Centrali elettriche libere di inquinare: Trump smantella l'ultima regola climatica
di Nino Grasso pubblicata il 16 Settembre 2026, alle 12:11 nel canale Energie Rinnovabili
L'Agenzia per la protezione ambientale statunitense ha revocato la gran parte delle norme sulle emissioni di gas serra dalle centrali elettriche introdotte dall'amministrazione Biden, dopo l'estate più calda mai registrata e un report ONU che avvertiva sui rischi climatici crescenti
L'EPA ha firmato il 14 settembre il "Partial Repeal of the Carbon Pollution Standards for Fossil Fuel-Fired Electric Generating Units", il provvedimento che smonta gran parte degli standard sulle emissioni di carbonio introdotti nel 2024 dall'amministrazione Biden per le centrali elettriche a combustibili fossili. Il settore resta la seconda fonte di gas serra negli Stati Uniti dopo i trasporti.

L'amministratore dell'agenzia, Lee Zeldin, ha annunciato la revoca durante un incontro ministeriale del G20 sull'energia a Houston, insieme al segretario agli Interni Doug Burgum e al segretario all'Energia Chris Wright. Secondo l'EPA, l'obiettivo dichiarato è "garantire forniture energetiche economiche e affidabili" e "abbattere i costi di trasporti, riscaldamento, utenze, agricoltura e manifattura", oltre a rafforzare la sicurezza nazionale.
Il documento ufficiale sostiene che gli standard del 2024 eccedevano l'autorità dell'agenzia prevista dal Clean Air Act, imponendo tecnologie di controllo "non adeguatamente dimostrate". Contestualmente, l'EPA ha proposto la revoca di tutti i restanti obblighi sulle emissioni di gas serra per le centrali, sostenendo che il loro contributo "non abbia un impatto materiale sul cambiamento climatico". L'atto prevede i seguenti interventi principali nel settore energetico e ambientale:
- Abrogazione parziale dei limiti di emissione: cancella i severi standard sulle emissioni di gas serra introdotti nel 2024 dall'amministrazione Biden per le centrali elettriche a carbone e a gas naturale.
- Blocco delle regolamentazioni future: l'EPA ha contestualmente proposto di revocare la base giuridica (il cosiddetto finding) della Sezione 111 del Clean Air Act, una mossa che punta a privare anche le future amministrazioni della facoltà di imporre limiti ai gas serra per le centrali elettriche.
- Impatto economico dichiarato: secondo le stime diffuse da Zeldin e dall'amministrazione Trump, questo pacchetto di deregolamentazione - definito come il più grande nella storia del settore elettrico statunitense - consentirà di risparmiare circa 310 miliardi di dollari.
Il nodo dell'endangerment finding
Il vero terreno di scontro riguarda l'"endangerment finding" del 2009, la determinazione con cui l'EPA riconobbe che i gas serra costituiscono un pericolo per la salute pubblica. Quella decisione discende da una sentenza della Corte Suprema del 2007, che incluse i gas serra nella definizione di inquinanti atmosferici del Clean Air Act e obbligò l'agenzia ad agire una volta accertato il rischio.
La recente azione dell'EPA punta proprio a smontare quel fondamento legale. Zealan Hoover, ex consigliere senior dell'agenzia durante l'amministrazione Biden, l'ha descritta come un tentativo di "far cadere le gambe sotto l'intero impianto normativo per la regolazione dell'inquinamento climatico", sostenendo che tale inquinamento non danneggi la salute pubblica.

Maggie Coulter, avvocata senior del Climate Law Institute presso il Center for Biological Diversity, si aspetta che l'amministrazione arrivi a formulare un vero e proprio "non-endangerment finding", per sottrarsi del tutto all'obbligo di regolare le emissioni di gas serra. Una mossa che, a suo dire, "va contro una scienza ormai consolidata": la battaglia legale, in questo caso, appare tutt'altro che scontata.
Gli esperti ambientali e climatici non hanno ancora avuto modo di esaminare nel dettaglio le argomentazioni tecniche con cui l'agenzia giustifica il provvedimento. Il docket ufficiale (EPA-HQ-OAR-2025-0124) raccoglie l'analisi d'impatto normativo e la documentazione tecnica, materiale che nelle prossime settimane finirà inevitabilmente sotto la lente dei tribunali, vista la posta in gioco per l'intero impianto regolatorio climatico statunitense.










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78 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoio propongo il test del QI per elettori ed eletti
in tutti i paesi democratici
poi uno si regola di conseguenza
sai tutti i problemi che ci evitiamo....
Difficile,stanno lavorando per fare in modo che il post Trump sia una continuazione del suo modo di operare,un po' come ha fatto Putin con Mendelev.
Ma il problema sono le auto euro 5
In realtà dovrebbe essere pressoché lo stato dell'arte sotto quell'aspetto, quella regione nel nord della Cina è ideale perché ha spazi liberi enormi per l'installazione del solare ed è ventosa, si parla di 800 megawatt di solare e 1700 di eolico più progetti sull'idrogeno
Gli investimenti nella fusione stanno accelerando a livello globale: importanti aziende energetiche e startup (come General Fusion e Commonwealth Fusion Systems) stanno sviluppando diverse tecnologie per i reattori.
La fusione commerciale si avvicina, ma resta ancora lontana nel tempo: i primi obiettivi di produzione di energia sono fissati per il periodo 2028-2030, mentre la diffusione su larga scala potrebbe richiedere ancora decenni.
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nn so se considerare la notizia positiva con questa (fantomatica per adesso) accelerazione della fusione
o considerarla negativa visto che nella fusione ora ci sta trump
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