna, che gestisce l'alta tensione, ha varato per l'estate 2026 un piano strutturato sul modello delle quattro R, prevenzione del rischio, preparazione, risposta e recupero, con interventi di resilienza su oltre 4.000 chilometri di rete di distribuzione e task force di mutuo soccorso tra territori per i casi più complessi. Nel quinquennio, la società destina circa 2,6 miliardi di euro a manutenzione e rinnovo della rete, più 1,3 miliardi a sistemi digitali di prevenzione dei blackout, obbligatori dal grande blackout del 2003.

Il vero motore dei consumi è cambiato, e spunta la voce dei data center

L'aria condizionata resta la causa più visibile dei picchi estivi, ma non è più la sola voce in crescita. Al 31 gennaio 2026 le richieste di connessione alla rete dei data center avevano raggiunto circa 79 gigawatt, l'85% di tutte le domande di allaccio presentate dagli utenti di consumo, distribuite in 449 pratiche concentrate soprattutto in Lombardia. Lo stesso mese il fabbisogno elettrico nazionale è cresciuto del 4,1% su base annua, a 28 miliardi di chilowattora: il valore mensile più alto dal 2014.

Sul fronte della produzione, le fonti rinnovabili hanno coperto il 31,7% della domanda di gennaio 2026, contro il 32,3% di gennaio 2025, frenate da un idroelettrico in calo del 13,2%. A giugno 2025, mese altrettanto caldo, le rinnovabili erano arrivate a soddisfare il 48,5% della domanda, con un fotovoltaico da record a 5,7 terawattora: un'indicazione di quanto la produzione solare nelle ore centrali della giornata possa alleggerire la rete, proprio mentre l'aria condizionata spinge i consumi al massimo.

Il fatto che il picco del 23 giugno 2026 resti sotto i 60,5 gigawatt del 2015, pur con più condizionatori installati che mai, si spiega in parte con impianti più efficienti. La crescita legata a data center ed elettrificazione, però, non si esaurisce quando il caldo passa: le previsioni meteo collocano la tregua più netta solo tra il primo e il 3 luglio, in ordine sparso da nord a sud. Sui dati di dati.terna.it, nelle prossime settimane, si potrà seguire in diretta se il record del 23 giugno reggerà nei prossimi mesi estivi, o cadrà.

61 Commenti
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Ginopilot29 Giugno 2026, 14:24 #1
Purtroppo la realta' non e' cosi' rosea come la si vorrebbe dipingere. Le percentuali indicate sono il picco raggiunto in una specifica giornata. Giusto per capirci "A giugno 2025, mese altrettanto caldo, le rinnovabili erano arrivate a soddisfare il 48,5% della domanda" significa che è stato raggiunto un picco istantaneo del 48,5% di energia prodotta e assorbita.
softkarma29 Giugno 2026, 14:28 #2
Le aziende di distribuzione fanno utili miliardari, ma devo dare i dividenti e non reinvestire per ammodernare reti obsolete…

Questo capita quando regali asset costruiti con i nostri soldi ad aziende private che spremono il limone e poi quando il giocattolo si rompe chiedono finanziamenti statali….
softkarma29 Giugno 2026, 14:33 #3
Originariamente inviato da: Ginopilot
Purtroppo la realta' non e' cosi' rosea come la si vorrebbe dipingere. Le percentuali indicate sono il picco raggiunto in una specifica giornata. Giusto per capirci "A giugno 2025, mese altrettanto caldo, le rinnovabili erano arrivate a soddisfare il 48,5% della domanda" significa che è stato raggiunto un picco istantaneo del 48,5% di energia prodotta e assorbita.


La solita fandonia, per giugno non ci sono dati consolidati ma a maggio:

“A maggio le fonti rinnovabili hanno coperto il 52,8% della domanda elettrica nazionale (contro il 57,7% di maggio 2025). In flessione la fonte idrica (-38,5%), le biomasse (-7,3%) e la fonte geotermica (-5,8%). In crescita l’eolico (+14,5%) e il fotovoltaico (+19,3%).”

https://www.terna.it/it/media/comun...ici-maggio-2026

Il 48% su giugno è abbastanza credibile.
Heartfox29 Giugno 2026, 16:22 #4
Ma siete sicuri sicuri?
Perche' se non c'e' elettricita' come la carico l'auto a batterie?
Due pannelli solari da 100w sul tetto (dell'auto) non mi bastano.
Quindi devo acquistare un generatore di corrente da 10Kw e due taniche da 20Lt in metallo per la benzina e mi fermo qui.
Bel mondo che si scontra con la realta' di cui nessuno tiene conto, i gigawatt non si creano dal nulla e lo stesso le linee di distribuzione.
OUTATIME29 Giugno 2026, 16:27 #5
Originariamente inviato da: softkarma
Le aziende di distribuzione fanno utili miliardari, ma devo dare i dividenti e non reinvestire per ammodernare reti obsolete…

Questo capita quando regali asset costruiti con i nostri soldi ad aziende private che spremono il limone e poi quando il giocattolo si rompe chiedono finanziamenti statali….


Esattamente.
supertigrotto29 Giugno 2026, 17:52 #6
Ormai era diventato di moda sotterrare i cavi,adesso si accorgono che la cosa non va bene?
Max Power29 Giugno 2026, 19:04 #7
E cosa si aspettano per il futuro?

Che i consumi con le auto elettriche scenderanno?

Questi sono fuori come dei gerani
mmorselli29 Giugno 2026, 19:39 #8
Originariamente inviato da: Heartfox
Perche' se non c'e' elettricita' come la carico l'auto a batterie?


Se non c'è elettricità come fai a fare benzina?
Max Power29 Giugno 2026, 19:43 #9
Originariamente inviato da: mmorselli
Se non c'è elettricità come fai a fare benzina?


Con la forza del pensiero
rattopazzo29 Giugno 2026, 20:12 #10
Ma insomma, volete la pace o il condizionatore?

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