Volvo EX30, con la produzione in Europa addio ai dazi e mano tesa agli americani
di Massimiliano Zocchi pubblicata il 11 Agosto 2025, alle 10:19 nel canale Auto Elettriche
Il SUV elettrico compatto che ha ottenuto un buon successo di mercato ora non è più di importazione cinese, evitando i dazi della EU, ma anche quelli anti-Cina di Trump
Fin dal suo esordio la Volvo EX30 è stata una delle auto elettriche europee più apprezzate e desiderate, ma a un certo punto i dazi della Commissione Europea contro le auto di produzione cinese hanno rischiato di minare questo successo.
Volvo è infatti parte del Gruppo Geely, e la EX30, come anche altre vetture dei marchi gestiti, è (o meglio era) prodotta in Cina sfruttando le economie di scala del colosso cinese. In realtà il marchio svedese sembrava aver accettato i dazi del 28,8% imposti sulla sua produzione, finché non è sorto un altro problema.
Il buon successo del modello, e il lungo tragitto per arrivare in Europa dalla Cina, avevano allungato i tempi di attesa per i clienti fino a 9 mesi, facendo slittare la EX30 fuori dalla top ten dei veicoli elettrici ad inizio 2025. Volvo ha quindi deciso di spostare la produzione in Europa, a Ghent.

Questo dallo scorso aprile, e ci si aspetta che i tempi di attesa per i nuovi clienti scendano fino a 90 giorni. Al tempo stesso la casa non dovrà più pagare i dazi anti-Cina, e questo vantaggio verrà acquisito anche dai clienti americani.
Persino negli Stati Uniti i SUV compatti stanno avendo successo e la EX30 arriverà oltreoceano direttamente dall'Europa, caricata di dazi (quelli famosi, voluti da Trump) del 15%, permettendo all'elettrica Volto di avere un prezzo competitivo. Sicuramente molto più competitivo di quello che avrebbe avuto con l'importazione cinese, stroncata da dazi del 147%. Una doppia mossa quindi quella di Volvo, che garantirà buoni numeri in entrambi i mercato, preservando il margine di guadagno.










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4 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoA parte questo , per portare un po' di produzione in europa i dazi non sono poi così male, chi vuole il mercato si attrezza..Alla faccia di chi li vedeva solo come uno svantaggio...
La globalizzazione ha fallito per l'europa ed ha arricchito l'Asia, bisogna prenderne atto come ne hanno preso atto negli USA.
Certo poi noi abbiamo la vonderpippen quindi..
Certo i risultati saranno un po' diversi ma perché è diverso il peso di chi li impone.
L'unico problema che rimane è il costo aumentato per il cliente che non favorisce la transazione green che doveva essere lo scopo di tutto.
Forse invece era solo una transazione economica sfuggita di mano.
Credo volesse dire proprio transAzione.....
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