Volkswagen e Stellantis chiedono all'UE incentivi e bonus CO2 per i veicoli elettrici 'Made in Europe'
di Manolo De Agostini pubblicata il 05 Febbraio 2026, alle 13:01 nel canale Auto Elettriche
Volkswagen e Stellantis chiedono alla Commissione Europea di legare incentivi, fondi pubblici e benefici climatici all'origine europea dei veicoli elettrici. Al centro della proposta, un'etichetta "Made in Europe" basata su criteri industriali vincolanti e un possibile bonus CO₂ per rafforzare la produzione interna.
I vertici di Volkswagen e Stellantis chiedono un cambio di passo nelle politiche europee su clima e industria, con l'obiettivo di rafforzare la produzione interna di veicoli elettrici e ridurre le dipendenze strategiche dall'estero. In una lettera aperta indirizzata alla Commissione Europea, l'amministratore delegato di VW Oliver Blume e il manager di Stellantis Antonio Filosa propongono di legare incentivi pubblici e benefici regolatori all'origine europea dei veicoli.
L'iniziativa si inserisce nel contesto della strategia "Buy European" portata avanti da Bruxelles, che mira a rafforzare l'autonomia industriale dell'Unione in settori chiave come materie prime, energia e mobilità. Dopo l'introduzione di strumenti come il Critical Raw Materials Act, un nuovo pacchetto legislativo promosso dal commissario europeo all'Industria Stéphane Séjourné - atteso entro fine febbraio - potrebbe estendere ulteriormente questo approccio.

Nel documento condiviso con diversi quotidiani europei, i due dirigenti delineano un modello basato su tre pilastri: criteri di origine, accesso ai finanziamenti pubblici e benefici climatici. Il punto centrale è la definizione di requisiti minimi vincolanti per poter etichettare un veicolo elettrico come "Made in Europe". Tali criteri dovrebbero riguardare non solo l'assemblaggio finale, ma anche ricerca e sviluppo, powertrain elettrico, celle per batterie e componentistica elettronica chiave.
Secondo Blume e Filosa, solo i modelli conformi a questi requisiti dovrebbero poter accedere a incentivi statali, programmi di acquisto per flotte o contratti pubblici. Al contrario, i veicoli che non soddisfano tali condizioni non dovrebbero beneficiare di alcuna forma di sostegno finanziario da parte degli Stati membri.
Un ulteriore elemento della proposta riguarda la regolamentazione sulle emissioni di CO₂. I due manager suggeriscono di introdurre un "bonus CO₂" per i veicoli elettrici certificati "Made in Europe". Sebbene i dettagli non siano stati chiariti, l'idea implicherebbe un ulteriore vantaggio nei calcoli delle emissioni di flotta, che oggi già considerano i veicoli elettrici a zero emissioni allo scarico. In uno scenario esteso, il bonus potrebbe essere applicato all'intera gamma elettrica di un costruttore qualora una quota significativa della produzione rispettasse i criteri europei.

Dal punto di vista industriale, la misura viene presentata come un incentivo a mantenere e rafforzare la produzione all'interno dell'UE, evitando sanzioni miliardarie legate ai target climatici e liberando risorse da reinvestire nello sviluppo del mercato unico.
Blume e Filosa sottolineano come la maggior parte dei veicoli venduti dai rispettivi gruppi in Europa sia già prodotta localmente, ma evidenziano anche la pressione competitiva esercitata da produttori extraeuropei, spesso operanti in contesti normativi e sociali meno stringenti. Il caso delle batterie viene indicato come emblematico: se da un lato l'industria europea sta investendo ingenti capitali nella produzione locale di celle, dall'altro la necessità di contenere i prezzi dei veicoli elettrici spinge verso l'importazione delle soluzioni più economiche.










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13 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoSono peggio della droga e distorcono il mercato e vengono finanziati, quindi pagati, dalla fiscalità generale!
Comunque sia questa " richiesta " dimostra che l'elettrico europeo, senza incentivi e sconti, NON VENDE e non è competitivo nei confronti della concorrenza asiatica.
infatti in borsa
Volkswagen -4,1%
Stellantis -3,7%
Se i geniacci avessero detto "ce ne fottiamo del 2035 e andiamo dove vogliono i nostri clienti: facciamo motori termici"
in borsa farebbero +20%
Sono peggio della droga e distorcono il mercato e vengono finanziati, quindi pagati, dalla fiscalità generale!
Comunque sia questa " richiesta " dimostra che l'elettrico europeo, senza incentivi e sconti, NON VENDE e non è competitivo nei confronti della concorrenza asiatica.
Guarda che gli incentivi oggi li prendono tutti i produttori, sia quelli europei sia quelli cinesi.
La richiesta è quella di escludere quelli cinesi dagli incentivi esistenti, non di aggiungerne altri.
La richiesta è quella di escludere quelli cinesi dagli incentivi esistenti, non di aggiungerne altri.
Ma non ci riesci...visto che in molti si sono organizzati a produrre in Europa.
hanno sbelinato il belino per anni, visto che i mandorlati ricevono aiuti di stato e sono brutti e cattivi
siccome non riescono a competere ora chiedono anche loro aiuti di stato?
ho capito bene?
La richiesta è quella di escludere quelli cinesi dagli incentivi esistenti, non di aggiungerne altri.
Io sono contro gli incentivi a TUTTI!
Pagliacci ed ipocriti, quelli di Stellantis, visto che questo gruppo sta completando la costruzione di un mega impianto in Nord Africa...
Nel mentre il bel Filosa vuole il bollino " fatto in Europa " per accaparrarsi gli incentivi e gli aiuti e gli stabilimenti italiani lavorano al 20% delle loro potenzialità.
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