Pannelli fotovoltaici e caldo estremo: quanto si riduce il carico sulla rete
di Nino Grasso pubblicata il 29 Giugno 2026, alle 13:11 nel canale Energie Rinnovabili
Un nuovo studio di Ca' Foscari e CMCC stima che il caldo spingerà i consumi domestici per il raffrescamento fino a 3 TWh l'anno entro il 2050, ma una più rapida diffusione del fotovoltaico può assorbire quasi metà di questo aumento
Le estati italiane si scaldano e i condizionatori restano accesi sempre più a lungo, ma i pannelli fotovoltaici installati sui tetti delle abitazioni potrebbero assorbire buona parte del conseguente aumento dei consumi elettrici. Lo sostiene uno studio pubblicato sulla rivista Environmental Research: Energy, firmato dagli economisti Lucia Piazza, dell'Università Ca' Foscari Venezia, e Francesco Pietro Colelli, affiliato sia a Ca' Foscari sia al Centro euro-mediterraneo sui cambiamenti climatici (CMCC).
I due ricercatori hanno incrociato i dati di consumo elettrico raccolti dall'Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (ARERA) con le statistiche sugli impianti del Gestore dei servizi energetici, le proiezioni climatiche del programma internazionale CMIP6 e gli scenari di sviluppo del fotovoltaico elaborati da Terna. L'obiettivo era quantificare quanto cresceranno i consumi per il raffrescamento domestico in un Paese che si scalda rapidamente, e quanta parte di questo aumento può essere assorbita dall'autoproduzione di energia.
Le stime indicano che il riscaldamento climatico potrebbe far crescere i consumi elettrici domestici per il raffrescamento di 2-3 TWh l'anno entro il 2050, una quota pari a circa il 5% dei consumi residenziali registrati nel 2023, fermi a 69 TWh. Senza un'accelerazione del fotovoltaico, la sola domanda aggiuntiva legata al caldo salirebbe a circa 2,8 TWh, il 44% in più rispetto ai consumi storici legati al comfort termico domestico.
Un taglio dei consumi fino al 68% nei giorni più caldi, grazie ai pannelli solari
Gli autori calcolano però che una diffusione dei pannelli in linea con gli obiettivi nazionali cambierebbe lo scenario. Oggi circa il 6% delle famiglie italiane ha un impianto sul tetto, una quota che potrebbe salire al 14-15% nel 2030 e al 22-24% nel 2050. In questo scenario, l'autoproduzione assorbirebbe quasi la metà del carico aggiuntivo imposto dal riscaldamento globale sulla rete elettrica nazionale.
Il dato più netto riguarda il comportamento delle case già equipaggiate con il fotovoltaico. Nei giorni in cui le temperature superano i 30°C, e i condizionatori lavorano più intensamente, queste abitazioni riescono a ridurre i prelievi di elettricità dalla rete fino al 68%, grazie alla coincidenza tra le ore di maggiore insolazione e quelle di picco dei consumi per il raffrescamento. Nei mesi estivi, il taglio della domanda nelle ore di punta oscilla invece tra il 15% e il 18%.
Lo studio segnala anche un problema di disuguaglianza territoriale. Le regioni del Nord e le isole, dove la diffusione del fotovoltaico domestico è già più alta, sono quelle che potrebbero beneficiare maggiormente dell'autoproduzione. Le grandi aree urbane del Centro-Sud, al contrario, si trovano in quella che i ricercatori definiscono una doppia vulnerabilità: saranno tra i territori più colpiti dall'aumento delle temperature, ma oggi hanno una penetrazione dei pannelli solari relativamente bassa.
Tra le città indicate come principali poli di crescita della domanda di elettricità per il raffrescamento figurano Roma, Napoli, Milano e Palermo, con gli incrementi più marcati attesi lungo la costa tirrenica del Centro Italia e nelle aree romana e napoletana. Sicilia e Veneto, grazie a una maggiore presenza di impianti, mostrano invece una capacità superiore di assorbire i nuovi fabbisogni energetici generati dalle ondate di calore.
Per Piazza e Colelli il fotovoltaico si trasforma, quindi, in uno strumento concreto di adattamento ai cambiamenti climatici. La sfida, secondo i due ricercatori, è costruire politiche mirate nelle grandi città e nelle regioni dove il caldo crescerà più rapidamente: incentivi e norme edilizie specifiche potrebbero evitare che le aree già più esposte alle estati mediterranee restino escluse dai benefici dell'autoproduzione energetica.










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9 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infochi voleva e poteva mettere i pannelli lo ha fatto con il 50%, un altro po' lo abbiamo regalato noi con il 110%
da qui in avanti ci saranno sempre meno installazioni, pochi italiani possono permettersi 13.000€ di impianto con accumulo
da qui in avanti ci saranno sempre meno installazioni, pochi italiani possono permettersi 13.000€ di impianto con accumulo
Batteria da quanti KWh?
Nei prossimi 2 o 3 anni dovrò affrontare una spesa simile per un impianto in isola (ristrutturazione casa di montagna).
la solita decina per un 6kwh
almeno era così un anno fa
Nei prossimi 2 o 3 anni dovrò affrontare una spesa simile per un impianto in isola (ristrutturazione casa di montagna).
Io non ho messo l'accumulo, ma installandolo avrei speso poco più di 10k per un 6kW di pannelli e 8kW di batteria (inverter incluso).
Non scordarti il periodo d'oro dello scambio sul posto incentivato... Quanti soldi. Il mio impianto (senza accumulo) è costato 30.000 euro 20 anni fa, coi prezzi di allora, ma le banche ti facevano molto volentieri un mutuo con cessione del credito, perché in meno di 10 anni l'ho ripagato al 100% solo con i bonifici che arrivavano.
è ovvio che nell'avvento delle innovazioni o dei cambi di tendenza sociali... ci sono sempre speculazioni e cose poco chiare
Se ognuno mettesse dei pannelli, per esempio sui balconi come avviene in Germania, saremmo quasi autonomi dal punto di vista energetico.
E c'è da dire che il nostro paese per i 2/3 territorali (ma non della popolazione) cioè dal centro al sud è altamente idoneo all'irraggiamento solare.
I prezzi di queste aziende che installano i pannelli non fanno che rallentare il progresso green e sociale del nostro paese.
E gli altri stati galoppano piu di noi, nonostante in inverno vedano il sole con il telescopio
è il prezzo decurtato della detrazione del 50% se ne hai diritto
coem quelli che mettono gli annunci su autoscout già decurtati di eventuale auto da rottamare per finire in cima alla ricerca
Se ognuno mettesse dei pannelli, per esempio sui balconi come avviene in Germania, saremmo quasi autonomi dal punto di vista energetico.
quelli li puoi già mettere senza nemmeno chiedere nulla
ma costano ancora troppo per quello che producono
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