Batterie di Accumulo

Batterie di accumulo grandi come condizionatori: fino a 3 giorni di autonomia per ogni appartamento

di pubblicata il , alle 17:02 nel canale Energie Rinnovabili Batterie di accumulo grandi come condizionatori: fino a 3 giorni di autonomia per ogni appartamento

Zach Dell, figlio del fondatore di Dell Technologies, ha illustrato come la sua startup Base Power stia supportando le reti elettriche, anche residenziali, attraverso sistemi di accumulo estremamente compatti, posizionabili praticamente all'esterno di qualsiasi appartamento

 

Se da un lato intelligenza artificiale, auto elettriche e in generale i dispositivi elettronici – PC in primis – hanno richieste energetiche sempre maggiori, dall'altro sempre più famiglie si attrezzano per produrre l'elettricità in autonomia o, quantomeno, ottimizzarne i consumi. In particolare, soprattutto negli Stati Uniti, il settore delle batterie di accumulo è uno di quelli che ha registrato la crescita più alta nell'ultimo anno.

Tra le aziende di punta vi è chiaramente Tesla che, con i suoi Powerwall, ha reso l'accumulo domestico di energia elettrica popolare. Tuttavia, a crescere esponenzialmente in un settore ancora poco esplorato è Base Power, una startup fondata da Zach Dell, figlio del fondatore di Dell Technologies, e Justin Lopas, imprenditore che ha partecipato allo sviluppo di SpaceX. Dell ha illustrato al Wall Street Journal come il suo progetto stia aiutando a supportare le reti elettriche e garantire un risparmio ai residenti.

L'azienda installa attualmente circa 100 batterie domestiche da 39 kWh ogni giorno e prevede di portare questo ritmo al doppio entro la fine del 2026. Fino a oggi ha distribuito sistemi per una capacità complessiva di circa 550 MWh.

Va sottolineato, infatti, che le batterie di accumulo domestiche non rappresentano più una soluzione riservata alle abitazioni dotate di impianto fotovoltaico. Sempre più installazioni riguardano case prive di pannelli solari.

Il sistema, grande quanto un compressore per climatizzazione e collocato vicino al contatore elettrico, accumula energia quando il costo dell'elettricità risulta più basso, generalmente durante il giorno, per utilizzarla nelle ore di maggiore richiesta oppure per restituirla alla rete elettrica. Questa impostazione permette ai proprietari delle abitazioni di ridurre la spesa energetica e, allo stesso tempo, contribuisce alla stabilità della rete durante i periodi di picco dei consumi.

Il mercato statunitense conferma questa tendenza. Nel primo trimestre dell'anno i proprietari di abitazioni hanno installato un livello record di 673 MW di capacità di accumulo, risultato favorito anche dalle politiche adottate in Stati come Texas, California, Arizona e Hawaii. Nello stesso periodo gli Stati Uniti hanno aggiunto complessivamente 3,3 GW di capacità elettrica e 8,4 GWh di accumulo energetico, dei quali 1,3 GWh attribuiti alle batterie residenziali.

La fine degli incentivi fiscali federali destinati agli impianti fotovoltaici e alle batterie domestiche ha ridotto l'attrattiva economica di queste tecnologie, ma diversi Stati hanno introdotto programmi autonomi per compensare i proprietari che installano sistemi di accumulo. Le Hawaii, ad esempio, riconoscono 400 dollari per ogni kW di capacità installata, mentre la California prevede pagamenti ricorrenti per il contributo fornito alla rete elettrica.

Le batterie proposte da Base Power garantiscono un'autonomia compresa tra 36 e 72 ore durante le interruzioni della fornitura elettrica e consentono di contenere i costi energetici quando operano in collegamento con la rete. Nelle aree dove sono presenti programmi dedicati alle reti di batterie distribuite, l'azienda può stipulare accordi con le autorità locali. Negli Stati che non dispongono ancora di queste iniziative, Base Power opera sia come fornitore di sistemi di backup domestico sia come gestore di una rete di accumulo distribuita.

Secondo gli investitori Antonio Gracias e Justin Lopas, entrambi con legami professionali con SpaceX, reti diffuse di batterie domestiche come quelle sviluppate da Base Power possono offrire un contributo importante sia al rafforzamento della rete elettrica statunitense sia al crescente fabbisogno energetico dei data center dedicati all'intelligenza artificiale, oltre a sostenere il ritorno della produzione manifatturiera negli Stati Uniti.

28 Commenti
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blackshard04 Agosto 2026, 17:32 #1
Cos'è questa marchetta? Che vuol dire tra le 36 e le 72 ore?

