Caro energia, l'UE raccomanda di abbassare i riscaldamenti e spegnere le luci non necessarie
di Manolo De Agostini pubblicata il 29 Settembre 2026, alle 06:16 nel canale Energie Rinnovabili
L'Unione europea raccomanda agli Stati membri di ridurre i consumi energetici nelle ore di punta, limitare il riscaldamento negli edifici pubblici e spegnere l'illuminazione non necessaria durante la notte. Bruxelles propone inoltre sostegni alle famiglie vulnerabili, incentivi alla mobilità elettrica e misure per industrie energivore, senza imporre obblighi vincolanti.
L'Unione europea torna a chiedere agli Stati membri di intervenire sulla domanda di energia in vista dei prossimi mesi. In una lettera inviata ai 27 ministri dell'Energia, il commissario europeo all'Energia Dan Jorgensen ha richiamato una serie di misure che puntano a contenere i consumi di gas, elettricità e petrolio e, di conseguenza, la pressione sui prezzi.
La missiva, visionata dall'ANSA, arriva in occasione della riunione informale del Consiglio Energia a Dublino, dove i ministri europei discutono della situazione delle forniture e delle possibili risposte al nuovo aumento dei costi energetici legato alla guerra in Medio Oriente. Le indicazioni di Bruxelles non costituiscono obblighi per i governi nazionali, ma sono raccomandazioni che riprendono in parte gli interventi già sperimentati durante la crisi energetica del 2022.
Tra le indicazioni più immediate figura la riduzione del consumo di elettricità nelle ore di punta, quando la domanda sulla rete raggiunge i livelli più elevati. La Commissione suggerisce inoltre di limitare il riscaldamento negli edifici pubblici durante la stagione fredda e di spegnere durante la notte le luci non indispensabili, compresa l'illuminazione pubblica dove non necessaria. Nello stesso ambito rientra l'invito a evitare il riscaldamento degli spazi esterni.

Le raccomandazioni fanno riferimento al piano AccelerateEU, pubblicato a maggio, che combina interventi sulla domanda con misure dal lato dell'offerta. L'obiettivo è ridurre il consumo di combustibili fossili aumentando contemporaneamente il ricorso alle fonti rinnovabili, l'efficienza energetica, l'elettrificazione e la flessibilità dei consumi e delle reti.
Una parte delle proposte riguarda direttamente famiglie e imprese. Per i nuclei più vulnerabili vengono indicati voucher energetici, tariffe sociali e forme di sostegno al reddito, mentre tra le opzioni considerate figurano anche prezzi regolamentati temporaneamente e una riduzione di accise e imposte sull'elettricità.
Per le industrie ad alta intensità energetica, Bruxelles suggerisce invece di subordinare eventuali aiuti alla realizzazione di interventi di efficienza energetica, all'utilizzo di energia pulita o alla capacità di spostare i consumi verso momenti in cui la domanda sulla rete è inferiore.
Il piano comprende anche il settore dei trasporti. La Commissione propone incentivi per il trasporto pubblico, ferroviario e la mobilità condivisa, investimenti nelle infrastrutture ciclabili e sostegni all'acquisto di auto, furgoni, camion e autobus elettrici. Tra le misure citate rientrano inoltre nuove infrastrutture di ricarica, riduzioni dei pedaggi e dei costi di parcheggio per i veicoli a zero emissioni.
Il quadro energetico europeo resta legato anche al livello delle scorte di gas. Secondo quanto riportato dall'ANSA, gli stoccaggi europei risultano pieni poco oltre il 70% della capacità, mentre l'obiettivo indicato per dicembre è almeno dell'80%. La situazione delle forniture sarà oggetto di ulteriori valutazioni nei prossimi giorni.
A Dublino i ministri dell'Energia discuteranno le indicazioni della Commissione, mentre è prevista anche una riunione del gruppo di coordinamento sul petrolio con gli esperti della Commissione e degli Stati membri. L'incontro servirà a valutare lo stato delle forniture e l'eventuale necessità di convocare una riunione straordinaria dei ministri dei Trasporti.
Resta invece incerto il percorso della proposta, avanzata a luglio dalla Commissione europea, di applicare una tassazione dell'elettricità più favorevole rispetto a quella del gas naturale per contribuire alla riduzione delle bollette. Diversi Paesi avrebbero espresso riserve su un intervento di natura fiscale. Il tema del costo dell'energia è destinato inoltre a essere discusso al Vertice europeo del 15 e 16 ottobre.
In Italia, intanto, il tema dei prezzi energetici si intreccia con quello dei carburanti. Da ieri benzina e diesel risultano meno costosi presso le stazioni di servizio di Eni e IP per effetto di iniziative autonome delle due aziende, distinte da eventuali interventi governativi sulle accise. La riduzione ha provocato in alcune località code ai distributori e, secondo quanto riferito da alcuni gestori, potrebbe comprimere i margini delle stazioni di servizio.








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122 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infodirei più... SCOPERTA DELL'ACQUA CALDA...
Europa sempre avanti...
Loro in giro con elicotteri e jet privati
La prima ridurre il riscaldamento d'inverno ed il raffreddamento d'estate nei locali pubblici è utopia.
Faccio l'esempio degli ospedali dove d'estate sembra di essere al polo Nord con 20 °C all'interno quando fuori ce ne sono 35 °C infatti infermieri, dottori e personale hanno il maglioncino o giacca.
