Il solare diventa la prima fonte di elettricità nell'UE: energie rinnovabili al 54% nel 2025
di Francesco Messina pubblicata il 01 Ottobre 2025, alle 16:01 nel canale Energie Rinnovabili
Nel secondo trimestre 2025 le rinnovabili hanno generato il 54% dell'elettricità in Europa, con il solare in testa. A giugno il fotovoltaico è diventato la principale fonte energetica europea con il 22%. La Danimarca guida il Vecchio Continente con il 94,7% di rinnovabili.
Le energie rinnovabili hanno generato più della metà dell'energia elettrica nell'Unione Europea nel secondo trimestre del 2025, raggiungendo una quota del 54% secondo i dati pubblicati da Eurostat. A trainare questa crescita è stata soprattutto l'energia solare, che per la prima volta ha assunto un ruolo da protagonista assoluto nel mix energetico europeo.
La produzione solare ha toccato i 122.317 gigawattora (GWh), pari a quasi il 20% dell'elettricità totale generata nell'UE. Giugno 2025 ha segnato un momento storico: per la prima volta, il solare è diventato la principale fonte di elettricità dell'Unione, fornendo il 22% del fabbisogno complessivo. In quell'occasione, ha superato di poco il nucleare (21,6%), seguito da eolico (15,8%), idroelettrico (14,1%) e gas naturale (13,8%).
Il quadro, tuttavia, non è uniforme tra i Paesi membri. Alcuni Stati hanno quasi raggiunto la totale indipendenza dalle fonti fossili: Danimarca guida la classifica con il 94,7% di elettricità da rinnovabili, seguita da Lettonia (93,4%), Austria (91,8%), Croazia (89,5%) e Portogallo (85,6%). All'estremo opposto si collocano Slovacchia (19,9%), Malta (21,2%) e Repubblica Ceca (22,1%), dove le rinnovabili restano ancora marginali.

Energie rinnovabili: 15 stati registrano un aumento della quota
Nel complesso, 15 Stati membri hanno registrato un aumento della quota rinnovabile rispetto all'anno precedente. I progressi più rilevanti sono stati in Lussemburgo (+13,5 punti percentuali) e Belgio (+9,1 pp), spinti soprattutto dall'espansione del solare. Analizzando la composizione interna del comparto rinnovabile, il solare si conferma al primo posto con il 36,8% del totale, seguito dall'eolico (29,5%), dall'idroelettrico (26%), dalla biomassa (7,3%) e dal geotermico (0,4%).
Questi numeri consolidano la leadership del solare nella transizione energetica europea, sostenuta anche da politiche comunitarie e investimenti crescenti. Il 2025 potrebbe essere ricordato come l'anno in cui il fotovoltaico ha definitivamente sorpassato le fonti tradizionali, aprendo a una nuova fase di decarbonizzazione.
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Tuttavia, restano sfide importanti: dalla necessità di infrastrutture di accumulo per gestire l'intermittenza delle rinnovabili, fino al sostegno per i Paesi che ancora dipendono in larga misura da carbone e gas. L'obiettivo dell'UE di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 appare oggi un po' più vicino.










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61 Commenti
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Uno penserebbe Grecia, Spagna, Francia, Italia (tutto il SUD Mediterraneo). Invece.
E dove sarebbe stata buttata?
Mai sentito dire che l'energia elettrica venga buttata in discarica...
Mai sentito dire che l'energia elettrica venga buttata in discarica...
In pratica si paga per vendere energia in surplus visto che non c'è modo di immagazzinarla.
Es ad aprile 2024 la California ha avuto regimi con prezzi negativi per 24 giorni.
In pratica si paga per vendere energia in surplus visto che non c'è modo di immagazzinarla.
Es ad aprile 2024 la California ha avuto regimi con prezzi negativi per 24 giorni.
Si potrebbe invece monetizzarla affiancandoci dei miners, facendola pagare ai bitcoiners, che sarebbero ben contenti, e avanzerebbero anche dei soldi per espandere gli impianti/stoccaggio/collegamenti alla grid, ma la propaganda per grulli woke-totalitarian-fintogreen-mongoeuropea ne soffrirebbe e si indebolirebbe il ghiotto vettore d'attacco del "disastro ambientale" o "il mining aumenta i costi energetici per tutti" o "le esternalità", e allora meglio buttarla o farla pagare a tutti
Se vuoi utilizzarla puoi farti avanti e metterci dei soldi su... Non credo che ci siano divieti in tal senso.
Semplicemente, anche se é tanta energia buttata, non conviene tirare su tutta l'infrastruttura per utilizzarla solo quando ci sono i picchi di sovraproduzione.
Semplicemente, anche se é tanta energia buttata, non conviene tirare su tutta l'infrastruttura per utilizzarla solo quando ci sono i picchi di sovraproduzione.
Se convenga o meno va valutato caso per caso. Quel che è certo è che i "regulators" EU sono piuttosto ostili al settore, specialmente in certi Paesi tipo Svezia https://thebitcoinmanual.com/articl...out-btc-miners/
La mongopropaganda ambientalara EU semplicemente guarda il consumo, a prescindere da tutto il contesto, che invece è fondamentale.
Il risultato sono le solite coglionate che non aiutano di una virgola l'ambiente, anzi, e aumentano indirettamente il costo della vita per tutti.
La mongopropaganda ambientalara EU semplicemente guarda il consumo, a prescindere da tutto il contesto, che invece è fondamentale.
Il risultato sono le solite coglionate che non aiutano di una virgola l'ambiente, anzi, e aumentano indirettamente il costo della vita per tutti.
La Svezia, con tutti i bacini idroelettrici+nucleare che si ritrova, é uno dei paesi europei in cui problemi di sovraproduzione si presentatano meno in assoluto. Ergo non si applica a quello che volevi dire tu.
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