La Commissione europea approva un piano italiano da 23 miliardi di euro per accelerare la produzione di energia rinnovabile
di Francesco Messina pubblicata il 09 Giugno 2026, alle 12:01 nel canale Energie Rinnovabili
La Commissione europea ha approvato un piano italiano da 23 miliardi di euro per sostenere la produzione di energia rinnovabile. Il programma finanzierà nuove infrastrutture eoliche, solari e idroelettriche tramite contratti per differenza, contribuendo alla decarbonizzazione, alla riduzione dei prezzi e al rafforzamento dell'indipendenza energetica entro il 2030
La Commissione europea ha dato il proprio assenso a un importante schema di aiuti di Stato presentato dall'Italia, del valore complessivo di 23 miliardi di euro, destinato a sostenere la produzione di elettricità da fonti rinnovabili. L'iniziativa si inserisce negli obiettivi del Clean Industrial Deal e nelle politiche europee per la transizione verso un'economia a zero emissioni.
Il programma italiano prevede la realizzazione di nuovi impianti per la generazione di energia attraverso diverse tecnologie, tra cui eolico onshore, solare, idroelettrico e gas da fanghi di depurazione. Secondo le stime, le nuove installazioni contribuiranno con circa 37,15 gigawatt di capacità aggiuntiva, pari a quasi la metà dell'attuale potenza rinnovabile installata nel Paese.
Questo intervento è considerato rilevante per raggiungere l'obiettivo nazionale di coprire il 39,4% del consumo energetico finale lordo con fonti rinnovabili entro il 2030. Inoltre, il piano dovrebbe favorire una riduzione dei prezzi dell'energia e diminuire la dipendenza dell'Unione Europea dalle importazioni energetiche.
Energia rinnovabile e il nuovo meccanismo di sostegno
Il meccanismo di sostegno scelto si basa su contratti per differenza a doppio senso, attraverso i quali i produttori ricevono un compenso variabile in base alla differenza tra il prezzo di mercato dell'elettricità e un prezzo di riferimento stabilito. Se il prezzo di mercato è inferiore, lo Stato copre la differenza; se è superiore, i produttori restituiscono l'eccesso. La durata prevista di questi contratti è di vent'anni.
L'assegnazione degli aiuti avverrà tramite procedure di gara competitive e trasparenti, nelle quali gli operatori presenteranno offerte sul livello di prezzo necessario per realizzare i singoli progetti. Per impianti di grande taglia saranno previsti criteri specifici legati anche alle normative europee sulla transizione industriale e sulla capacità produttiva a emissioni nette zero.
Gli impianti di piccola dimensione, invece, potranno accedere al sostegno senza partecipare a una gara, con un prezzo stabilito direttamente dall'autorità energetica italiana. Il budget complessivo è basato su ipotesi di mercato e potrebbe risultare inferiore in termini di costo netto qualora i prezzi dell'energia dovessero aumentare. La Commissione ha ritenuto la misura coerente con le norme sugli aiuti di Stato, giudicandola proporzionata e necessaria per accelerare la transizione energetica.










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5 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoSi ...poi ...
Arriva il N.I.M.B.Y ... e si ferma tutto ...Per non parlare del fatto che con le sole rinnovabili senza una "stabilizzazione" da parte di batterie, pile a gravità o nucleare (
Ad esempio chi ha fotovoltaico potrà finanziare le sole batterie?
Detto così 23 miliardi sono tanti ma se fossero relegati al solo pubblico è da sentirsi male, se vengono dedicati anche al privato c'è tanto di fattibile ma va capito come verranno realmente usati.
Per dire il conto termico 3.0 è andato a ruba ma era assurdamente complicato e con un sistema quasi da click day assurdo.
Inoltre andrebbe previsto per legge che i comuni non possano in alcun modo mettere bocca sugli impianti altrimenti ti trovi ad aver a che fare con comuni che si oppongono a tutto.
Nucleare posso anche capirlo ma non te lo può certo finanziare l'UE quando ancora non hai nemmeno una proposta di progetto nazionale.
Nuove trivellazioni anche no... prima di tutto entro il nostro territorio non ci sono riserve tali da giustificare trivellazioni rilevanti che costerebbero, avrebbero impatti ambientali enormi e alla fine non sposterebbero più di tanto.
Scusi, a quanto le fate le centrali nucleari? Quelle grandi o quelle piccole? Piccole... Ne prendo dieci... No, ho lo shopper grazie... allora, 23 miliardi, giusto? Se non vanno bene posso tornare vero?
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