D'inverno l'incontrario all'interno 26 °C ed all'esterno 12 °C quindi sempre troppo sbalzo di temperatura.
Chi dovrebbe controllare e regolare le temperature se ne frega tanto paga la comunità.
Seconda cosa pannelli solari ed eolica vanno sfruttati maggiormente ove possibile.
PS: temperature messe a caso ma comunque lo sbalzo termico soprattutto nei locali pubblici e per pubblici intendo ospedali, locali comunali et cetera oltre ad essere uno spreco fá anche molto male passare da un ambiente all'altro.
Dopo aver smantellato le centrali nucleari, aver fatto chiudere le raffinerie, essersi tagliati le palle con inutili sanzioni alla russia che hanno solo avuto l'effetto di moltiplicare i costi dell'energia, ora arriva la raccomandazione YOU DON'T SAY di consumare meno per risparmiare in bolletta.
La prima ridurre il riscaldamento d'inverno ed il raffreddamento d'estate nei locali pubblici è utopia.
Faccio l'esempio degli ospedali dove d'estate sembra di essere al polo Nord con 20 °C all'interno quando fuori ce ne sono 35 °C infatti infermieri, dottori e personale hanno il maglioncino o giacca.
D'inverno l'incontrario all'interno 26 °C ed all'esterno 12 °C quindi sempre troppo sbalzo di temperatura.
Chi dovrebbe controllare e regolare le temperature se ne frega tanto paga la comunità.
Seconda cosa pannelli solari ed eolica vanno sfruttati maggiormente ove possibile.
PS: temperature messe a caso ma comunque lo sbalzo termico soprattutto nei locali pubblici e per pubblici intendo ospedali, locali comunali et cetera oltre ad essere uno spreco fá anche molto male passare da un ambiente all'altro.
Per quanto riguarda gli ospedali non è affatto una cosa a caso. Per quanto a chi viene da fuori possa dar fastidio è scientificamente dimostrato che mantenere un clima costante tra 20 e 22 °C con una umidità controllata è utile a evitare focolai di infezioni e migliorare i tempi di guarigione. Quindi sono situazioni assolutamente volute e studiate.
Semmai è d'inverno 26°C che sarebbe anomalo ma penso sia più una percezione venendo da fuori e che in realtà siano circa 22 come da protocolli.
Per quanto riguarda fotovoltaico se la gente si ostina a non volerlo non so che farci. L'hanno incentivato al punto che praticamente lo si mette gratis o poco ci manca e comunque la gente l'ha evitato. A questo punto chi è origine del proprio male pianga se stesso. Non so che altro dire.
MCM
Il “market correction mechanism to protect Union citizens and the economy against excessively high prices” (MCM Regulation) del 2023.Il 'price cap' era a 180€/ MWh, oltre al quale sarebbe scattato un qualche intervento ... inoltre tale prezzo dovebbe rimanere sopra i 180€ per 3 giorni lavorativi consecutivi e, nello stesso periodo, ci deve essere un distacco di almeno 35€/MWh rispetto a un indice di riferimento globale del gas naturale liquefatto (GNL).
L'Unione Europea non ha adottato nessun altro meccanismo strutturale di controllo diretto dei prezzi (come un tetto massimo o price cap) dopo la scadenza del Market Correction Mechanism avvenuta il 31 gennaio 2025
Anziché bloccare il prezzo, la Commissione Europea continua a intervenire regolando la domanda, come questo invito a tagliare i consumi...
Ai prezzi attuali del TTF gas a meno della metà di quella soglia, non faranno nulla fino a quando non avranno speculato abbastanza e compromesso l'economia.
Già sei mesi fa...
La scelta politica e regolatoria di Bruxelles è stata quella di far decadere le misure d'emergenza del 2022 (ovvero nel 2025). Questo è dovuto al timore che un blocco artificiale dei prezzi all'ingrosso possa penalizzare l'Europa nella competizione globale con l'Asia per l'approvvigionamento dei carichi di gas naturale liquefatto (GNL), mettendo a rischio la sicurezza delle forniture.
https://www.argusmedia.com/en/news-...ng-market-risks
Attualmente i livelli di stoccaggio (stimati) si attestano al 71% della capacità, in linea con l'andamento del 2021.
Link ad immagine (click per visualizzarla)
Forse la raccomandazione a livello EU nasce dal fatto che - dato il trend di stoccaggio - si teme che nei prossimi 30 giorni sia relativamente non assicurato registrare +0.3% medio al giorno, necessario ad accrescere il livello dal 71 all'80%. (L'Italia è all'86.85%).
L’UE ha l’obiettivo di base di riempire lo stoccaggio del gas al 90% entro l’inizio di novembre, ma a marzo è stata concessa una certa flessibilità al riguardo, consentendo ai paesi di puntare all’80% quest’anno per evitare acquisti dettati dal panico e alleviare i costi.
fa riflettere io ho il pellet con 180 sacchi vado avanti per parecchio
con 10 ore accesa a 20 gradi ne faccio circa 1 al giorno
Già... come quando in Italia ci furono le domeniche a piedi nel 1973 a causa della crisi petrolifera dovuta alla guerra del Kippur. In quel caso lo Stato impose il blocco dei veicoli a motore privati durante i giorni festivi e lo spegnimento dell'illuminazione superflua, chiusura anticipata di negozi e locali pubblici e riduzione della programmazione televisiva. Domeniche a piedi e a letto presto!
In un certo senso la storia si sta ripetendo...
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