La rete elettrica USA funziona solo a metà: ecco come Tesla e Google vogliono ridurre le bollette
di Vittorio Rienzo pubblicata il 12 Marzo 2026, alle 16:44 nel canale Energie Rinnovabili
Tesla, Google, Carrier Global e altre società statunitensi hanno fondato Utilize, un consorzio che punta a ottimizzare l'utilizzo della infrastruttura elettrica già esistente. L'obiettivo è sfruttare tutto il potenziale della rete elettrica e ridurre i costi in bolletta per gli utenti
Diverse società americane tra cui, Tesla, Google e Carrier Global, hanno annunciato la nascita di Utilize, un nuovo consorzio industriale che punta a migliorare l'utilizzo della rete elettrica statunitense. L'iniziativa parte da un dato piuttosto curioso: secondo diverse analisi accademiche, una larga parte dell'infrastruttura elettrica degli Stati Uniti rimane inutilizzata per gran parte dell'anno.
L'obiettivo dell'alleanza consiste nell'ottimizzare la capacità già disponibile senza costruire nuove linee di trasmissione o nuove centrali. Secondo le prime stime, una gestione più efficiente della rete potrebbe generare risparmi superiori a 100 miliardi di dollari in dieci anni, con scenari che arrivano fino a 180 miliardi di dollari per i cittadini americani.

Un'analisi condotta dalla Duke University su 22 sistemi elettrici regionali statunitensi indica che la rete funziona mediamente solo al 53% della capacità totale. Questo significa che linee di trasmissione, trasformatori e altre infrastrutture restano inattivi per gran parte del tempo.
Il fenomeno dipende dalla struttura stessa del sistema energetico. Le reti vengono progettate per sostenere brevi periodi di picco della domanda, che si verificano solo per poche ore ogni anno. Le utility devono quindi costruire infrastrutture dimensionate per questi picchi, ma per la maggior parte delle ore il carico reale rimane sensibilmente inferiore. Tuttavia, il costo per dell'infrastruttura, seppur non utilizzata, viene comunque distribuito per intero sulle bollette dei consumatori.
Uno studio della Stanford University conferma il quadro: anche nei momenti di massimo consumo, nel sistema elettrico dell'Ovest degli Stati Uniti le linee di trasmissione lavorano tra il 18% e il 52% della capacità. In teoria le infrastrutture attuali potrebbero supportare tra 76 e 215 gigawatt di domanda aggiuntiva senza superare i livelli di carico storici.

Per Tesla il progetto si collega direttamente alla crescita della divisione energetica. Nel 2025 questa attività ha generato ricavi pari a 12,7 miliardi di dollari per la società di Elon Musk, con un incremento del 27% su base annua.
Nello stesso anno l'azienda ha installato 46,7 GWh di sistemi di accumulo, mentre la produzione dei sistemi Megapack continua ad aumentare. Vi è anche la costruzione di una nuova fabbrica a Houston che punta a raggiungere una capacità produttiva di 50 GWh annui entro il 2026.
Tesla sviluppa inoltre programmi di centrali elettriche virtuali (Virtual Power Plant). In California queste reti distribuite hanno già fornito oltre 100 MW di potenza alla rete, con l'obiettivo di evitare l'utilizzo di centrali a gas di emergenza.
Nel 2024 i proprietari delle batterie domestiche Powerwall hanno ricevuto quasi 10 milioni di dollari per la partecipazione ai programmi di flessibilità energetica. Infine, l'azienda ha avviato un progetto vehicle-to-grid che utilizza la batteria da 123 kWh del Cybertruck come risorsa energetica per la rete elettrica.
Per Google la questione riguarda ovviamente l'espansione delle infrastrutture dedicate all'intelligenza artificiale. La crescita dei data center richiede quantità sempre maggiori di energia elettrica.
L'azienda ha investito 4,75 miliardi di dollari in infrastrutture energetiche per data center e ha avviato lo sviluppo di 1,9 gigawatt di nuova energia pulita destinata a una singola struttura nello Stato del Minnesota.

