Diesel, Trump stringe l'Europa all'angolo: o sblocchi le scorte o chiudo i rubinetti
di Manolo De Agostini pubblicata il 02 Ottobre 2026, alle 11:31 nel canale Energie Rinnovabili
È scontro tra l'Unione Europea e Washington sul diesel. Dipendenza crescente dalle forniture americane ed elezioni di midterm alle porte permettono a Trump di mettere il Vecchio Continente all'angolo. Ecco cosa sta succedendo.
Il mercato europeo del diesel si trova al centro di un negoziato con gli Stati Uniti. Secondo quanto riportato da Reuters, gli Stati membri hanno discusso nelle scorse ore la richiesta di Washington di liberare parte delle scorte e la contestuale minaccia di un blocco delle esportazioni di carburante americano. Una fonte ha dichiarato che l'Unione sarebbe disposta a muoversi solo a fronte di un impegno statunitense a non introdurre un divieto unilaterale.
Una fonte afferma che gli Stati Uniti avrebbero richiesto di immettere sul mercato 120 milioni di barili in sei mesi, intimando in particolare a Francia e Germania di attingere alle proprie riserve strategiche di emergenza di diesel per contribuire ad abbassare i prezzi globali del carburante. La Francia ha avanzato una proposta che prevede 50 milioni di barili di diesel dall'Europa e altrettanti di greggio da parte dei Paesi dell'AIE.

In caso di rifiuto, Washington avrebbe minacciato di imporre un divieto sull'esportazione di diesel statunitense verso i paesi europei inadempienti. Trump ha dichiarato di valutare "molto seriamente" lo stop all'export, misura pensata per abbassare i prezzi interni in vista delle elezioni di metà mandato di novembre. Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha invitato l'Europa a prepararsi a immettere subito le scorte sul mercato, sostenendo che agricoltori, camionisti e imprese americane non debbano sostenere da soli il peso dei rincari.
"È nel miglior interesse dell'Europa collaborare con gli Stati Uniti mentre cerchiamo di perseguire diverse strade per incrementare l'offerta di prodotti raffinati e ridurre i costi per i consumatori", ha dichiarato un funzionario USA.
Il peso degli USA è rilevante: sono il primo esportatore mondiale, con 1,2-1,5 milioni di barili al giorno. Il loro diesel copre il 32% delle importazioni UE (17% nel 2025), con punte del 57% nell'Europa nord-occidentale; la Francia ne importa il 36%, la Gran Bretagna il 26%.
L'Europa è diventata fortemente dipendente dal carburante statunitense a causa dello stop alle importazioni di energia russa (dovuto al conflitto in Ucraina) e delle forti interruzioni di approvvigionamento dal Medio Oriente legate alla guerra che ha coinvolto Iran, Stati Uniti e Israele.
Secondo un report di Goldman Sachs del 26 settembre, un divieto ridurrebbe inizialmente i prezzi USA di 25 centesimi al gallone a settimana (circa 4% sui 6,50 dollari attuali), ma farebbe salire i prezzi all'ingrosso europei di 3 dollari al barile (circa 2%). Il rilascio delle riserve potrebbe compensare in parte l'aumento. Gli esperti avvertono che pressioni analoghe riguarderebbero altri Paesi, salvo nuove forniture.
Nell'UE il prezzo medio del diesel ha toccato 2,23 euro al litro la scorsa settimana (2,40 in Francia); record anche nel Regno Unito. Il commissario all'Energia Dan Jørgensen ha raccomandato agli Stati di ridurre i consumi di gas ed elettricità "per tutto il tempo necessario", ricordando che l'UE ha speso oltre 100 miliardi in più per l'energia "senza aver ricevuto una singola molecola di gas o petrolio in più". Ha inoltre chiesto a Washington di valutare l'impatto del divieto; l'Italia, tramite il ministro Pichetto Fratin, è in contatto con gli USA.
Insomma, mentre alcune compagne petrolifere bloccano il prezzo alla pompa per qualche settimana (ultima in ordine di tempo, Tamoil), la questione si fa sempre più complessa da gestire: non solo i mercati e le guerre, ma anche le "bizze" di un fumantino presidente USA che deve recuperare consenso in patria.









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87 Commenti
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atrimenti... mi arrabbio!
poi se l'europa non fosse piena di rimbambiti come lui potremmo avere raffinerie disponibili per vendergli il gasolio a caro prezzo e recuperare parte dei danni.. ma non le abbiamo..
Un incubo che non ha mai fine.
L'amministrazione Trump ci vuole spremere come limoni fino all'ultima goccia per andare avanti con le sue strategie strampalate che non tengono conto di nulla e di nessuno. Bene abbiamo fatto a portare il Canada dalla nostra parte visto che " ciuffo biondo " Donaldo capisce solamente i calci in bocca.
poi se l'europa non fosse piena di rimbambiti come lui potremmo avere raffinerie disponibili per vendergli il gasolio a caro prezzo e recuperare parte dei danni.. ma non le abbiamo..
ma se abbiamo un governo che ai tempi dei dazi folli pur di dargli il contentino accettò di comprare il suo gpl
Io ci provo ogni sera a dire la "preghierina" giusta, ma a quanto pare non funziona
Un incubo che non ha mai fine.
Scusa dove sarebbe la coglioneria di Bruxelles?
Abbiamo due stretti bloccati in Medio Oriente grazie all'inutile escalation militare con l'Iran, le scorte di greggio e di raffinati arrivano in Europa con il contagocce e questo stronzo di Trump ci prende alla gola con le nostre scorte di riserva per farsi bello con il suo elettorato a cui glielo sta pigiando ampiamente nella trequarti posteriore con i dazi? La realtà travisata!!
gpl ? questa non la avevo seguita.. GNL si.. ma il GPL non sapevo
Metano... L'Italia, Germania e buona parte dei Paesi dell'Unione vanno a metano, di cui dalla Russia non arriva più nemmeno una scoreggina! Aggiungici che con la guerra insensata all'Iran abbiamo due stretti bloccati e i gasdotti e oleodotti sauditi minacciati dagli Huti, quindi le metaniere che ci portano il gas sono per forza americane ( da ben prima dei dazi folli di Donaldo ).
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