Earth Overshoot Day: cosa vuol dire che il 30 luglio segna l'esaurimento delle risorse naturali 2026
di Rosario Grasso pubblicata il 30 Luglio 2026, alle 11:43 nel canale Energie Rinnovabili
Il Global Footprint Network fissa al 30 luglio la data in cui l'umanità esaurisce le risorse naturali rinnovabili del 2026: oggi l'umanità vive come se avesse a disposizione 1,73 pianeti Terra, con l'Italia già in debito ecologico dal 3 maggio
Il 30 luglio segna quest'anno l'Earth Overshoot Day, la data calcolata dal Global Footprint Network in cui la domanda globale di risorse naturali supera la capacità della Terra di rigenerarle nell'arco dei dodici mesi. Da domani, 31 luglio, l'umanità entra ufficialmente in debito ecologico: ovvero, consuma riserve che il pianeta non riesce a ricostituire allo stesso ritmo. Il dato più immediato: oggi stiamo utilizzando l'equivalente di 1,73 pianeti Terra per sostenere i nostri consumi.
L'indicatore nasce dal confronto tra due grandezze: l'impronta ecologica, cioè la quantità di risorse naturali necessarie per produrre ciò che consumiamo e assorbire gli scarti, e la biocapacità, ovvero la capacità rigenerativa del pianeta. Quando la prima supera la seconda, scatta l'Overshoot Day. Rispetto al 24 luglio 2025, la data di quest'anno è slittata di otto giorni, ma non si tratta di un segnale di miglioramento nei consumi: la variazione dipende da un aggiornamento dei dataset delle Nazioni Unite, in particolare da una revisione al rialzo della stima sulla capacità degli oceani di assorbire carbonio. Il deficit ecologico accumulato dall'umanità negli ultimi cinquant'anni ammonta ormai a 20,6 anni di capacità rigenerativa del pianeta.
L'Italia esaurisce le risorse a maggio
Se il conteggio globale cade a fine luglio, il Country Overshoot Day italiano è arrivato molto prima: il 3 maggio 2026, tre giorni in anticipo rispetto al 2025, dopo appena 123 giorni di consumo. Il dato colloca l'Italia in linea con la media dell'Unione Europea, ma ben lontana da paesi virtuosi come Bangladesh, Nigeria o India, che non generano alcun giorno di sovrasfruttamento. Se l'intera popolazione mondiale vivesse secondo lo stile di consumo italiano, servirebbero quasi tre pianeti Terra per sostenere la domanda annuale.
Al di là di questi dati, è possibile calcolare anche la propria impronta ecologica personale tramite gli strumenti online messi a disposizione dal Global Footprint Network.
Le disuguaglianze tra i Paesi
Il confronto tra le date nazionali mette in luce differenze enormi nei ritmi di consumo. Qatar e Lussemburgo esauriscono il budget ecologico già a febbraio, seguiti da Canada, Emirati Arabi Uniti e Australia a marzo. Gli Stati Uniti, se replicati su scala globale, porterebbero l'Overshoot Day al 14 marzo.
Il quadro trova, inoltre, conferma nell'Emissions Gap Report 2025 dell'UNEP, secondo cui le emissioni globali di gas serra hanno toccato quota 57,7 miliardi di tonnellate di CO2 equivalente nel 2024, con un incremento del 2,3%, il più rapido degli ultimi quindici anni. Uno studio dell'Università di Mannheim condotto insieme a economisti della Banca Centrale Europea stima che gli eventi climatici estremi dell'estate scorsa abbiano causato perdite per almeno 43 miliardi di euro nell'Unione Europea, cifra che potrebbe salire a 126 miliardi entro il 2029. Il Network for Greening the Financial System calcola inoltre che i disastri climatici possano ridurre la crescita economica globale fino al 3% nell'arco di cinque anni.










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3 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoSiamo passati in poco più di un secolo da due miliardi a OTTO. Tra non molto nove.
Consumo di risorse esponenziale, effetti sul clima già ampiamente visibili che renderanno le cose molto peggiori di quanto non lo siano ora.
Ovvio che non sarà possibile sistemare le cose razionalmente, i disagi causati da carenze di risorse e limitazioni favoriranno l'ascesa politica di perfetti idioti come Trump in diversi paesi.
Più avanti, quando la coperta sarà corta davvero semplicemente sarà guerra aperta. I bambini di oggi la subiranno quasi certamente.. io speriamo che me la scampo.
Passeremo da dieci miliardi ad uno a calci nel culo insomma.. ma temo che quelli rimasti si trovranno in un bel letamaio.
Siamo passati in poco più di un secolo da due miliardi a OTTO. Tra non molto nove.
Consumo di risorse esponenziale, effetti sul clima già ampiamente visibili che renderanno le cose molto peggiori di quanto non lo siano ora.
Ovvio che non sarà possibile sistemare le cose razionalmente, i disagi causati da carenze di risorse e limitazioni favoriranno l'ascesa politica di perfetti idioti come Trump in diversi paesi.
Più avanti, quando la coperta sarà corta davvero semplicemente sarà guerra aperta. I bambini di oggi la subiranno quasi certamente.. io speriamo che me la scampo.
Passeremo da dieci miliardi ad uno a calci nel culo insomma.. ma temo che quelli rimasti si trovranno in un bel letamaio.
Beh c'e' sempre la possibilita' meteorite ma credo che anche quelli ci schifano
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