Mai così tanti gas serra: il 2025 segna un nuovo record per le emissioni fossili
di Manolo De Agostini pubblicata il 15 Novembre 2025, alle 17:01 nel canale Energie Rinnovabili
Il Global Carbon Budget 2025 prevede un nuovo record di emissioni fossili, con 38,1 miliardi di tonnellate di CO2 e un aumento dell'1,1%. I pozzi naturali di carbonio si stanno indebolendo e il budget per limitare il riscaldamento a 1,5 °C è quasi esaurito.
Le proiezioni del Global Carbon Budget 2025 confermano un quadro tutt'altro che incoraggiante: le emissioni globali di CO₂ da combustibili fossili dovrebbero aumentare dell'1,1% entro la fine dell'anno, raggiungendo un nuovo massimo storico di 38,1 miliardi di tonnellate. Nonostante l'espansione delle energie rinnovabili e alcuni segnali positivi a livello regionale, la decarbonizzazione procede a un ritmo insufficiente rispetto alla crescita della domanda energetica globale.
Secondo il rapporto, presentato insieme a uno studio pubblicato su Nature, i sistemi naturali che fungono da pozzi di carbonio - foreste, suoli e oceani - stanno progressivamente perdendo efficienza. Il documento stima che l'8% dell'aumento della concentrazione atmosferica di CO₂ dal 1960 sia attribuibile all'indebolimento di questi "pozzi" a causa del cambiamento climatico. La fine del fenomeno meteorologico El Niño, che nel biennio 2023-2024 aveva aggravato siccità e ondate di calore, ha temporaneamente migliorato la capacità di assorbimento della biosfera nel 2025, ma il trend di lungo periodo rimane negativo.

Il budget globale di carbonio per contenere il riscaldamento entro 1,5 °C è considerato "virtualmente esaurito": gli scienziati stimano che i circa 170 miliardi di tonnellate di CO₂ rimanenti verranno superati prima del 2030 continuando con gli attuali livelli emissivi. La concentrazione atmosferica è destinata a toccare quota 425,7 ppm nel 2025, il 52% in più rispetto all'era preindustriale.
Le dinamiche emissive mostrano andamenti eterogenei:
- Cina (+0,4%): come riportato in altri studi, rallentamento significativo rispetto agli anni precedenti, grazie a un'espansione straordinaria delle rinnovabili che compensa solo in parte la crescita della domanda energetica.
- India (+1,4%): sotto le tendenze storiche; un monsone anticipato e l'aumento delle rinnovabili hanno contenuto il consumo di carbone.
- Stati Uniti (+1,9%): la ripresa del carbone e la maggior richiesta di riscaldamento, unita all'espansione delle esportazioni di gas naturale liquefatto, hanno invertito la tendenza al ribasso degli ultimi anni.
- Unione Europea (+0,4%): la minore produzione da eolico e idroelettrico, dovuta a condizioni meteorologiche sfavorevoli, ha comportato un incremento nell'uso di gas naturale.
- Giappone (-2,2%): prosegue la riduzione grazie a interventi strutturali e all'evoluzione del mix energetico.
- Resto del mondo (+1,1%): crescita trainata da una domanda energetica in espansione, soprattutto nei Paesi a medio reddito.
L'aumento delle emissioni coinvolge tutti i principali combustibili: carbone (+0,8%), petrolio (+1,0%) e gas naturale (+1,3%), quest'ultimo tornato ai livelli precedenti all'invasione russa dell'Ucraina. Anche l'aviazione internazionale registra un incremento marcato (+6,8%), superando i livelli pre-pandemia.
Le emissioni da cambiamenti nell'uso del suolo sono previste in calo a 4,1 miliardi di tonnellate nel 2025, grazie anche alla riduzione della deforestazione in alcune regioni chiave come l'Amazzonia, che quest'anno ha registrato i valori più bassi dal 2014. Tuttavia, vaste aree del Sud America e del Sud-est asiatico si stanno trasformando da pozzi di carbonio a sorgenti emissive, segno della crescente vulnerabilità degli ecosistemi tropicali.
Nel complesso, la crescita delle emissioni totali (combustibili fossili + uso del suolo) negli ultimi dieci anni si è ridotta rispetto al passato, passando dal +1,9% annuo (2005-2014) a +0,3% (2015-2024). Inoltre, 35 Paesi sono riusciti a diminuire le proprie emissioni pur continuando a espandere le proprie economie, un segnale che le tecnologie pulite possono risultare più competitive delle alternative fossili.
Tuttavia, gli scienziati sottolineano che tali progressi non sono ancora sufficienti per invertire la traiettoria globale: il superamento del budget di carbonio e il deterioramento dei pozzi naturali sono indicatori chiari dell'urgenza di ridurre rapidamente le emissioni.










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36 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoNon basta? Si può fare di piú certamente ma le FER ormai corrono e la crescita non sarà galoppante in eterno.
Non basta? Si può fare di piú certamente ma le FER ormai corrono e la crescita non sarà galoppante in eterno.
Punto di vista interessante
Non basta? Si può fare di piú certamente ma le FER ormai corrono e la crescita non sarà galoppante in eterno.
Nel 1900 (centoventicinque anni fa) eravamo sul pianeta 1,6 miliardi.
