L'Agenzia internazionale dell'energia rivede le stime: il picco dei combustibili fossili potrebbe non arrivare nel 2030

di pubblicata il , alle 12:21 nel canale Energie Rinnovabili L'Agenzia internazionale dell'energia rivede le stime: il picco dei combustibili fossili potrebbe non arrivare nel 2030

Il nuovo rapporto della IEA ridimensiona l'ottimismo sul picco dei combustibili fossili, che potrebbe non arrivare nel 2030, anche se la crescita delle rinnovabili resta inarrestabile. Alla COP30 di Belém, i paesi discutono come accelerare la transizione energetica.

 

Il nuovo rapporto World Energy Outlook 2025 dell'Agenzia internazionale dell'energia (IEA) segna un cambio di tono significativo rispetto alle previsioni più ottimistiche degli anni scorsi. Dopo aver stimato nel 2023 che la domanda globale di combustibili fossili avrebbe raggiunto il picco intorno al 2030, la IEA ora introduce uno scenario alternativo più pessimista, secondo cui il consumo di petrolio, carbone e gas potrebbe continuare a crescere ancora per decenni.

Questa revisione sarebbe legata, secondo diverse fonti, a pressioni politiche provenienti dagli Stati Uniti, dove il governo di Donald Trump sta promuovendo un forte rilancio delle fonti fossili. Washington, principale finanziatore singolo della IEA, avrebbe chiesto di reinserire uno scenario basato sulle politiche energetiche attuali, abbandonato cinque anni fa, per riflettere una visione più "realistica" del mercato.

Lo scenario aggiornato suggerisce che, senza nuove misure per accelerare la transizione energetica, la domanda globale non si stabilizzerà a breve. Tuttavia, la stessa IEA sottolinea che la crescita delle rinnovabili resta inarrestabile: nei prossimi cinque anni si prevede l'avvio di più progetti eolici e solari di quanti ne siano stati completati negli ultimi quarant'anni. L'aumento del 40% della richiesta globale di elettricità nei prossimi dieci anni sarà coperto in gran parte da solare, eolico e nucleare.

Combustibili fossili vs energie pulite

La domanda energetica è trainata anche dall'espansione dei datacenter e dell'intelligenza artificiale, che richiedono enormi quantità di elettricità. Ciò spinge a investire in nuove infrastrutture di generazione pulita e in batterie sempre più efficienti, mentre il costo delle tecnologie rinnovabili continua a diminuire.

Nonostante la revisione pessimistica, molti analisti ritengono che l'impatto complessivo sul mercato sarà limitato: i progressi tecnologici e la competitività economica delle rinnovabili stanno già riducendo la dipendenza dai combustibili fossili. Secondo la IEA, anche nello scenario peggiore, le energie pulite cresceranno più rapidamente di qualsiasi altro settore energetico.

Il rapporto è stato pubblicato in concomitanza con la COP30 di Belém (Brasile), dove i leader mondiali stanno negoziando nuovi impegni per ridurre le emissioni e accelerare la transizione. La conferenza potrebbe rappresentare un punto di svolta per tornare verso lo scenario più ottimistico delineato dalla IEA nel 2023.

16 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - info
Ginopilot13 Novembre 2025, 12:51 #1
Una buona notizia, vuol dire che si continuera' a crescere.
Strato154113 Novembre 2025, 13:11 #2
Nel 2023 hanno stimato il picco al 2030, quindi dopo soli 7 anni.
Oggi nel 2025 dopo solo 2 anni inseriscono uno scenario in cui cresceranno per decenni, per colpa di Trump!
Trump resterà in carica per altri 3 anni non per decenni......
Il tutto mentre si tace su cina ( con il cinawashing in atto ) e l'india ovviamente..
Fanno opposizione, scienza o fantascienza?
Ginopilot13 Novembre 2025, 14:16 #3
C'entra poco trump, gli usa hanno petrolio e gas a costi molto bassi. E' difficile convincerli a spendere cifre notevoli per avere ritorni risibili. Ciò nonostante le emissioni procapite da loro stanno diminuendo.
Il problema è l'asia dove il trend di crescita non sembra scalfito. Per non parlare delle emissioni assolute. La cina emette il 30% delle emissioni di co2 globali, mentre l'europa appena il 6%.
ilariovs13 Novembre 2025, 14:41 #4
Personalmente dubito fortemente che le potliche possano influenzare il mercato piú di tanto.

Gli USA e l'Opec possono spingere quanto vogliono ma o vendono a prezzaccio e non credo lo possano fare o il giochino non ha senso, o la transizione continuerà spedita come oggi.

