Volkswagen, Stellantis e Renault denunciano all'UE la morsa della concorrenza asiatica
di Nino Grasso pubblicata il 15 Giugno 2026, alle 12:51 nel canale Auto Elettriche
Volkswagen, Stellantis e Renault hanno presentato un documento congiunto al Parlamento Europeo per vincolare il mercato continentale alla produzione locale e contrastare lo strapotere asiatico
Volkswagen, Stellantis e Renault hanno unito le forze per recapitare un appello congiunto ai membri del Parlamento Europeo, chiedendo una sterzata radicale che rimetta l'automotive al centro della strategia geopolitica di Bruxelles. I tre colossi industriali, la cui produzione aggregata rappresenta circa il 60% dell'intero comparto automobilistico del Vecchio Continente, hanno messo sul tavolo una proposta precisa: la formula denominata "70:70 nell'Ue27".
L'obiettivo del piano è imporre che il 70% dei veicoli commercializzati in Europa debba contenere almeno il 70% del proprio valore economico generato all'interno dei confini dei 27 Stati membri.
I costruttori hanno chiarito che l'iniziativa non deve limitarsi alle sole fasi finali di montaggio delle vetture, ma deve coinvolgere l'intera catena del valore. Il progetto richiede infatti un radicamento profondo sul territorio europeo di attività strategiche come la progettazione ingegneristica, lo sviluppo dei software di bordo, la produzione di componenti elettronici e la manifattura avanzata. La difesa della leadership automobilistica globale dell'Europa passa, secondo le aziende, dalla definizione di un quadro regolatorio chiaro, snello e soprattutto attuabile sul campo.
Flessibilità per le piccole cilindrate e contrasto alla concorrenza esterna
Il fulcro di questa ristrutturazione industriale ruota attorno alle batterie, che costituiscono la componente più complessa e onerosa delle vetture elettriche. I tre gruppi hanno sollecitato l'introduzione di incentivi e sostegni economici mirati a favorire la localizzazione degli impianti e il rientro in Europa di lavorazioni attualmente esternalizzate all'estero. Questo processo viene ritenuto indispensabile per allentare la dipendenza dalle catene di fornitura globali.
Un altro passaggio chiave dell'appello elaborato da Volkswagen, Stellantis e Renault tocca la gestione dei veicoli di dimensioni ridotte. Le utilitarie, da sempre asse portante del mercato europeo, affrontano forti criticità sul fronte della marginalità economica durante il passaggio alla propulsione elettrica. Per salvaguardare questo segmento, le aziende hanno invocato una flessibilità pragmatica sul piano normativo, necessaria per abbassare i costi di produzione e garantire la presenza sul mercato di modelli a zero emissioni realmente accessibili.
La filiera continentale si trova oggi stretta in una morsa finanziaria senza precedenti. Da un lato pesano gli imponenti investimenti legati alla transizione energetica, dall'altro la pressione commerciale dei concorrenti globali, in particolare i marchi asiatici, che beneficiano di catene di fornitura verticalmente integrate e di robusti sussidi governativi. Il "Made in Europe", concludono i tre gruppi, non deve ridursi a una definizione puramente simbolica, ma deve diventare una leva concreta per sanare il divario di costi che penalizza le realtà europee, salvaguardando l'occupazione e le competenze tecnologiche locali.










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17 Commenti
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Invece meglio dare la colpa ai cinesi e i prezzi bassi.
Forse se l'UE imponesse che le auto Cinesi partissero da un minimo di 50K di listino le aziende Europee riuscirebbero ad aumentare ancora piu i prezzi, e nello stesso momento anche diminuire ulteriormente la qualità già infima
Invece meglio dare la colpa ai cinesi e i prezzi bassi.
Forse se l'UE imponesse che le auto Cinesi partissero da un minimo di 50K di listino le aziende Europee riuscirebbero ad aumentare ancora piu i prezzi, e nello stesso momento anche diminuire ulteriormente la qualità già infima
concorrenza asiatica non vuol dire solo concorrenza cinese, ma soprattutto japponese e sud-koreana.
Il problema è che si gioca una partita impari. Da una parte noi abbiamo costi elevati di energia, lavoro ecc, millemila regolamentazioni mentre dall'altra tutto costa meno, lo Stato aiuta pesantemente i costruttori ecc.
Non a caso anche negli USA l'elettrico costa un botto, non è un problema solo nostro.
Infatti dico sempre che dobbiamo iniziare anche noi a fare il giochetto delle Joint Venture con condivisione forzata di tecnologia, pesanti aiuti di Stato (non stile Fiat però
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THE STIG
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Non a caso anche negli USA l'elettrico costa un botto, non è un problema solo nostro.
Infatti dico sempre che dobbiamo iniziare anche noi a fare il giochetto delle Joint Venture con condivisione forzata di tecnologia, pesanti aiuti di Stato (non stile Fiat però
Che il problema sia dalla nostra parte e' fuor di dubbio. Che la soluzione sia "blocchiamo le auto dall'estero cosi' noi possiamo continuare a fare i nostri prezzi ed i nostri comodi" invece di mettersi tutti al tavolino per cercare di migliorare la situazione anche no. Io da acquirente voglio comprare quello che piu' mi conviene, sta a te venditore rendere il tuo prodotto piu' appetibile, non bloccare la concorrenza cosi' puoi continuare a non cambiare niente.
Non ho detto di bloccarla infatti...
Non a caso anche negli USA l'elettrico costa un botto, non è un problema solo nostro.
Infatti dico sempre che dobbiamo iniziare anche noi a fare il giochetto delle Joint Venture con condivisione forzata di tecnologia, pesanti aiuti di Stato (non stile Fiat però
Concordo.
Ma poi più di un secolo di progresso tecnologico con i motori termici buttati al vento per dar spazio a delle pesanti e inquinanti batterie dato che l'intero processo di estrazione/produzione/smaltimento è tutto meno che ecologico.
Quindi la domanda è perchè tutto ciò?
Volkswagen, Stellantis e Renault hanno presentato un documento congiunto al Parlamento Europeo per vincolare il mercato continentale alla produzione locale e contrastare lo strapotere asiatico
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Lacrime di coccodrillo... Fino all'altro ieri, ed ancora oggi da parte di qualche marchio, hanno appoggiato al 100% una transizione all'elettrico troppo veloce senza tenere conto della domanda da parte del mercato, delle condizioni stesse di mercato, del non controllo della filiera delle batterie, ritrovandosi con prodotti costosi che non vendono nelle quantità desiderate e/o sufficienti a ripagare almeno i costi.
Parlerei quindi di un concorso di colpa con l'UE per questo marasma che ha spalancato le porte ai cinesi! Cinesi che oltre alle BEV stanno arrivando anche con le termiche/ibride. Mi piacerebbe fargli riascoltare qualche proclama di un paio di anni fa...
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