Oggi siamo PIU DI OTTO!!!! In poco più di un secolo!!
E' peggio che uno sciame di cavallette che prosciuga le risorse del pianeta e genera emissioni e rifiuti ad un ritmo esorbitante.
Davanti a questi numeri i tentativi di arginare emissioni ed inquinamento sono letteralmente una goccia nel mare. E' come illudersi di spegnere un incendio a colpi di sputo.
E' più che mai chiaro cosa succederà tra pochi anni: chi resterà col culo scoperto salterà alla gola di chi avrà ancora risorse.
Inutile nascondersi dietro un dito: il "bilanciamento" verrà fatto con missili e carri armati.. e chi resterà in piedi si prenderà i cocci.
CONSIDERATELO
Gli altri , fanno quello che gli pare, come sempre!
chiedetelo a Trump e alla tedesca che grida alla censura!!!!
Link ad immagine (click per visualizzarla)
ciao ciao
--- [B]I pozzi naturali [U]di carbonio[/U] si stanno indebolendo[/B] e il budget per limitare il riscaldamento a 1,5 °C è quasi esaurito.
Click sul link per visualizzare la notizia.
edit... pozzi naturali di carbonio? ovvero le capacità naturali di fissare-trattenere il carbonio?
/////////////////////
i dati per continente su cosa sono basati?
comunque mi pare ci siano altri contributi DI INQUINAMENTO non messi in conto...
ovvero... sembra che, in occasione della guerra condotta dalla Russia, e dalle risposte dell'Ucraina... toh! nelle guerre ci sono bombardamenti ed esplosioni, ma che strano...
probabilmente irrilevante per certe statistiche fatte su prospetti e rilievi da pappagalli sconoscitori della situazione...
e quindi ci siano state parecchie raffinerie distrutte in Russia, con cisterne e depositi di combustibile raffinato,
[B][U]parliamo COMPLESSIVAMENTE DI QUANTITA' IN CHILOMETRI CUBICI, ANDATI IN FUMO...[/U][/B]
OLTRE A TUTTE LE ESPLOSIONI PORTATE DAI MISSILI,
SENZA TRASCURARE IL LORO INQUINAMENTO (non credo ci siano ancora missili a batterie al litio che alimentano i motori dei missili)
ma come si fa a trascurare i punti che ho elencato?
Oggi siamo PIU DI OTTO!!!! In poco più di un secolo!!
E' peggio che uno sciame di cavallette che prosciuga le risorse del pianeta e genera emissioni e rifiuti ad un ritmo esorbitante.
Davanti a questi numeri i tentativi di arginare emissioni ed inquinamento sono letteralmente una goccia nel mare. E' come illudersi di spegnere un incendio a colpi di sputo.
E' più che mai chiaro cosa succederà tra pochi anni: chi resterà col culo scoperto salterà alla gola di chi avrà ancora risorse.
Inutile nascondersi dietro un dito: il "bilanciamento" verrà fatto con missili e carri armati.. e chi resterà in piedi si prenderà i cocci.
Ottima e pienamente condivisibile osservazione a cui bisogna aggiungere il fatto che, potenzialmente, almeno un miliardo tra cinesi ed indiani vuole raggiungere un tenore di vita simile a quello occidentale. Quindi poco importa che parte di questo di benessere sia possibile anche grazie a fonti di energia fossili.
Oggi siamo PIU DI OTTO!!!! In poco più di un secolo!!
E' peggio che uno sciame di cavallette che prosciuga le risorse del pianeta e genera emissioni e rifiuti ad un ritmo esorbitante.
Davanti a questi numeri i tentativi di arginare emissioni ed inquinamento sono letteralmente una goccia nel mare. E' come illudersi di spegnere un incendio a colpi di sputo.
E' più che mai chiaro cosa succederà tra pochi anni: chi resterà col culo scoperto salterà alla gola di chi avrà ancora risorse.
Inutile nascondersi dietro un dito: il "bilanciamento" verrà fatto con missili e carri armati.. e chi resterà in piedi si prenderà i cocci.
Esatto, ma il problema è avere impostato un modello sociale che si basa sulla crescita demografica per reggersi in piedi.
Il lato positivo è che presto anche loro si accorgeranno che facendo meno figli rimangono più risorse per sè stessi. Speriamo che questo non accada quando sarà troppo tardi.
La transizione fino ad adesso é stata gestita in maniera totalmente ideologica
- decrescita "felice"
- pianificare la riduzione delle emissioni basandosi su tecnologie inesistenti
- assumere sviluppi della tecnologia attuale irrealistici
- sottovalutare lo sforzo economico di cambiare totalmente il modo di produrre beni
- escludere tecnologie a basse emissioni di CO2 e consumo di suolo perché non "ideologicamente allineate" (OGM, nucleare).
Era ovvio che su queste basi gli obbiettivi fallissero.
Un sentito grazie agli ecologisti "intransigenti" e tutti i polli che gli hanno creduto. Questo fallimento é anche merito vostro. Con l'aggravante che adesso molte persone non vogliono sentire piú parlare di transizione energetica.
L'unica nota positiva é che il mondo occidentale sta ritornando piano piano ad un sano realismo di fronte a questi risultati disastrosi.
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