Domanda di petrolio in calo di 2,5 milioni di barili: il 'merito' è della crisi di Hormuz

di pubblicata il , alle 10:31 nel canale Energie Rinnovabili Domanda di petrolio in calo di 2,5 milioni di barili: il 'merito' è della crisi di Hormuz

Le tensioni geopolitiche nello Stretto di Hormuz hanno innescato un'impennata dei prezzi di petrolio e gas, determinando una contrazione dello 0,5% delle emissioni fossili nel 2026: il calo dei consumi supera la ripresa del carbone

 

L'escalation militare e i blocchi commerciali nello Stretto di Hormuz hanno provocato un'inattesa contrazione delle emissioni globali di CO2 da combustibili fossili, stimate in calo di circa lo 0,5% nel 2026. I rincari record su petrolio e gas hanno compresso la domanda industriale e civile di idrocarburi a livello planetario, compensando ampiamente il temporaneo incremento registrato nell'utilizzo del carbone.

La revisione dei consumi petroliferi evidenzia l'entità del calo: l'International Energy Agency (IEA) ha corretto le stime di inizio anno, passando da una crescita prevista di 930.000 barili al giorno a una contrazione netta di 2,5 milioni di barili al giorno a settembre 2026, pari a un ribasso del 2,4% rispetto al 2025. Anche il gas naturale segue una traiettoria analoga, con previsioni passate da un incremento del 2,0% a un calo consolidato dello 0,6%, aggravato dal persistere delle strozzature logistiche e dei costi insostenibili per molti settori manifatturieri.

Sul fronte opposto, la domanda globale di carbone ha segnato un incremento dell'1,2%, spinta dalla necessità di alcune economie di compensare il gas inaccessibile e da fattori contingenti, come le ondate di calore legate a El Niño che hanno ridotto la produzione idroelettrica e i limiti di dispacciamento delle rinnovabili in Cina. L'analisi elaborata da Carbon Brief dimostra che l'aumento emissivo generato dal carbone non basta a bilanciare la drastica frenata di gasolio, benzina e metano, considerando che i combustibili fossili generano complessivamente due terzi dei gas serra mondiali.

Dinamiche di mercato ed erosione strutturale della domanda

Lo shock energetico sta accelerando l'adozione di vetture a batteria nei principali mercati mondiali (dall'Europa alla Cina, fino all'Australia e al Sud-Est asiatico), dove l'insostenibilità economica dei carburanti tradizionali spinge le immatricolazioni. Nei mercati emergenti le vendite di veicoli elettrici sono quasi raddoppiate su base annua a luglio 2026, trasformando una risposta emergenziale a un blocco delle forniture in una distruzione permanente di quote di mercato per i prodotti petroliferi.

Gli scenari IEA indicano che i consumi di greggio rimarranno sostanzialmente piatti anche nel 2027, anticipando di fatto il picco della domanda precedentemente stimato per il 2030. I governi che avevano pianificato investimenti sull'importazione di gas naturale liquefatto (GNL) stanno ricalibrando i piani energetici verso fonti pulite interne o estendendo l'operatività degli impianti esistenti pur di non esporsi alla volatilità delle rotte mediorientali.

La dinamica innescata dalla crisi dimostra come la rigidità dei prezzi petroliferi acceleri la transizione tecnologica anziché favorire un ritorno indiscriminato ai combustibili più inquinanti. Se le quotazioni del gas si manterranno su livelli elevati, l'elettrificazione forzata dei consumi e l'efficienza imposta dai costi energetici consolideranno la riduzione delle emissioni anche oltre la conclusione delle ostilità.

12 Commenti
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Opteranium19 Settembre 2026, 11:31 #1
L'articolo dovrebbe evidenziare anche come questa riduzione non sia stata a costo zero, imprese chiuse, industria in affanno, ecc.. inoltre il calo è da imputarsi quasi esclusivamente alla Cina, che nel 2025 ha fatto incetta di petrolio e grazie a questo nel 2026 ha drasticamente ridotto le importazioni, complice anche una crisi profonda dei consumi interni.
Insomma, non è che "è bastato chiudere i rubinetti del greggio e tutti sono migrati allegramente all'elettrico"..
Micene.119 Settembre 2026, 12:41 #2
Bene così

Già in Europa avevamo ridotto il gas efficienetando i consumi causa guerra della Russia

Al solito capiscono solo i soldi: sempre più conveniente affrancarci dalla schiavitù del petrolio che oramai condiziona l economia e il posizionamento strategico delle nazioni da 50 anni (per nn parlare di quanto condizioni le guerre)

Rinnovabili nucleare auto elettriche efficientamento

Forza
Ripper8919 Settembre 2026, 12:54 #3
Originariamente inviato da: Micene.1
Bene così

Già in Europa avevamo ridotto il gas efficienetando i consumi causa guerra della Russia

Al solito capiscono solo i soldi: sempre più conveniente affrancarci dalla schiavitù del petrolio che oramai condiziona l economia e il posizionamento strategico delle nazioni da 50 anni (per nn parlare di quanto condizioni le guerre)

Rinnovabili nucleare auto elettriche efficientamento

Forza
C'è stato un calo ma in parte ottenuto anche con una riduzione dell'attività industriale, oltre che all'uso del carbone.
ionet19 Settembre 2026, 13:53 #4
e gia', tocca mettergli le mani in tasca

chiedere di essere sovvenzionati fa si che o il petrolio costa poco di suo o alla peggio in caso di crisi ce ne freghiamo che tanto qualcuno ce lo paga, ma sempre noi tassandoci altro..

sto dicendo che queste crisi aiutano almeno a farci prendere seriamente in considerazione alternative..
Notturnia19 Settembre 2026, 16:39 #5
Originariamente inviato da: Ripper89
C'è stato un calo ma in parte ottenuto anche con una riduzione dell'attività industriale, oltre che all'uso del carbone.


c'è gente che gioisce dei danni altrui e non vede il problema.. non stupirti se qualche ipocrita vede solo la riduzione dell'uso del petrolio e non il motivo.. c'è ancora chi pensa che la febbre sia la malattia e non UN sintomo per cui..
amd-novello20 Settembre 2026, 06:58 #6
se green non si facessero dei rasponi quando un paese soffre e chiude le fabbriche sarebbero normali...

la guerra miglior amica
elgabro.20 Settembre 2026, 13:12 #7
è ora di incominciare a pensare ad alternative al petrolio.
amd-novello20 Settembre 2026, 15:53 #8
la magiah
giacomo_uncino20 Settembre 2026, 21:53 #9
Originariamente inviato da: elgabro.
è ora di incominciare a pensare ad alternative al petrolio.


I cinesi si sono buttati da anni sul Processo Fischer-Tropsch e sul processo di Bergius naturalmente migliorandoli

https://italian.cri.cn/news/ARTI1732871134847586

https://www.technologyreview.it/il-...arbone-in-cina/

https://www.startmag.it/energia/cin...-fertilizzanti/

l'obiettivo strategico è evidente, mica vogliono incaprettarsi con gas e petrolio russo/arabo
aqua8420 Settembre 2026, 22:19 #10
Originariamente inviato da: elgabro.
è ora di incominciare a pensare ad alternative al petrolio.


tanto poi "tassano" anche quelle

scommetto che quando il 70-80% dei veicoli mondiali sarà elettrico, il gasolio lo venderanno a 30 centesimi al litro

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