Eni porta la produzione di batterie in Italia: a Brindisi il più grande sito europeo è realtà
di Vittorio Rienzo pubblicata il 06 Luglio 2026, alle 17:08 nel canale Energie Rinnovabili
Eni Storage Systems ha avviato a Brindisi i lavori per un nuovo polo produttivo dedicato alle batterie LFP destinate ai sistemi di accumulo energetico. Il progetto prevede una capacità complessiva di 16 GWh entro il 2030, con produzione di celle, moduli, materiali catodici e perfino un sistema di riciclo completo
Eni ha avviato i lavori del nuovo polo industriale di Brindisi dedicato alla produzione di batterie al litio-ferro-fosfato (LFP) che porterà la produzione di batterie per l'accumulo stazionario direttamente in Italia. Il progetto, sviluppato da Eni Storage Systems, società partecipata da Eni Industrial Evolution e FIB del gruppo Seri Industrial, punta a realizzare una filiera produttiva integrata destinata soprattutto ai Battery Energy Storage System (BESS), sistemi che consentono di immagazzinare l'energia prodotta da fonti rinnovabili e di renderla disponibile quando la rete ne ha bisogno.
La cerimonia della posa della prima pietra si è svolta all'interno del sito industriale Versalis di Brindisi, in un'area che in passato ospitava attività dedicate allo stoccaggio dei polimeri e altre produzioni ormai dismesse. La riconversione del sito rappresenta il primo passo verso la realizzazione di quello che Eni definisce "il primo polo italiano ed europeo integrato dedicato alle batterie stazionarie".

Il progetto prevede la costruzione di una gigafactory per la produzione di celle e moduli LFP, affiancata da un impianto per l'assemblaggio dei pacchi batteria BESS. La struttura avrà una capacità sufficiente anche per integrare i moduli provenienti dalla gigafactory Seri Industrial di Teverola, in provincia di Caserta.
"Un investimento che darà vita a una filiera locale innovativa, in grado di generare occupazione e autonomia strategica rispetto ai mercati extra-UE, di ridurre le emissioni senza perdere competitività. Il nostro modello di trasformazione industriale che unisce una maggiore sostenibilità ambientale, competitività economica e sicurezza energetica è concreto. E si completa con il contestuale ingresso di Eni in FAENIX, la società del gruppo Seri Industrial che commercializzerà i sistemi di accumulo prodotti a Teverola e a Brindisi" ha dichiarato Giuseppe Ricci, Direttore operativo Trasformazione Industriale di Eni.
Le batterie LFP rappresentano una delle tecnologie più diffuse per gli accumuli stazionari grazie alla loro stabilità operativa, alla lunga durata e ai costi competitivi rispetto ad altre chimiche agli ioni di litio. I sistemi BESS rivestono un ruolo fondamentale nella gestione delle reti elettriche moderne perché accumulano l'energia prodotta durante i picchi di generazione da impianti fotovoltaici ed eolici e la rilasciano quando la domanda aumenta o la produzione diminuisce.
Secondo le stime riportate dall'azienda, la domanda europea di sistemi di accumulo passerà da 36 GWh nel 2025 a circa 138 GWh entro il 2030, un incremento che rende questo comparto sempre più rilevante per lo sviluppo delle energie rinnovabili e per la stabilità della rete elettrica.
Il piano industriale prevede una capacità produttiva complessiva di 16 GWh all'anno entro il 2030, suddivisa in parti uguali tra Brindisi e Teverola. A regime, il nuovo polo potrebbe coprire oltre il 10% del mercato europeo dei sistemi di accumulo stazionario.

"Le fasi di profonda trasformazione richiedono coraggio, visione e capacità di riconoscere quando alcuni modelli industriali non sono più sostenibili. E se la risposta è un investimento in una attività innovativa, competitiva e centrale nella transizione energetica mondiale, noi siamo fieri di farne parte. Quando il cambiamento è guidato da una solida visione industriale, da responsabilità sociale e dalla consapevolezza che occorre fare sistema nel nostro Paese, allora siamo certi che questa iniziativa sarà una straordinaria opportunità di sviluppo per Brindisi e l'Italia" ha dichiarato Vittorio Civitillo, AD di Seri Industrial e AD di FAENIX
La seconda fase dell'iniziativa comprenderà anche la produzione del materiale attivo catodico LFP e la realizzazione di un impianto dedicato al riciclo delle batterie, entrambi dimensionati per supportare le due gigafactory. L'obiettivo consiste nel costruire una filiera industriale autonoma rispetto ai fornitori extraeuropei, rafforzando la produzione nazionale lungo l'intera catena del valore.
Per Eni l'iniziativa rappresenta l'ingresso in un nuovo settore industriale legato alla transizione energetica. L'azienda punta a integrare la produzione di batterie con lo sviluppo delle energie rinnovabili, il rafforzamento della sicurezza energetica e la crescita di una filiera manifatturiera italiana dedicata alle tecnologie per l'accumulo di energia.










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24 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoNe vendono di LIFEPOE4 perchè si usano del fotovoltaico e al posto delle batterie di trazione ad esempio nei camper o ultimamente,nei muletti,previa "piombatura" per sopperire al peso minore,altrimenti il muletto si sbilancia.
SARA' .. forse .. realtà..
4 anni per farlo e portarlo a regime non mi pare siano realtà oggi..
purtroppo ormai abbiamo deciso di andare a pile su tutto.. energia rinnovabile spot dentro a pile usa e getta..
boh.. vai a capire questa transizione economica dove punta..
C'è ENI dietro ne dubito, soldi ne hanno. Ma chissà.
ricordo una mitica fabbrica di pannelli FV di ENEL ..
SARA' .. forse .. realtà..
4 anni per farlo e portarlo a regime non mi pare siano realtà oggi..
purtroppo ormai abbiamo deciso di andare a pile su tutto.. energia rinnovabile spot dentro a pile usa e getta..
boh.. vai a capire questa transizione economica dove punta..
Quindi per te una batteria che ha una vita utile di almeno 10 anni e che può essere riciclata per oltre l'80% dei componenti è usa e getta?
esatto
ci sono sistemi migliori che non richiedono il continuo massacro del pianeta
poi vorrei far notare un problema del tuo ragionamento..
la batteria può essere riciclata per l'80% non vuol dire che viene riciclata per l'80%
anche il PET è riciclabile al 100% eppure molte nazioni lo gettano in mare e per le batterie non sarà molto diverso visto che lo smaltimento verrà affidato alle stesse nazioni a cui adesso affidiamo altre cose da "smaltire"
ma anche fosse è un processo molto inquinante
altra cosa .. i pannelli installati nei conti energia fino al 2012 avevano minimo 20 anni di vita utile ma sono stati in gran parte già smaltiti (non riciclati) per fare posto a sistemi più efficienti per guadagnare di più e anche in questi mesi (14 anni di vita di quelli più giovani) ci sono bonus per la loro sostituzione con altri pannelli che avrebbero una vita utile di 25-30 anni per cui chi lo dice che queste batterie da 10 anni faranno 10 anni di lavoro e non 5 ? tanto per dire
siccome è solo una questione di soldi si, per me 10 anni è usa e getta visto il dispendio di risorse per farle e la poca certezza che verranno trattate in modo corretto a fine vita
si doveva fare di meglio e non seguire il consumismo in questa transizione capitalista che hanno fatto.. ma vedo che molta gente non vede i danni che si stanno facendo e crede che vada bene così per cui chi sono io per lamentarmi del problema ?
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