Danubio a secco e si ferma la centrale di Paks: l'Europa rischia il primo grande blackout nucleare?
di Nino Grasso pubblicata il 03 Agosto 2026, alle 13:11 nel canale Energie Rinnovabili
La siccità e il livello record ribassato del Danubio hanno costretto la centrale nucleare di Paks a ridurre la produzione al 10% della capacità, portando l'Ungheria a un passo dalla prima chiusura totale dell'impianto in oltre 40 anni
Il calo dei livelli d'acqua del Danubio ha spinto Paks, l'unica centrale nucleare dell'Ungheria, a ridurre la produzione a poco più del 10% della sua capacità massima di 2 gigawatt. Il Primo Ministro Peter Magyar ha dichiarato lo stato di allerta per un intervallo di cinque giorni critici ad agosto 2026, e ha evidenziato il rischio più che concreto di una chiusura totale dell'impianto per la prima volta in oltre 40 anni di attività.
Paks risponde normalmente a quasi la metà del fabbisogno elettrico nazionale grazie a quattro reattori di fabbricazione russa. Le previsioni meteorologiche indicano temperature massime fino a 40°C, circostanza che aumenterà drasticamente la domanda di energia per il raffrescamento domestico e industriale, sovraccaricando la rete nazionale in un momento in cui le risorse idriche per il raffreddamento sono minime.
La crisi idrica e la pressione sulle reti elettriche europee
Il governo ha richiesto tagli volontari dei consumi elettrici durante le ore di picco serali, tra le 17:00 e le 22:00. Il piano di risparmio ha già coinvolto circa 300 aziende e migliaia di cittadini, riducendo la richiesta sulla rete di 400 MW. Tra i complessi industriali interessati figurano le linee produttive di Samsung SDI, Audi, Denso e del gruppo petrolifero MOL. Se l'emergenza dovesse aggravarsi, le autorità rimarrebbero pronte a introdurre restrizioni obbligatorie sulle forniture industriali.
L'impatto economico stimato per l'Ungheria oscilla tra 273 e 550 milioni di euro a causa dell'innalzamento dei costi dell'energia importata. L'Ungheria dispone di una capacità di importazione compresa tra 3.600 e 3.800 megawatt per compensare l'eventuale stop totale dell'impianto, anche se il sistema ha già subito le conseguenze dell'avaria alla principale centrale a gas di Szazhalombatta, costata la perdita di ulteriori 400 megawatt.

Immagine a scopo puramente illustrativo generata con IA (ChatGPT, OpenAI Images)
La carenza d'acqua per i sistemi di raffreddamento sta assumendo una dimensione continentale. In Romania, la centrale nucleare di Cernavoda, situata anch'essa sul Danubio con due reattori da 706 megawatt che garantiscono un quinto della produzione nazionale, ha dovuto disconnettere il primo reattore per la secca del fiume. Anche la Francia ha registrato contrazioni nella generazione atomica a causa dell'eccessivo riscaldamento dei bacini fluviali.
La contrazione della portata del Danubio non minaccia solo la stabilità delle forniture elettriche, ma causa disagi al trasporto merci e al turismo fluviale in tutta l'Europa centrale. Sul territorio ungherese, oltre 100 comuni e la fascia metropolitana attorno a Budapest hanno già attivato limitazioni sull'uso dell'acqua potabile per gestire una crisi idrica senza precedenti.










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46 Commenti
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Impianti progettati per un altro clima, con portate e temperature del Danubio differenti, non hanno torri di raffeddamento.
Eh ma capisci che bisogna dare delle visualizzazioni a HWU. Sia mai che si parli di come anche idroelettrico, gas e eolico siano in forte crisi a livello europeo a causa delle ondate di calore. Nono. Bisogna far partire il flame contro il nucleare
beh cmq l'unica polemica che si potrebbe fare qua è sui negazionisti del cambiamento climatico (quindi la stessa razza dei novax, no max, no caz)... danubio in secca come nn succedeva da 50 anni...ce ne vuole insomma, ci devi mettere proprio di impegno per cambiare cosi il clima
la cosa pazzesca è che il processo è esponenziale...lo stiamo cambiando in qualche anno, qualche decade...contro i milioni di anni necessari in una natura senza l'uomo
e come tutti processi esponenziali, la tragedia avviene all'improvviso, quando il giorno prima tutti dicevano che andava tutto bene
Ma ci sono i soliti sapientONI che dicono che il nucleare è perfetto, poi quando si scopre che non lo è, cominciano a ragliare, eh ma qua, eh ma la, eh ma che?
Una centrale nucleare deve prevedere l'impossibile ed oltre!
Senza contare le scorie radioattive che nessuno considera, come se non uccidessero, come se dopo 2 giorni ce le possiamo dimenticare, invece stanno staranno li per secoli che potrebbero fare danni.
Il fotovoltaico se unito all'agricolo da pure benifici, con la crescita di erba per il pascolo.
E sto al fresco tutto il giorno
UN SALUTO ai sudatissimi venditori di GAS e NUCLEARE
Rompono il ca... per delle pale eoliche che deturpano il paesaggio vuoi che non lo rompano per delle torri di raffreddamento?
Il fattore di capacità di Paks é appena l'84%.. che schifo!
Di principio, se fatto bene e al giusto prezzo, non ho niente contro l'eolico. Vivo in una delle regioni Europee con la piú alta concentrazione di aereogeneratori e non ho problemi a riguardo. Ma l'impatto visivo di un paio di torri di raffreddamento é leggermente differente rispetto a quello di centinaia di pale eoliche
Io non ho ancora capito se "Nino Grasso" è una persona reale oppure uno pseudonimo che usano in redazione per flammare.
Poi parliamo degli inverter fotovoltaici che a 45°C si bloccano ....
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