Che capacità hanno queste batterie? E quale è la chimica? Dove sta l'innovazione rispetto alle mille altre aziende che rimarchiano prodotti cinesi più o meno accettabili?
metrino04 Agosto 2026, 17:52 #2
Aspetto da anni una soluzione che oltre a fare da tampone ai cali di corrente, mi consenta di sopperire al momentanei picchi , esempio asciugacapelli quando ho il forno acceso .
Questo consentirebbe a me di evitare un contratto da 4.5 o 6 kW, al gestore di dovere fare dei te a picchi improvvisi e non dover sovradimensionare la disponibilità nel momento in cui tutti o quasi usassero dei PowerWall.
Però se mi costa 6-10k come ora, il gioco non vale la candela, devono scendere sotto i 3k.
Un aumento a 4.5kw mi costa diciamo 100 euro all'anno e ai 6kw poco di più , mentre questi cosi dopo un po' hanno bisogno di cambiare batteria e/o fare manutenzione agli inverter
phmk04 Agosto 2026, 18:46 #3

Ma che "progresso" ...

Siamo tornati agli anni '60 quando c'erano i black out ... e si andava di candele ...
Ora però abbiamo le batterie ...
Max Power04 Agosto 2026, 20:37 #4
Originariamente inviato da: blackshard
Che capacità hanno queste batterie?


39 kW

Ci sta scritto
Notturnia05 Agosto 2026, 00:00 #5
e il costo per questi giocattoli ? 39 kWh -> 18 mila euro ?
Tasslehoff05 Agosto 2026, 00:23 #6
Originariamente inviato da: metrino
Un aumento a 4.5kw mi costa diciamo 100 euro all'anno e ai 6kw poco di più , mentre questi cosi dopo un po' hanno bisogno di cambiare batteria e/o fare manutenzione agli inverter
Questo è un tema molto delicato e in certi ambienti green oltranzisti rischi di essere lapidato se osi mettere in dubbio la convenienza dell'accumulo a batterie.

Io sto ristrutturando pesantemente casa e un giorno su Reddit ho osato scrivere che una volta terminato i lavori aspetterò almeno un paio d'anni prima di decidere se acquistare un accumulo, banalmente perchè non ho idea di quali saranno i miei consumi e non so se con la batteria riuscirò a ottenere un risparmio energetico sufficiente almeno ad ammortizzare il costo della batteria entro la fine del suo ciclo di vita (10 anni).

L'avessi mai fatto, per certa gente le batterie sono fatte di polvere di stelle e adamantio, non si usurano mai, hanno cicli di vita infiniti e sono convenienti a prescindere...
zanflank05 Agosto 2026, 08:27 #7
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baruk05 Agosto 2026, 08:38 #8
Originariamente inviato da: Tasslehoff
Questo è un tema molto delicato e in certi ambienti green oltranzisti rischi di essere lapidato se osi mettere in dubbio la convenienza dell'accumulo a batterie.

Io sto ristrutturando pesantemente casa e un giorno su Reddit ho osato scrivere che una volta terminato i lavori aspetterò almeno un paio d'anni prima di decidere se acquistare un accumulo, banalmente perchè non ho idea di quali saranno i miei consumi e non so se con la batteria riuscirò a ottenere un risparmio energetico sufficiente almeno ad ammortizzare il costo della batteria entro la fine del suo ciclo di vita (10 anni).

L'avessi mai fatto, per certa gente le batterie sono fatte di polvere di stelle e adamantio, non si usurano mai, hanno cicli di vita infiniti e sono convenienti a prescindere...


Andrebbe anche considerato il costo di installazione, mantenimento e smaltimento dell'intero impianto solare compreso di accumulatore, rispetto ai costi normali dalla rete elettrica. Circolano rapporti non proprio incoraggianti.
Notturnia05 Agosto 2026, 09:12 #9
Originariamente inviato da: baruk
Andrebbe anche considerato il costo di installazione, mantenimento e smaltimento dell'intero impianto solare compreso di accumulatore, rispetto ai costi normali dalla rete elettrica. Circolano rapporti non proprio incoraggianti.


non parlare di smaltimento
se ne è accorto anche il GSE che nessuno è pronto per il fine vita degli impianti del 2012 e prima.. e che serviranno non meno di 20€/pannello per gli impianti industriali oltre ai costi di rimozione.. non per altro nel decreto bollette hanno inserito delle cose per incentivare lo smaltimento dei vecchi impianti
Alodesign05 Agosto 2026, 09:18 #10
Originariamente inviato da: baruk
Andrebbe anche considerato il costo di installazione, mantenimento e smaltimento dell'intero impianto solare compreso di accumulatore, rispetto ai costi normali dalla rete elettrica. Circolano rapporti non proprio incoraggianti.


Nessuno calcola il costo di mantenimento di una casa? Riparazioni, costi energetici, ritinteggiature, sfalcio dell'erba, la TV nuova!!! I mobili!!

Meglio andare a vivere in tenda vicino a un fiume.

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