FV ed EO sono pe fonte piú economiche sul mercato e questo le rende appetibili a prescindere.
Sole 24 ore "In Africa l'energia solare inizia a fare la differenza"; importazione dalla Cina +60%.
softkarma13 Novembre 2025, 14:54 #5
Originariamente inviato da: Ginopilot
C'entra poco trump, gli usa hanno petrolio e gas a costi molto bassi. E' difficile convincerli a spendere cifre notevoli per avere ritorni risibili. Ciò nonostante le emissioni procapite da loro stanno diminuendo.
Il problema è l'asia dove il trend di crescita non sembra scalfito. Per non parlare delle emissioni assolute. La cina emette il 30% delle emissioni di co2 globali, mentre l'europa appena il 6%.


La Cina è la fabbrica del pianeta, quante delle emissioni cinesi sono dovute alla produzione di beni per l'Europa? Dire che la Cina emette 30 e l'Europa 6 è evidentemente sbagliato.

La Cina, oltre ad aver già raggiunto gli obiettivi di installato FER previsti al 2030, sta diminuendo la produzione di energia da carbone nel 2025.

https://www.carbonbrief.org/analysi...-for-18-months/

La stessa cosa non si può certo dire degli Stati Uniti, nella storia hanno inquinato molto più della cina e sono i primi per inquinamento procapite. Con Trump (e il nuovo corso) stanno tornando a fossili e carbone.
Max Power13 Novembre 2025, 15:06 #6
Originariamente inviato da: Ginopilot
Ciò nonostante le emissioni procapite da loro stanno diminuendo.


Sai com'è, un po' di fotovoltaico qua, qualche PDC là...
Strato154113 Novembre 2025, 15:22 #7
Originariamente inviato da: softkarma
La Cina è la fabbrica del pianeta, quante delle emissioni cinesi sono dovute alla produzione di beni per l'Europa? Dire che la Cina emette 30 e l'Europa 6 è evidentemente sbagliato.

La Cina, oltre ad aver già raggiunto gli obiettivi di installato FER previsti al 2030, sta diminuendo la produzione di energia da carbone nel 2025.

https://www.carbonbrief.org/analysi...-for-18-months/

La stessa cosa non si può certo dire degli Stati Uniti, nella storia hanno inquinato molto più della cina e sono i primi per inquinamento procapite. Con Trump (e il nuovo corso) stanno tornando a fossili e carbone.


Di fatto sono loro ad emettere, anche su questo si riesce a sindacare!
Secondo punto solite falsità e numeri a piacere ( per fare "apolocina" ) di moda in questo forum, ma:

nuove centrali a carbone: Nel primo semestre del 2025 sono entrati in funzione 21 GW di nuove centrali a carbone, il dato semestrale più alto dal 2015, secondo Rinnovabili e Global Energy Monitor.
Cantieri e autorizzazioni: Sono stati avviati o riattivati 46 GW di cantieri, e 25 GW di nuove autorizzazioni sono state concesse, con proposte per altri 75 GW, secondo Rinnovabili.

He ma la cina è greennn
Doraneko13 Novembre 2025, 21:23 #8
Originariamente inviato da: softkarma
La Cina è la fabbrica del pianeta, quante delle emissioni cinesi sono dovute alla produzione di beni per l'Europa? Dire che la Cina emette 30 e l'Europa 6 è evidentemente sbagliato.

La Cina, oltre ad aver già raggiunto gli obiettivi di installato FER previsti al 2030, sta diminuendo la produzione di energia da carbone nel 2025.

https://www.carbonbrief.org/analysi...-for-18-months/

La stessa cosa non si può certo dire degli Stati Uniti, nella storia hanno inquinato molto più della cina e sono i primi per inquinamento procapite. Con Trump (e il nuovo corso) stanno tornando a fossili e carbone.


Guarda qui le emissioni procapite. Ordinati il grafico in modo da avere i dati in ordine.
euscar14 Novembre 2025, 10:23 #9
Interessante articolo su Focus: "[I]Qual è il futuro delle rinnovabili? Domineranno il panorama energetico[/I]" dove alla fine però riporta le stesse previsioni più pessimistiche (con tanto di link ad un articolo del nytimes) << basata sulle "politiche attuali", che prevede che i Paesi non intraprendano ulteriori strategie per favorire le rinnovabili: secondo questo scenario, il picco potrebbe non essere alle porte e la domanda di gas e petrolio potrebbe continuare a crescere fino al 2050, ... questa previsione sia stata inserito sotto pressioni dell'amministrazione Trump >>
Notturnia14 Novembre 2025, 23:06 #10
ma come.. quando lo dicevo io non era vero e adesso anche l'AIE è costretta ad ammettere che il consumo di combustibili fossili nelle nazioni in forte crescita sta vanificando tutto il costosissimo lavoro sulle rinnovabili ?..
ma no.. non ci posso credere..

Devi effettuare il login per poter commentare
Se non sei ancora registrato, puoi farlo attraverso questo form.
Se sei già registrato e loggato nel sito, puoi inserire il tuo commento.
Si tenga presente quanto letto nel regolamento, nel rispetto del "quieto vivere".

La discussione è consultabile anche qui, sul forum.
^