Germania e Danimarca accelerano sull'eolico offshore: accordo per l'isola energetica di Bornholm

di pubblicata il , alle 14:31 nel canale Energie Rinnovabili Germania e Danimarca accelerano sull'eolico offshore: accordo per l'isola energetica di Bornholm

Germania e Danimarca hanno raggiunto un accordo per sviluppare Bornholm Energy Island, un progetto eolico offshore da 3 GW nel Mar Baltico. Finanziata dall'UE e parte dell'iniziativa Energy Highways, l'isola energetica collegherà le reti dei due Paesi, fungendo da modello per future infrastrutture europee.

 

Germania e Danimarca hanno formalizzato un accordo per portare avanti congiuntamente il progetto Bornholm Energy Island, una delle iniziative più ambiziose nel panorama europeo dell'eolico offshore. L'intesa è stata annunciata a margine del North Sea Summit di Amburgo, durante una conferenza stampa che ha visto la partecipazione della premier danese Mette Frederiksen e del cancelliere tedesco Friedrich Merz.

Il progetto prevede la realizzazione di una vera e propria isola energetica nel Mar Baltico, destinata a raccogliere e convogliare fino a 3 GW di elettricità prodotta da impianti eolici offshore, collegandoli direttamente alle reti elettriche nazionali di Danimarca e Germania.

Bornholm fungerà da nodo di raccolta e smistamento dell'energia, grazie alla realizzazione di una stazione di conversione in corrente continua ad alta tensione (HVDC). Da qui, l'elettricità prodotta in mare aperto verrà trasportata sia verso la Danimarca sia verso la Germania attraverso collegamenti a 525 kV, composti da cavi sottomarini e tratti terrestri. Nel dettaglio, è previsto un collegamento da 1,2 GW tra Bornholm e l'isola danese della Zelanda, lungo complessivamente 226 chilometri, in larga parte offshore.

A questo si affiancherà una seconda connessione da 2 GW verso la Germania, che si svilupperà per circa 180 chilometri, anch'essa prevalentemente in mare. Il disegno infrastrutturale lascia inoltre spazio a future espansioni: in via opzionale, l'hub potrebbe accogliere ulteriori 800 MW di capacità eolica e aprirsi al collegamento con altri Paesi europei.

L'obiettivo è superare l'approccio tradizionale, che vede l'energia eolica marina come una risorsa esclusivamente nazionale, trasformandola invece in un asset condiviso a livello europeo a supporto dell'elettrificazione e della sicurezza energetica.

Bornholm Energy Island rappresenta uno dei primi risultati concreti dell'iniziativa Energy Highways, parte del European Grids Package presentato dalla Commissione europea nel dicembre 2025. In questo contesto, il progetto è stato classificato come Project of Common Interest (PCI), status che consente un accesso prioritario ai finanziamenti e a procedure autorizzative semplificate. A supporto della fase realizzativa è stato infatti assegnato un contributo di 645 milioni di euro attraverso il programma Connecting Europe Facility.

Secondo la Commissione europea, le infrastrutture transfrontaliere di questo tipo sono essenziali per affrontare le principali criticità del sistema energetico continentale, orientando gli investimenti verso soluzioni capaci di garantire energia sicura, sostenibile e a costi competitivi. L'accordo tra Berlino e Copenaghen viene quindi considerato un passaggio chiave nella costruzione di una rete elettrica europea più resiliente e integrata.

Il commissario europeo per l'Energia e l'Edilizia, Dan Jørgensen, ha definito Bornholm Energy Island un modello di riferimento per lo sviluppo futuro delle rinnovabili offshore nell'Unione, sottolineando come il progetto rafforzi l'indipendenza energetica europea in un contesto geopolitico complesso, contribuisca alla competitività industriale e supporti gli obiettivi climatici di lungo periodo. La Commissione ha inoltre confermato che continuerà a sostenere entrambe le parti per accelerarne l'implementazione operativa.

4 Commenti
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ninja75002 Febbraio 2026, 14:59 #1
agli uccelli del presidente americano non ci pensa nessuno?
Douglas Mortimer02 Febbraio 2026, 15:04 #2
Merz aveva promesso di riaccendere almeno alcune centrali nucleari, naturalmente non lo farà.
Invece si dedica a queste semi inutili pale eoliche, ostaggi del vento e delle sue mancanze che hanno contribuito alla recessione economica della Germania.
HappyPro03 Febbraio 2026, 08:51 #3
Originariamente inviato da: Douglas Mortimer
Merz aveva promesso di riaccendere almeno alcune centrali nucleari, naturalmente non lo farà.
Invece si dedica a queste semi inutili pale eoliche, ostaggi del vento e delle sue mancanze che hanno contribuito alla recessione economica della Germania.


Il problema delle centrali nucleari a fissione è che l'unica nazione rimasta ad arricchire uranio è la Russia
E visto i tempi che girano non so se Putin darebbe tanto facilemente il suo uranio ai tedeschi
Darkon03 Febbraio 2026, 08:56 #4
Originariamente inviato da: Douglas Mortimer
Merz aveva promesso di riaccendere almeno alcune centrali nucleari, naturalmente non lo farà.
Invece si dedica a queste semi inutili pale eoliche, ostaggi del vento e delle sue mancanze che hanno contribuito alla recessione economica della Germania.


La recessione della Germania è alimentata da tante cose e credo di poter dire che l'eolico o le rinnovabili in generale SE hanno effettivamente contribuito hanno dato un contributo risibile.

La Germania paga decenni di politica industriale a dir poco folle dei suoi grandi gruppi VW in testa ma anche industrie dell'acciaio e così via in cui da essere una delle grandi manifatture si è ridotta a essere tutta sgangherata perché pur di distribuire utili insostenibili hanno via via eroso i bilanci creando la situazione ideale per un crollo.

Per fare un esempio semplice da comprendere è come se uno pur di arricchirsi, vendesse al mercato terra che scava sotto le fondamenta di casa sua e poi si stupisce se la casa inizia a cedere.

Originariamente inviato da: HappyPro
Il problema delle centrali nucleari a fissione è che l'unica nazione rimasta ad arricchire uranio è la Russia
E visto i tempi che girano non so se Putin darebbe tanto facilemente il suo uranio ai tedeschi


È da mesi che sostengo che l'Europa ha gestito questa guerra nel modo peggiore possibile. Se veramente si vuole proteggere l'Ucraina ci si doveva schierare al day1 in modo che attaccare significava attaccare tutti; se invece non eravamo convinti dovevamo starne del tutto fuori.

Qua invece non abbiamo impedito l'avanzata di Putin ma ci siamo sobbarcati una marea di costi senza ottenere praticamente niente perché tanto anche se domani si firmasse una pace la ricostruzione andrebbe in larga parte agli USA che otterrebbero anche un certo controllo nella nuova Ucraina, la Russia si prende tutto o parte di quello che voleva ma anche loro ottengono qualcosa e noi siamo i fessi che han pagato e non hanno ottenuto nulla.

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