Energie rinnovabili 2025: quasi 42% del totale, il fotovoltaico sorpassa l'idroelettrico
di Massimiliano Zocchi pubblicata il 23 Dicembre 2025, alle 15:52 nel canale Energie RinnovabiliNel 2025 il fotovoltaico ha coperto più domanda energetica, mentre l'idroelettrico è calato. In generale le rinnovabili hanno coperto quasi il 42% del mix energetico
Le energie rinnovabili continuano ad avere una quota importante nel panorama italiano, sia come copertura della domanda, sia come produzione. Quest'anno molto probabilmente si chiuderà in pari rispetto al 2024, ma ci sono state delle variazioni significative tra le diverse fonti.
Prendendo in considerazione i dati da gennaio a novembre 2025, la domanda nazionale è calata di pochissimo, -0,8%, e le fonti rinnovabili hanno coperto il 41,4% della domanda, mentre se si considera la produzione nazionale si sale al 48,1%, un dato più o meno in linea con quello del 2024, quando era a 49,8%.
Tuttavia, nel corso di quest'anno ci sono stati cambiamenti sulla distribuzione. Il clima diverso, meno piovoso, e nuove installazioni, hanno spinto il fotovoltaico, che a fine novembre è arrivato per la prima volta al 15% del totale del mix energetico annuale, un bel salto in avanti rispetto al 12% di un anno fa. Finora con i pannelli solari si sono prodotti 42,5 TWh, +8,1 TWh anno su anno.

Al contrario l'idroelettrico ha avuto un calo importante, -22,7%, arrivando a coprire solo il 13% della domanda (era 16,9% un anno fa). Anche l'eolico cresce, seppur di poco, con una produzione pari al 7% della domanda, +1,8% confrontando con il 2024, mentre i settori bioenergia e geotermia restano quasi stabili.
Per meglio comprendere il valore dei singoli attori solo nella parte che riguarda le energie rinnovabili, i numeri relativi dicono che il fotovoltaico è la fonte principale con il 36,2%, seguito dall'idroelettrico con 32,8%, e al terzo gradino del podio c'è l'eolico, molto staccato, con 16,8%.
I dati di fine anno sembrano fotografare una situazione che diventa più flessibile. La continua installazione di nuovi impianti di tutte le tipologie bilancia le variazioni e le alternanze dovute a annate climatiche molto diverse tra loro, rendendo il sistema delle rinnovabili più resiliente. Soprattutto l'idroelettrico nel nostro Paese non ha molte possibilità di sviluppo, e dunque le altre fonti rinnovabili diventano fondamentali per coprire eventuali cali del sistema basato su bacini e corsi d'acqua.










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11 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoPerché semplicemente da noi l'energia si paga ancora facendo riferimento al mercato del GAS
Beh, non è proprio cosi... tutti (o quasi) usano combustibili fossili (gas o carbone) per soddifare la domanda di energia.
Vogliamo ridurre il costo? Ci sono vari metodi:
- diminuire la domanda. Ma non credo sia fattibile, a meno che si autoproduce di più (e non parlo del singolo cittadino ovviamente)
- aumentare produzione a basso costo (eolico, fotovoltaico...)
- ridurre dipendenza da gas (che in italia è del 40% usando il PSV, che costa più del TTF tedesco [germania che genera il 15% con il gas])
Il problema è che se non si fa niente, continueremo a pagare di più.
Vogliamo ridurre il costo? Ci sono vari metodi:
- diminuire la domanda. Ma non credo sia fattibile, a meno che si autoproduce di più (e non parlo del singolo cittadino ovviamente)
- aumentare produzione a basso costo (eolico, fotovoltaico...)
- ridurre dipendenza da gas (che in italia è del 40% usando il PSV, che costa più del TTF tedesco [germania che genera il 15% con il gas])
Il problema è che se non si fa niente, continueremo a pagare di più.
In realtà è proprio così. L’energia disponibile sul mercato dei produttori costa meno se viene prodotta dalle rinnovabili, e il gestore la compra a partire dall’offerta più bassa, e a scalare dall’offerta più alta, ma alla fine viene tutta pagata come l’ultima offerta, e indovina qual è l’ultima e la più cara? Il gas!
Per pagare meno l’energia si potrebbe anche lasciare tutto com’è oggi, semplicemente pagando ogni fonte in proporzione al suo prezzo di vendita reale, e non per forza in base alla fonte più costosa.
Con il sistema attuale anche aumentando le rinnovabili, e diminuendo il gas non cambierebbe nulla, perché anche con un solo MWh comprato dal gas, tutta l’energia verrebbe pagata come il gas, cioè come l’offerta peggiore.
I costi tanto rimarranno sempre gli stessi, forse ci sarà meno inquinamento, se dovessi anche staccarti dalla rete possiamo stare sicuri che mettono una tassa sui pannelli solari, lo stato non perde mai un Euro, noi dobbiamo in qualunque modo rimanere poveri.
Bisognerà decidersi a disaccoppiare il prezzo dell'elettricità e tariffarlo in base alle componenti.
Avverrà mai?
In un paese che sta sprofondando mese dopo mese, ogni centesimo è utile per... boh niente di concreto.
Perché un privato dovrebbe guadagnare su una cosa che serve a tutti e che non potrebbe esistere se non ci fosse lo stato a negoziare le fonti primarie o a sovvenzionare la creazione di nuovi impianti?
Lo stato decide il prezzo e, di conseguenza, quanto guadagnarci.
Per pagare meno l’energia si potrebbe anche lasciare tutto com’è oggi, semplicemente pagando ogni fonte in proporzione al suo prezzo di vendita reale, e non per forza in base alla fonte più costosa.
Con il sistema attuale anche aumentando le rinnovabili, e diminuendo il gas non cambierebbe nulla, perché anche con un solo MWh comprato dal gas, tutta l’energia verrebbe pagata come il gas, cioè come l’offerta peggiore.
Sì, il prezzo marginale funziona così. Ma funziona così in tutta europa. Stavo criticando il "...da noi l'energia si paga ancora facendo riferimento al mercato del GAS". Anche in germania, in francia, in inghilterra... ma chissà come mai italia si paga di più.
E vorrei dire che... ok, il decoupling forse risolverebbe il problema ma ne porterebbe altri. È una strada percorribile? non lo so. Mi sembra un po' come il "togliamo l'ora legale"... mi va bene, ma io riscrivere o pagare per riscrivere tutto il software del mondo anche no.
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