Le previsioni indicano un aumento rapido della domanda elettrica dei data center negli Stati Uniti. Le stime parlano di 75,8 GW nel 2026, con una crescita fino a 134,4 GW entro il 2030. Un migliore utilizzo della rete esistente permetterebbe di collegare gli impianti molto più rapidamente, evitando i lunghi tempi necessari per costruire nuove linee di trasmissione.
Il consorzio Utilize include anche aziende come Renew Home, Sparkfund, SPAN e Verrus. Le soluzioni proposte includono sistemi di accumulo energetico, demand response, centrali virtuali e tecnologie digitali di ottimizzazione della rete.
L'iniziativa ha già ottenuto un primo risultato sul piano normativo nello Stato della Virginia. Il parlamento locale ha approvato una legge che richiede alle principali utility di misurare e pubblicare i tassi di utilizzo della rete elettrica. Una volta ratificata, la normativa renderà la Virginia il primo Stato americano a integrare questi dati nei procedimenti regolatori.
L'obiettivo finale consiste nel rendere trasparente quanto le infrastrutture esistenti vengano realmente sfruttate, così da mettere le basi per politiche energetiche che puntino sull'efficienza del sistema elettrico.










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2 Commenti
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Che assurdità, è ovvio che le reti abbiano un uso inferiore alla capacità e un uso del 50% non è malaccio..
le batterie sono l’ovvia soluzione per il problema delle rinnovabili..
tranne le dorsali di interconnessione nazionale tutte le linee lavorano ad intermittenza e non è una novità..
La novità sarebbe quella di usare le stazioni di pompaggio nelle ore vuote come si faceva una volta.. ecco che non è una novità..
La novità è l’uso delle batterie per risolvere il problema delle rinnovabili ? E quando le carico le batterie ? Quando voglio visto che la rete è usata al 50% ..
Ah.. poi la boiata che il costo delle infrastrutture dovrebbe calare usando le batterie è fotonica (gigamega ?)
Le infrastrutture sono già realizzate e pagate e non cambia nulla se aggiungo BESS, aumento solo i costi del sistema .. ma non ottengo sconti in fattura perchè non smonteranno le reti per farne di più piccole.. che per inciso non costerebbero di meno da mantenere
Tutto quello che stanno facendo questi consorzi è giustificare la vendita di BESS per fare soldi caricando costi sulla rete e poi aggiungere consumi stratosferici per mettere datacenter con la scusa che tanto ormai ci sono le BESS..
Come dire che a casa ci basta un contatore da 0.8 kW tanto la potenza media è di appena 0,3 kW per cui perchè fare allacci da 6 kW ? Contatore più piccolo per ridurre i costi di rete e poi 10 mila euro di batterie per gestire i picchi a casa.. risparmio ? 100 euro/anno sui fissi e 10 mila euro di batterie in meno in tasca.. secondo me un vero affare.. ma in ammmerica chi vende batterie vuole guadagnarci e quindi inventano questi gioiellini
le batterie sono l’ovvia soluzione per il problema delle rinnovabili..
tranne le dorsali di interconnessione nazionale tutte le linee lavorano ad intermittenza e non è una novità..
La novità sarebbe quella di usare le stazioni di pompaggio nelle ore vuote come si faceva una volta.. ecco che non è una novità..
La novità è l’uso delle batterie per risolvere il problema delle rinnovabili ? E quando le carico le batterie ? Quando voglio visto che la rete è usata al 50% ..
Ah.. poi la boiata che il costo delle infrastrutture dovrebbe calare usando le batterie è fotonica (gigamega ?)
Le infrastrutture sono già realizzate e pagate e non cambia nulla se aggiungo BESS, aumento solo i costi del sistema .. ma non ottengo sconti in fattura perchè non smonteranno le reti per farne di più piccole.. che per inciso non costerebbero di meno da mantenere
Tutto quello che stanno facendo questi consorzi è giustificare la vendita di BESS per fare soldi caricando costi sulla rete e poi aggiungere consumi stratosferici per mettere datacenter con la scusa che tanto ormai ci sono le BESS..
Come dire che a casa ci basta un contatore da 0.8 kW tanto la potenza media è di appena 0,3 kW per cui perchè fare allacci da 6 kW ? Contatore più piccolo per ridurre i costi di rete e poi 10 mila euro di batterie per gestire i picchi a casa.. risparmio ? 100 euro/anno sui fissi e 10 mila euro di batterie in meno in tasca.. secondo me un vero affare.. ma in ammmerica chi vende batterie vuole guadagnarci e quindi inventano questi gioiellini
Concordo.
Era da tanto che non vedevo un commento che non fosse da bar su questi argomenti, su questo sito.
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